LA STORIA

Tratto dai libri "Storia del Frosinone Calcio" (1994), "La Quarta Serie negli anni '50" (1995), di Piergiorgio Renna, dall'archivio storico dell'autore e da "C'era una volta un pallone" (2004) di Amedeo Di Sora.
1928

I Primi Anni del Frosinone

Una squadra di calcio più o meno organizzata nasceva a Frosinone alla fine del 1918 ma l’attività agonistica continuativa prendeva il via nel 1923 con l’inserimento nel campionato di Quarta Divisione della Lega Sud. Nel 1928-29, la squadra disputava il torneo di Terza Divisione con il nome di “119° Legione Camicie Nere” e l’attività calcistica cittadina si vivacizzava con la disputa del “Torneo Rionale” tra le formazioni “Garibaldi”,“Ricciotti”, “S.Giorgio” e “Scalo” che si aggiudicava la manifestazione. All’ inizio degli anni Trenta, la città vantava due squadre Frosinone A e Frosinone B, che diventavano “Bellator Frusino A” e "Bellator Frusino B”. I colori sociali della squadra erano inizialmente il rosso e il blu,riprendendo la colorazione dello stemma municipale cittadino ma, successivamente, diventavano il giallo e l’azzurro. Il primo campo da gioco si trovava nel quartiere Madonna della Neve, poi si giocava nelle zone di via Cicerone e di via Valle Fioretta mentre l’attuale sito del campo sportivo veniva inaugurato nel 1932 e, per questo, lo stadio viene denominato “Matusa”. Negli Anni Trenta, la “Bellator Frusino” si copriva di gloria sino ad arrivare nel 1934 alla Prima Divisione Nazionale; in questo periodo, spiccavano le figure di Emilio Frongia (presidente), Politzer Lajos (allenatore) e Mario Marchegiani detto “Meazzetta” (mezzala ceduta alla Roma). Nella seconda metà degli Anni Trenta, la “Bellator Frusino” si scioglieva e veniva sostituita dai FF.GG. Frosinone che disputavano tornei di secondo piano a livello interprovinciale. Durante la guerra, i campionati venivano sospesi e la squadra cittadina spariva.

1953

Anni '40 e '50

Nel 1945-46, il Frosinone rinasceva e disputava il campionato di Seconda Divisione Lazio salendo in Prima Divisione un anno più tardi e, subito dopo, in Serie C-Lega Centro. Dal 1948-49 al 1951-52, i giallo-azzurri disputavano il campionato di Promozione-Interregionale della Lega Centro e, nell’estate 1952, venivano inseriti, anche per interessamento dell’On. Giulio Andreotti, nel torneo di Quarta Serie di nuova istituzione. In questo periodo, spiccavano le figure di Silverio Trento(presidente), Vilmos Wilheim (allenatore) e Sandro Ciotti, l’indimenticato radiocronista Rai (calciatore). Dal 1952 al 1958, i canarini disputavano consecutivamente sei campionati di Quarta Serie, miglior piazzamento quarto posto nel 1953. Il 24 novembre 1957, si giocava Frosinone-Cosenza: la determinante prima forte scintilla di una serie di episodi negativi che si sommavano alle difficoltà economiche societarie determinando il ritiro dal campionato. Il Cosenza rappresentava una delle più forti squadre del girone e lottava per la promozione ma era il Frosinone a passare in vantaggio a tre minuti dalla fine: “I giocatori del Cosenza – scriveva un cronista dell’epoca – reagivano incivilmente al gol dandosi a singoli incontri di pugilato con la forza pubblica accorsa in campo”. L’arbitro, colpito da un atleta calabrese, finiva a terra e si rialzava fischiando la fine dell’incontro, i giallo-azzurri non stavano a guardare, il massaggiatore frusinate colpiva un giocatore ospite, molti spettatori oltrepassavano la rete di recinzione, la partita si trasformava in un “far west”; uscito dallo stadio, il direttore di gara veniva inseguito per qualche chilometro dai sostenitori del Frosinone. Il Cosenza inoltrava ricorso e la Caf gli dava ragione ribaltando “a tavolino” il risultato del campo. Un’assemblea di sportivi esprimeva il proprio risentimento nei confronti della Lega per l’ingiustizia subita e minacciava il ritiro dal campionato, che si verificava in seguito alla mancata presentazione nella gara di ritorno a Cosenza (10 aprile 1958) dopo aver subito altre penalizzazioni da parte della Lega e aver rinunciato a giocare a Marsala e Tempio Pausania. Negli Anni Cinquanta, spiccavano le figure di figure di Domenico Ferrante e Angelo Cristofari (presidenti), Mario Genta (allenatore) e dei giocatori Azzoni, Catenacci, Gabriele, Diglio, Dini, Lillo, Neri, Piccolimini, Pizzutelli, Quercia, Spinato, Surina. Nel 1958, nasceva l’ “Unione Sportiva Frosinone” che partecipava al campionato di Seconda Categoria, arrivava alla Promozione Lazio e, poi, ripiombava nell’anonimato calcistico.

