Anni '40 e '50
Nel 1945-46, il Frosinone rinasceva e disputava il campionato di Seconda Divisione Lazio salendo in Prima Divisione un anno più tardi e, subito dopo, in Serie C-Lega Centro.
Dal 1948-49 al 1951-52, i giallo-azzurri disputavano il campionato di Promozione-Interregionale della Lega Centro e, nell’estate 1952, venivano inseriti, anche per interessamento dell’On. Giulio Andreotti, nel torneo di Quarta Serie di nuova istituzione.
In questo periodo, spiccavano le figure di Silverio Trento(presidente), Vilmos Wilheim (allenatore) e Sandro Ciotti, l’indimenticato radiocronista Rai (calciatore).
Dal 1952 al 1958, i canarini disputavano consecutivamente sei campionati
di Quarta Serie, miglior piazzamento quarto posto nel 1953. Il 24 novembre 1957, si
giocava Frosinone-Cosenza: la determinante prima forte scintilla di una serie di episodi negativi che si sommavano alle difficoltà economiche societarie determinando il ritiro dal campionato.
Il Cosenza rappresentava una delle più forti squadre del girone e lottava per la promozione ma era il Frosinone a passare in vantaggio a
tre minuti dalla fine: “I giocatori del Cosenza – scriveva un cronista
dell’epoca – reagivano incivilmente al gol dandosi a singoli incontri di
pugilato con la forza pubblica accorsa in campo”. L’arbitro, colpito da
un atleta calabrese, finiva a terra e si rialzava fischiando la fine
dell’incontro, i giallo-azzurri non stavano a guardare, il massaggiatore
frusinate colpiva un giocatore ospite, molti spettatori oltrepassavano
la rete di recinzione, la partita si trasformava in un “far west”;
uscito dallo stadio, il direttore di gara veniva inseguito per qualche
chilometro dai sostenitori del Frosinone. Il Cosenza inoltrava ricorso e
la Caf gli dava ragione ribaltando “a tavolino” il risultato del campo.
Un’assemblea di sportivi esprimeva il proprio risentimento nei confronti
della Lega per l’ingiustizia subita e minacciava il ritiro dal
campionato, che si verificava in seguito alla mancata presentazione
nella gara di ritorno a Cosenza (10 aprile 1958) dopo aver subito altre
penalizzazioni da parte della Lega e aver rinunciato a giocare a Marsala
e Tempio Pausania.
Negli Anni Cinquanta, spiccavano le figure di figure di Domenico Ferrante e Angelo Cristofari (presidenti), Mario Genta (allenatore) e dei giocatori Azzoni,
Catenacci, Gabriele, Diglio, Dini, Lillo, Neri, Piccolimini, Pizzutelli, Quercia, Spinato, Surina.
Nel 1958, nasceva l’ “Unione Sportiva Frosinone” che partecipava al
campionato di Seconda Categoria, arrivava alla Promozione Lazio e, poi,
ripiombava nell’anonimato calcistico.
Anni '60 e '70
Il calcio di buon livello tornava a Frosinone grazie a tre personaggi
che, il 17 agosto 1963, davano notizia della nascita dello “Sporting
Club”: Angelo Cristofari, Dante Spaziani e Augusto Orsini, quest’ultimo
che aveva trasferito il titolo sportivo di Serie D dalla Nuova Cisterna al
capoluogo ciocaro.
In Serie D, il Frosinone si classificava sesto nel 1963-64, quinto
l’anno successivo e primo nel 1965-66, conquistando la promozione in
Serie C dopo un appassionante duello con il Latina.
L’anno seguente, i canarini affrontavano squadre blasonate come
Avellino, Bari, Lecce, Pescara e retrocedevano subito; sulla panchina
ciociara sedeva come D.T. anche Amedeo Amadei, il centravanti della Roma
e della Nazionale degli anni ’40 e ’50.
Nel 1967/68 il Frosinone arrivava terzo in Serie D e il portiere Raffaele Trentini migliorava il record nazionale di imbattibilità
restando senza subire reti per 1.204 minuti. I giallo-azzurri erano
quinti nella stagione successiva e secondi nel 1969/70.
In questo periodo, spiccavano a livello dirigenziale le figure di Angelo Cristofari, Benito e Roberto Stirpe, Dante Spaziani insieme agli
allenatori Umberto De Angelis e Gennaro Rambone e ai calciatori Amici, Benvenuto, Caputi, Da Col, Del Sette, Fumagalli, Gabetto, Rosati, Trentini.
Nel 1970-71, il Frosinone del presidente Gaetano Maroccoe di mister Giuseppe Banchetti, vantava il record nazionale per la migliore difesa
(solo 8 reti subite dall’ estroso Recchia, già in Serie A con Lazio e
Messina) e raggiungeva di nuovo il paradiso conquistando la promozione
in Serie C al termine di un nuovo entusiasmante duello con il Latina.
I
maggiori artefici della promozione erano Bechelli, Brunello, Del Sette, Derin, Malvestiti, Mettus, Recchia, Rotili, Salvatici, Vacca.
In Serie C, i canarini disputavano quattro campionati (miglior
piazzamento finale, settimo posto nel 1972) e lanciavano nel firmamento
calcistico la stella di stella di Massimo Palanca, capocannoniere del girone
meridionale della terza serie con 17 gol nel 1974 e, poi, simbolo della
tifoseria del Catanzaro.
Retrocessi nel 1975, i giallo-azzurri restavano in Quarta Serie sino al
1978, perdendo per un male incurabile il capitano Giugia e
classificandosi secondi nel 1977, dietro ai rivali storici del Latina,
nonostante i venti gol del bomber Santarelli.
Nel 1977/78, il Frosinone era quinto ma veniva “ripescato” nella neonata
Serie C2 per tornare subito in Serie D dove rimaneva per quattro
stagioni evitando nel 1980 l’umiliazione della retrocessione in
Promozione soltanto grazie alla differenza-reti.
Negli Anni Settanta, si distinguevano le figure dei presidenti Gaetano
Marocco, Domenico Franceschi e Giuseppe Battista, dei tecnici Giuseppe
Banchetti, Giuseppe Lupi, Umberto Mannocci e dei calciatori Bartolini, Borsari, Brunello, Colletti, Dal Din, Derin, Filipponi, Iannarilli, Malvestiti, Massari, Palanca, Santarelli, Vescovi.
Anni '80 e '90
Nel 1980/81, i ciociari del presidente Giovanni Battista Lenzini e del
tecnico Alberto Mari, venivano promossi in C2 senza mai perdere una
partita. Tornato tra i professionisti, il Frosinone non sfigurava
arrivando terzo e sfoggiando il capocannoniere del girone, Gabbrielliniche firmava 17 gol.
I
canarini per quattro anni navigavano nell’alta classifica tra il terzo e
l’ottavo posto mancando la promozione per un solo punto nel 1985 quando
mettevano in “vetrina” molti giovani ceduti a squadre di categorie
superiori: Benini, Berardi, De Paola, Martini, Perrotti, Viviani.
Nella stagione 1986/87, il Frosinone del presidente residente Tito Di Vito e dell’allenatore Mari arrivava primo e guadagnava la promozione in Serie
C1 nonostante una non florida situazione economica e finanziaria.
Al primo anno di C1, i giallo-azzurri entusiasmavano i propri tifosi
inserendosi nella lotta per la promozione in Serie B sino alla vigilia
di Natale grazie a un gioco brillante ma il rendimento scendeva nel
girone di ritorno per chiudere al settimo posto. L’anno successivo, il
Frosinone tornava in Serie C2 per una evitabile retrocessione nonostante
la presenza di Edoardo “Ciccio” Artistico, destinato a una brillante
carriera agonistica.
Negli Anni Ottanta, spiccavano le figure dei presidenti Giovanni
Battista Lenzini, Umberto Celani, Mario Apuzzo, Eraldo Profumo, Mario Iannarilli, Alfredo
Scaccia; del direttore sportivo Mario Iacobucci; dei tecnici Alberto
Mari e Mario Santececca; dei calciatori protagonisti delle due
promozioni : Atzori, Ciavattini, Farinelli, Ferrari, Marchetti, Pellegrini, Santarelli, Sesena, Vergili nel 1981; Cari (“alfiere” dei
giallo-azzurri con 287 presenze) e Davato nel 1981 e nel 1987; Di Liso, Gaudino, Lattuca, Mariotti, Martin, Orlando, Pietrantoni, Virigili, Viscido nel 1987 nonché dei giocatori di maggiore prestigio in Serie C1
ossia Ambu, Artistico, Bellini, Cristiano, Malaman, Poli.
Nel 1990, il Frosinone falliva un pronto ritorno in Serie C1 per soli
tre punti ma, in estate, veniva radiato dalla FIGC e sembrava destinato
a ricominciare dalla Promozione; in extremis, però, veniva inserito in
Interregionale dove restava per quattro anni.