1963

Anni '60

Il calcio di buon livello tornava a Frosinone grazie a tre personaggi che, il 17 agosto 1963, davano notizia della nascita dello “Sporting Club”: Angelo Cristofari, Dante Spaziani e Augusto Orsini, quest’ultimo che aveva trasferito il titolo sportivo di Serie D dalla Nuova Cisterna al capoluogo ciocaro. In Serie D, il Frosinone si classificava sesto nel 1963-64, quinto l’anno successivo e primo nel 1965-66, conquistando la promozione in Serie C dopo un appassionante duello con il Latina. L’anno seguente, i canarini affrontavano squadre blasonate come Avellino, Bari, Lecce, Pescara e retrocedevano subito; sulla panchina ciociara sedeva come D.T. anche Amedeo Amadei, il centravanti della Roma e della Nazionale degli anni ’40 e ’50. Nel 1967/68 il Frosinone arrivava terzo in Serie D e il portiere Raffaele Trentini migliorava il record nazionale di imbattibilità restando senza subire reti per 1.204 minuti. I giallo-azzurri erano quinti nella stagione successiva e secondi nel 1969/70. In questo periodo, spiccavano a livello dirigenziale le figure di Angelo Cristofari, Benito e Roberto Stirpe, Dante Spaziani insieme agli allenatori Umberto De Angelis e Gennaro Rambone e ai calciatori Amici, Benvenuto, Caputi, Da Col, Del Sette, Fumagalli, Gabetto, Rosati, Trentini.

1972

Anni '70

Nel 1970-71, il Frosinone del presidente Gaetano Marocco e di mister Giuseppe Banchetti, vantava il record nazionale per la migliore difesa (solo 8 reti subite dall’ estroso Recchia, già in Serie A con Lazio e Messina) e raggiungeva di nuovo il paradiso conquistando la promozione in Serie C al termine di un nuovo entusiasmante duello con il Latina. I maggiori artefici della promozione erano Bechelli, Brunello, Del Sette, Derin, Malvestiti, Mettus, Recchia, Rotili, Salvatici, Vacca. In Serie C, i canarini disputavano quattro campionati (miglior piazzamento finale, settimo posto nel 1972) e lanciavano nel firmamento calcistico la stella di stella di Massimo Palanca, capocannoniere del girone meridionale della terza serie con 17 gol nel 1974 e, poi, simbolo della tifoseria del Catanzaro. Retrocessi nel 1975, i giallo-azzurri restavano in Quarta Serie sino al 1978, perdendo per un male incurabile il capitano Giugia e classificandosi secondi nel 1977, dietro ai rivali storici del Latina, nonostante i venti gol del bomber Santarelli. Nel 1977/78, il Frosinone era quinto ma veniva “ripescato” nella neonata Serie C2 per tornare subito in Serie D dove rimaneva per quattro stagioni evitando nel 1980 l’umiliazione della retrocessione in Promozione soltanto grazie alla differenza-reti. Negli Anni Settanta, si distinguevano le figure dei presidenti Gaetano Marocco, Domenico Franceschi e Giuseppe Battista, dei tecnici Giuseppe Banchetti, Giuseppe Lupi, Umberto Mannocci e dei calciatori Bartolini, Borsari, Brunello, Colletti, Dal Din, Derin, Filipponi, Iannarilli, Malvestiti, Massari, Palanca, Santarelli, Vescovi.