Nel 1993-94, i giallo-azzurri del presidente Massimo Conti e dell’
allenatore Luciano Vescovi, si insediavano in testa alla classifica per
quasi tutto il campionato facendosi raggiungere e superare negli ultimi
turni da Giulianova e Albanova ma approdava egualmente tra i
professionisti in virtù di un “ripescaggio”.
In Serie C2, i canarini si classificavano decimi nel 1996 e, l’anno dopo
con con Mari di nuovo in panchina, fallivano sul traguardo la promozione
diretta in Serie C1, perdendo poi i play-off con l’Albanova; nel 1997,
1998 e 1999, invece, si arrivava di nuovo agli spareggi post-campionato
ma questa volta per non retrocedere salvandosi per due volte ai danni di
Casertana e Albanova, per perdere alla terza sfida con il Tricase.
In questo periodo, eccellevano le figure dei presidenti Angelo Deodati e Massimo Conti, del tecnico Mari, dei calciatori Assante, Bagaglini, Brandani, Campilongo, Colagiovanni, Filippi, Pelosi, Perrotti, Russo.
Gli Anni dei trionfi
In Serie D, il Frosinone era quinto nel 2000 e secondo dietro al Martina
nel 2001 nonostante l’ eccezionale bottino di 81 punti (26 partite vinte
su 34 e miglior difesa di tutte le compagini dalla serie A alla D)
conquistati dalla squadra del presidente Rosettano Navarra e dei tecnici Stefano e Luca Sanderra ma approdava lo stesso e con pieno merito in
Serie C2.
In Serie C2, i
canarini si classificavano ottavi nel 2002 e noni l’anno successivo,
dopo essere stati nelle zone alte della classifica sino a dicembre. In
questi due anni sono stati ben cinque i tecnici che si sono succeduti
sulla panchina canarina: dai Sanderra ad Arcoleo, da Bitetto a Silva fino a Giovanni Pagliari.
Dall’ estate 2003, il presidente del Frosinone Calcio è Maurizio Stirpe,“figlio e nipote d'arte” poiché il padre Benito e lo zio Roberto (chiamati “i fratelli
dell’entusiasmo”), hanno guidato la società ciociara a metà degli anni
sessanta conquistando un’epica promozione in Serie C. Il presidente Stirpe ha nominato come direttore generale l'esperto Enrico Graziani e sulla panchina il tecnico ex-Brindisi Giorgini. Dopo un non entusiasmante avvio di campionato, Giorgini ha lasciato il posto a Daniele Arrigoni, tecnico di Palermo e Messina in serie B. A Frosinone la coppia Stirpe&Graziani ha portato dei giocatori di categoria, del calibro di Gianluca De Angelis, Dario Rossi, Roberto De Juliis, Massimiliano Memmo, Enrico Buonocore, Salvatore Marra, Ciro De Cesare, giusto per citarne alcuni che hanno disputato la serie cadetta.
Con Arrigoni alla
guida le vittorie si susseguono fino a raggiungere dal nono posto la
vetta della classifica. Si infiamma un entusiasmante testa a testa tra
Frosinone e Brindisi, le quali si alternano più volte dalla testa della
classifica. A tre giornate dalla fine i canarini vincono in trasferta il
derby con una rete di Giuseppe Aquino, ma la settimana successiva
vengono scavalcati dal Brindisi. Si decide tutto l'ultima giornata, il
9
maggio 2004 a Melfi, dove il Frosinone vince con una rete di De
Cesare e scavalca il Brindisi, il quale non riesce a battere l'Igea
Virtus, che sette giorni prima aveva costretto il Frosinone al pareggio
casalingo. Il Frosinone è di nuovo in C1, dopo sedici anni dall'ultima
festa promozione. Scoppia la festa a Melfi e a Frosinone, dove circa
diecimila persone si riversano per le strade e allo stadio Comunale per
festeggiare la C1.
L'anno della serie C1 è ricco di alti e bassi. Via Arrigoni, approdato in A a Cagliari,
arriva Dino Pagliari, ex Chieti.