1986

Anni ’80 e ’90

Nel 1980/81, i ciociari del presidente Giovanni Battista Lenzini e del tecnico Alberto Mari, venivano promossi in C2 senza mai perdere una partita. Tornato tra i professionisti, il Frosinone non sfigurava arrivando terzo e sfoggiando il capocannoniere del girone, Gabbrielliniche firmava 17 gol. I canarini per quattro anni navigavano nell’alta classifica tra il terzo e l’ottavo posto mancando la promozione per un solo punto nel 1985 quando mettevano in “vetrina” molti giovani ceduti a squadre di categorie superiori: Benini, Berardi, De Paola, Martini, Perrotti, Viviani. Nella stagione 1986/87, il Frosinone del presidente residente Tito Di Vito e dell’allenatore Mari arrivava primo e guadagnava la promozione in Serie C1 nonostante una non florida situazione economica e finanziaria. Al primo anno di C1, i giallo-azzurri entusiasmavano i propri tifosi inserendosi nella lotta per la promozione in Serie B sino alla vigilia di Natale grazie a un gioco brillante ma il rendimento scendeva nel girone di ritorno per chiudere al settimo posto. L’anno successivo, il Frosinone tornava in Serie C2 per una evitabile retrocessione nonostante la presenza di Edoardo “Ciccio” Artistico, destinato a una brillante carriera agonistica. Negli Anni Ottanta, spiccavano le figure dei presidenti Giovanni Battista Lenzini, Umberto Celani, Mario Apuzzo, Eraldo Profumo, Mario Iannarilli, Alfredo Scaccia; del direttore sportivo Mario Iacobucci; dei tecnici Alberto Mari e Mario Santececca; dei calciatori protagonisti delle due promozioni : Atzori, Ciavattini, Farinelli, Ferrari, Marchetti, Pellegrini, Santarelli, Sesena, Vergili nel 1981; Cari (“alfiere” dei giallo-azzurri con 287 presenze) e Davato nel 1981 e nel 1987; Di Liso, Gaudino, Lattuca, Mariotti, Martin, Orlando, Pietrantoni, Virigili, Viscido nel 1987 nonché dei giocatori di maggiore prestigio in Serie C1 ossia Ambu, Artistico, Bellini, Cristiano, Malaman, Poli. Nel 1990, il Frosinone falliva un pronto ritorno in Serie C1 per soli tre punti ma, in estate, veniva radiato dalla FIGC e sembrava destinato a ricominciare dalla Promozione; in extremis, però, veniva inserito in Interregionale dove restava per quattro anni. Nel 1993-94, i giallo-azzurri del presidente Massimo Conti e dell’ allenatore Luciano Vescovi, si insediavano in testa alla classifica per quasi tutto il campionato facendosi raggiungere e superare negli ultimi turni da Giulianova e Albanova ma approdava egualmente tra i professionisti in virtù di un “ripescaggio”. In Serie C2, i canarini si classificavano decimi nel 1996 e, l’anno dopo con con Mari di nuovo in panchina, fallivano sul traguardo la promozione diretta in Serie C1, perdendo poi i play-off con l’Albanova; nel 1997, 1998 e 1999, invece, si arrivava di nuovo agli spareggi post-campionato ma questa volta per non retrocedere salvandosi per due volte ai danni di Casertana e Albanova, per perdere alla terza sfida con il Tricase. In questo periodo, eccellevano le figure dei presidenti Angelo Deodati e Massimo Conti, del tecnico Mari, dei calciatori Assante, Bagaglini, Brandani, Campilongo, Colagiovanni, Filippi, Pelosi, Perrotti, Russo.