Confermati alcuni dei
protagonisti della promozione, nuovi rinforzi nei tre reparti: in difesa
arrivano Morris Molinari e Nicola Pagani, entrambi con
trascorsi in B, a centrocampo gli emergenti Guido Di Deo,
Mauro Zaccagnini e Pietro De Giorgio,
mentre in attacco Salvatore Mastronunzio affianca i confermati De Cesare e Aquino. Si incomincia in chiaroscuro, con
la sconfitta casalinga con la Lucchese, ma il Frosinone trova il ritmo
alternando vittorie casalinghe e prestazioni sottotono in trasferta. A
dicembre i ragazzi di Pagliari espugnano la Cremonese, vincitrice del girone, ma vanno poi a perdere a
Lumezzane. Urgono rinforzi e a gennaio il dg Graziani mette a
segno importanti colpi; arrivano Morfù, Mocarelli, Di Nardo, D'Antoni, Ischia e Cariello, mentre Di Deo viene ceduto alla
Ternana, in serie B. La squadra inizia a vincere e a
convincere, sino ad arrivare nelle zone alte della classifica. Accanto
al campionato, da segnalare la bella parentesi della Coppa Italia: i
canarini riescono a raggiungere la finalissima, dopo aver battuto
squadre come Benevento, Teramo, Rimini e Acireale. In finale incontrano
lo Spezia, che risulterà la vincitrice del trofeo. A metà aprile il
Frosinone si trova nelle zone alte della classifica e riesce a
conquistare prima virtualmente i play-off battendo 2-1 l'inseguitrice
Pistoiese a domicilio, matematicamente sette giorni dopo grazie al passo
falso dei toscani a Como. Negli spareggi i canarini trovano la corazzata
Mantova che spegne le speranze di promozione con un perentorio 4-2 al
Comunale; nel ritorno non riesce il miracolo e sono i virgiliani a
passare in finale e poi a conquistare la serie B.
Il
miracolo, però, è rimandato di soli 12 mesi. L'anno seguente il
presidente Stirpe e il dg Graziani ingaggiano un tecnico
specialista delle promozioni, Ivo Iaconi, che ha già
traghettato tra i cadetti Pescara e Fermana. Insieme al tecnico
abruzzese arrivano giocatori di assoluto valore quali Bellè, Ginestra, Perra, Fialdini, Anaclerio, Antonioli, che unite alle conferme di Zappino, Mastronunzio, D'Antoni, Pagani, Ischia e Morfù vanno a formare un gruppo di indiscusso livello. Nelle prime
partite l'andamento dei canarini è altalenante, spietati in casa ma
arrendevoli fuori. Accanto alle belle prestazioni casalinghe contro
Grosseto, Manfredonia e Perugia, arrivano i bruschi stop di Gela,
Lucchese e Martina. La musica cambia con la vittoria di Pistoia, alla
quale, però, va in contrasto la sconfitta casalinga subìta dal Napoli in
una gara in parte condizionata dalla direzione del signor Gervasoni di Mantova. Il Napoli, forse la più blasonata squadra scesa mai al
Matusa, esce con un secco 3-1, con i canarini in 10 per tutta la gara. A
gennaio arriva la svolta. La truppa giallazzurra comincia a vincere
fuori casa e rosicchia punti al Napoli capolista. Belle le vittorie di
Manfredonia, di Lanciano e il pari a Grosseto in 9 contro 11. Le
sconfitte rimediate a Castellammare di Stabia e a Chieti, danno il
lasciapassare al Napoli. Il Frosinone è comunque
secondo e amministra il
vantaggio sino alla fine della stagione. Nei play-off il primo ostacolo
si chiama Sangiovannese. Doppio 0-0, avanti il Frosinone in base alla
migliore posizione di classifica. La finale è tra Frosinone e Grosseto.
In Maremma nuovo 0-0, mentre in casa una rete della punta arrivata a
gennaio Martini fa scoppiare l'entusiasmo di una città e di una
provincia. Uno-a-zero al Grosseto ed è serie B. In città la festa si
protrae sino all'alba del giorno dopo. Gioia grande in curva, che dopo
tanti anni vissuti dietro una squadra che calcava polverosi campi di
periferia, potrà seguire i propri colori in campi che solamente pochi
anni addietro si potevano solo sognare. Tutto ciò grazie ad un
presidente che è riuscito a trasformare i sogni in realtà, ad una
squadra che ha attuato il meraviglioso progetto della presidenza, e a
una tifoseria che ha saputo aspettare una gioia che supera ogni
aspettativa.