2004

Il ritorno in C1

In Serie D, il Frosinone era quinto nel 2000 e secondo dietro al Martina nel 2001 nonostante l’ eccezionale bottino di 81 punti (26 partite vinte su 34 e miglior difesa di tutte le compagini dalla serie A alla D) conquistati dalla squadra del presidente Rosettano Navarra e dei tecnici Stefano e Luca Sanderra ma approdava lo stesso e con pieno merito in Serie C2. In Serie C2, i canarini si classificavano ottavi nel 2002 e noni l’anno successivo, dopo essere stati nelle zone alte della classifica sino a dicembre. In questi due anni sono stati ben cinque i tecnici che si sono succeduti sulla panchina canarina: dai Sanderra ad Arcoleo, da Bitetto a Silva fino a Giovanni Pagliari. Dall’ estate 2003, il presidente del Frosinone Calcio è Maurizio Stirpe,“figlio e nipote d’arte” poiché il padre Benito e lo zio Roberto (chiamati “i fratelli dell’entusiasmo”), hanno guidato la società ciociara a metà degli anni sessanta conquistando un’epica promozione in Serie C. Il presidente Stirpe ha nominato come direttore generale l’esperto Enrico Graziani e sulla panchina il tecnico ex-Brindisi Giorgini. Dopo un non entusiasmante avvio di campionato, Giorgini ha lasciato il posto a Daniele Arrigoni, tecnico di Palermo e Messina in serie B. A Frosinone la coppia Stirpe&Graziani ha portato dei giocatori di categoria, del calibro di Gianluca De Angelis, Dario Rossi, Roberto De Juliis, Massimiliano Memmo, Enrico Buonocore, Salvatore Marra, Ciro De Cesare, giusto per citarne alcuni che hanno disputato la serie cadetta. Con Arrigoni alla guida le vittorie si susseguono fino a raggiungere dal nono posto la vetta della classifica. Si infiamma un entusiasmante testa a testa tra Frosinone e Brindisi, le quali si alternano più volte dalla testa della classifica. A tre giornate dalla fine i canarini vincono in trasferta il derby con una rete di Giuseppe Aquino, ma la settimana successiva vengono scavalcati dal Brindisi. Il Presidente Maurizio Stirpe Il Presidente Maurizio Stirpe; con lui ill Frosinone è di nuovo in C1 Si decide tutto l’ultima giornata, il 9 maggio 2004 a Melfi, dove il Frosinone vince con una rete di De Cesare e scavalca il Brindisi, il quale non riesce a battere l’Igea Virtus, che sette giorni prima aveva costretto il Frosinone al pareggio casalingo. Il Frosinone è di nuovo in C1, dopo sedici anni dall’ultima festa promozione. Scoppia la festa a Melfi e a Frosinone, dove circa diecimila persone si riversano per le strade e allo stadio Comunale per festeggiare la C1.

2006

La promozione in B

L’anno della serie C1 è ricco di alti e bassi. Via Arrigoni, approdato in A a Cagliari, arriva Dino Pagliari, ex Chieti. Confermati alcuni dei protagonisti della promozione, nuovi rinforzi nei tre reparti: in difesa arrivano Morris Molinari e Nicola Pagani, entrambi con trascorsi in B, a centrocampo gli emergenti Guido Di Deo, Mauro Zaccagnini e Pietro De Giorgio, mentre in attacco Salvatore Mastronunzio affianca i confermati De Cesare e Aquino. Si incomincia in chiaroscuro, con la sconfitta casalinga con la Lucchese, ma il Frosinone trova il ritmo alternando vittorie casalinghe e prestazioni sottotono in trasferta. A dicembre i ragazzi di Pagliari espugnano la Cremonese, vincitrice del girone, ma vanno poi a perdere a Lumezzane. Urgono rinforzi e a gennaio il dg Graziani mette a segno importanti colpi; arrivano Morfù, Mocarelli, Di Nardo, D’Antoni, Ischia e Cariello, mentre Di Deo viene ceduto alla Ternana, in serie B. La squadra inizia a vincere e a convincere, sino ad arrivare nelle zone alte della classifica. Accanto al campionato, da segnalare la bella parentesi della Coppa Italia: i canarini riescono a raggiungere la finalissima, dopo aver battuto squadre come Benevento, Teramo, Rimini e Acireale. In finale incontrano lo Spezia, che risulterà la vincitrice del trofeo. A metà aprile il Frosinone si trova nelle zone alte della classifica e riesce a conquistare prima virtualmente i play-off battendo 2-1 l’inseguitrice Pistoiese a domicilio, matematicamente sette giorni dopo grazie al passo falso dei toscani a Como. Negli spareggi i canarini trovano la corazzata Mantova che spegne le speranze di promozione con un perentorio 4-2 al Comunale; nel ritorno non riesce il miracolo e sono i virgiliani a passare in finale e poi a conquistare la serie B. Il miracolo, però, è rimandato di soli 12 mesi. L’anno seguente il presidente Stirpe e il dg Graziani ingaggiano un tecnico specialista delle promozioni, Ivo Iaconi, che ha già traghettato tra i cadetti Pescara e Fermana. Insieme al tecnico abruzzese arrivano giocatori di assoluto valore quali Bellè, Ginestra, Perra, Fialdini, Anaclerio, Antonioli, che unite alle conferme di Zappino, Mastronunzio, D’Antoni, Pagani, Ischia e Morfù vanno a formare un gruppo di indiscusso livello. Nelle prime partite l’andamento dei canarini è altalenante, spietati in casa ma arrendevoli fuori. Accanto alle belle prestazioni casalinghe contro Grosseto, Manfredonia e Perugia, arrivano i bruschi stop di Gela, Lucchese e Martina. La musica cambia con la vittoria di Pistoia, alla quale, però, va in contrasto la sconfitta casalinga subìta dal Napoli in una gara in parte condizionata dalla direzione del signor Gervasoni di Mantova. Il Napoli, forse la più blasonata squadra scesa mai al Comunale, esce con un secco 3-1, con i canarini in 10 per tutta la gara. A gennaio arriva la svolta. La truppa giallazzurra comincia a vincere fuori casa e rosicchia punti al Napoli capolista. Belle le vittorie di Manfredonia, di Lanciano e il pari a Grosseto in 9 contro 11. Tecnico Ivo Iaconi Il Frosinone è in serie B. Il Tecnico Ivo Iaconi viene portato in trionfo. Le sconfitte rimediate a Castellammare di Stabia e a Chieti, danno il lasciapassare al Napoli. Il Frosinone è comunque secondo e amministra il vantaggio sino alla fine della stagione. Nei play-off il primo ostacolo si chiama Sangiovannese. Doppio 0-0, avanti il Frosinone in base alla migliore posizione di classifica. La finale è tra Frosinone e Grosseto. In Maremma nuovo 0-0, mentre in casa una rete della punta arrivata a gennaio Martini fa scoppiare l’entusiasmo di una città e di una provincia. Uno-a-zero al Grosseto ed è serie B. In città la festa si protrae sino all’alba del giorno dopo. Gioia grande in curva, che dopo tanti anni vissuti dietro una squadra che calcava polverosi campi di periferia, potrà seguire i propri colori in campi che solamente pochi anni addietro si potevano solo sognare. Tutto ciò grazie ad un presidente che è riuscito a trasformare i sogni in realtà, ad una squadra che ha attuato il meraviglioso progetto della presidenza, e a una tifoseria che ha saputo aspettare una gioia che supera ogni aspettativa.