L'anno seguente è serie B. Forse il campionato cadetto più bello di tutti i tempi, con squadre del calibro di Brescia, Bologna, Bari, Genoa, Napoli e, non ultima, la Juventus, retrocessa per illecito sportivo. Confermato l'artefice della promozione, mister Ivo Iaconi, il duo Graziani&Stirpe allestono una squadra che punta al mantenimento della categoria. Ecco dunque Di Venanzio dalla Triestina, Margiotta dal Piacenza, Carbone dall'Ascoli, Castillo dal Gallipoli. In agosto arriva anche il gioiellino dell'Empoli Francesco Lodi, mentre a chiusura del mercato ecco i botti Rimoldi dal Genoa, Cannarsa dalla Reggina e Lacrimini dal Napoli. Dopo una batosta iniziale in Coppa Italia, proprio contro il Napoli, i canarini si riorganizzano e esordiscono in campionato a Trieste. Vincono i padroni di casa, ma per il Frosinone è come toccare il cielo con un dito. La prima vittoria arriva lontano dal Comunale, a Vicenza, quando Zappino fa i miracoli, Di Nardo e Margiotta realizzano e firmano il 2-1. La vittoria a Pescara, con Di Nardo e Lodi, contro i biancoazzurri, anticipa il primo passo falso casalingo con il Piacenza. La settimana dopo, il 28 ottobre, il Frosinone incontra la Juventus. Una sfida che forse mai nessuno avrebbe potuto immaginare.
Il Frosinone fa la sua bella figura, di contro ha tre campioni del mondo come Buffon, Del Piero e Camoranesi, chi la Coppa del Mondo l'ha alzata anni addietro (Trezeguet) e chi ha alzato il Pallone d'Oro (Nedved). La favola di Davide e Golia non si ripete, Davide stavolta esce sconfitto, seppur a testa alta. La rete è di Del Piero, una rete importante, la duecentesima per il campione juventino nella sua carriera. Il Frosinone 'torna' sulla terra e in tre giorni centra due importantissime vittorie casalinghe, entrambe per 2-1, contro il Lecce di Zeman e il Bologna di Ulivieri. A dicembre non si riesce nell'impresa di battere il Napoli al San Paolo, ma al termine di una gara interrotta varie volte per lancio di fumogeni allo scadere Bogliacino recupera il pari. Prima delle vacanze di Natale il Frosinone veleggia senza problemi a metà campionato, un traguardo difficile da pronosticare a inizio campionato. Si torna nel 2007, con Argilli, Bocchetti, Di Deo e il grande colpo Zlatko Dedic, ma con un rendimento altalenante; bruciano i pareggi casalinghi con Modena e Crotone, il pari ad Arezzo e la sconfitta con il Vicenza. A marzo il Frosinone non carbura e non bastano le vittorie con Rimini e Cesena. Brutti capitomboli a Lecce (5-0), a Piacenza (3-0), si doveva fare di più in casa con Pescara e fuori contro Bari e Mantova, due bei pareggi ma che con un po' di fortuna sarebbero potuti essere tre punti. Ad aprile inizia la serie terribile delle avversarie. Si gioca al Comunale con la Juventus in un clima di festa. A farla, però, sono i bianconeri che espugnano il Matusa con due reti di Zalayeta. Uguale il Napoli che raggiunge in extremis i tre punti e il Genoa che vince un match senza storia. Il Frosinone viene risucchiato nella lotta per non retrocedere, ma riesce a tirare una boccata d'aria grazie alla vittoria di Crotone e soprattutto ai tre punti in casa con l'Albinoleffe, che danno matematicamente la certezza di continuare a sognare. Si riparte dunque per la stagione 2007/2008, con nuove ambizioni e nuove facce. Salutato e ringraziato Iaconi, è il turno di Alberto Cavasin. Arrivano nuovi giocatori (Evacuo, Sicignano, Bognàr, Pecchia, Troianiello), tornano vecchi atleti (Martini, Cariello, Prosperi), restano a Frosinone dei giovani di indiscusso valore (Dedic, Bocchetti, Lodi). Adesso sarà il campo a dare, come sempre, il suo verdetto. Il Frosinone, Frosinone e tutti i suoi tifosi si augurano che il sogno continui e, perchè no, tanto sognare non costa nulla, che si trasformi e raggiunga mète mai toccate.
Questi gli “alfieri” canarini nella classifica del maggior numero di
presenze e reti in partite di campionato dal 28 settembre 1952 all’11
maggio 2003: 1. 2003: 1. Cari 287, 2. Davato 272, 3. Perrotti 222, 4.Del Sette 205, 5. Bagaglini 202, 6. Pellegrini 198, 7.Rosati 176, 8. Caputi e Santarelli 167, 10. Recchia 164; superbomber Paolo Santarelli con 64 reti.