2007

La permanenza in serie B

L’anno seguente è serie B. Forse il campionato cadetto più bello di tutti i tempi, con squadre del calibro di Brescia, Bologna, Bari, Genoa, Napoli e, non ultima, la Juventus, retrocessa per illecito sportivo. Confermato l’artefice della promozione, mister Ivo Iaconi, il duo Graziani&Stirpe allestono una squadra che punta al mantenimento della categoria. Ecco dunque Di Venanzio dalla Triestina, Margiotta dal Piacenza, Carbone dall’Ascoli, Castillo dal Gallipoli. In agosto arriva anche il gioiellino dell’Empoli Francesco Lodi, mentre a chiusura del mercato ecco i botti Rimoldi dal Genoa, Cannarsa dalla Reggina e Lacrimini dal Napoli. Dopo una batosta iniziale in Coppa Italia, proprio contro il Napoli, i canarini si riorganizzano e esordiscono in campionato a Trieste. Vincono i padroni di casa, ma per il Frosinone è come toccare il cielo con un dito. La prima vittoria arriva lontano dal Comunale, a Vicenza, quando Zappino fa i miracoli, Di Nardo e Margiotta realizzano e firmano il 2-1. La vittoria a Pescara, con Di Nardo e Lodi, contro i biancoazzurri, anticipa il primo passo falso casalingo con il Piacenza. Frosinone in B Il Frosinone resta in B. Lodi affronta Zebina della Juventus al Comunale La settimana dopo, il 28 ottobre, il Frosinone incontra la Juventus. Una sfida che forse mai nessuno avrebbe potuto immaginare. Il Frosinone fa la sua bella figura, di contro ha tre campioni del mondo come Buffon, Del Piero e Camoranesi, chi la Coppa del Mondo l’ha alzata anni addietro (Trezeguet) e chi ha alzato il Pallone d’Oro (Nedved). La favola di Davide e Golia non si ripete, Davide stavolta esce sconfitto, seppur a testa alta. La rete è di Del Piero, una rete importante, la duecentesima per il campione juventino nella sua carriera. Il Frosinone ‘torna’ sulla terra e in tre giorni centra due importantissime vittorie casalinghe, entrambe per 2-1, contro il Lecce di Zeman e il Bologna di Ulivieri. A dicembre non si riesce nell’impresa di battere il Napoli al San Paolo, ma al termine di una gara interrotta varie volte per lancio di fumogeni allo scadere Bogliacino recupera il pari. Prima delle vacanze di Natale il Frosinone veleggia senza problemi a metà campionato, un traguardo difficile da pronosticare a inizio campionato. Si torna nel 2007, con Argilli, Bocchetti, Di Deo e il grande colpo Zlatko Dedic, ma con un rendimento altalenante; bruciano i pareggi casalinghi con Modena e Crotone, il pari ad Arezzo e la sconfitta con il Vicenza. A marzo il Frosinone non carbura e non bastano le vittorie con Rimini e Cesena. Brutti capitomboli a Lecce (5-0), a Piacenza (3-0), si doveva fare di più in casa con Pescara e fuori contro Bari e Mantova, due bei pareggi ma che con un po’ di fortuna sarebbero potuti essere tre punti. Ad aprile inizia la serie terribile delle avversarie. Si gioca a Frosinone con la Juventus in un clima di festa. A farla, però, sono i bianconeri che espugnano il Comunale con due reti di Zalayeta. Uguale il Napoli che raggiunge in extremis i tre punti e il Genoa che vince un match senza storia. Il Frosinone viene risucchiato nella lotta per non retrocedere, ma riesce a tirare una boccata d’aria grazie alla vittoria di Crotone e soprattutto ai tre punti in casa con l’Albinoleffe, che danno matematicamente la certezza di continuare a sognare. Si riparte dunque per la stagione 2007/2008, con nuove ambizioni e nuove facce. Salutato e ringraziato Iaconi, è il turno di Alberto Cavasin. Arrivano nuovi giocatori (Evacuo, Sicignano, Bognàr, Pecchia, Troianiello), tornano vecchi atleti (Martini, Cariello, Prosperi), restano a Frosinone dei giovani di indiscusso valore (Dedic, Bocchetti, Lodi). Adesso sarà il campo a dare, come sempre, il suo verdetto. Il Frosinone, Frosinone e tutti i suoi tifosi si augurano che il sogno continui e, perchè no, tanto sognare non costa nulla, che si trasformi e raggiunga mète mai toccate. Questi gli “alfieri” canarini nella classifica del maggior numero di presenze e reti in partite di campionato dal 28 settembre 1952 all’11 maggio 2003: 1. 2003: 1. Cari 287, 2. Davato 272, 3. Perrotti 222, 4.Del Sette 205, 5. Bagaglini 202, 6. Pellegrini 198, 7.Rosati 176, 8. Caputi e Santarelli 167, 10. Recchia 164; superbomber Paolo Santarelli con 64 reti.