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BARONI: “IN PARTITA FINO AL 2-0 MA ABBIAMO DIFESO MALE. LA CHIAVE PER LA RISALITA C’E'”

FROSINONE – Conferenza stampa affollata nel post-partita. Marco Baroni – dopo essere passato davanti alle telecamere di Dazn e Sky e nel collegamento con Radio Rai – è preceduto davanti ai cronisti della carta stampata, radio e tv locali da Giampiero Gasperini. Che si dilunga a tessere le lodi della propria squadra. Un accenno di polemica durante la conferenza del tecnico degli orobici per una frase tra ‘il detto e non detto’ da parte di un cronista di Bergamo. Alla fine lo 0-5 mette tutti d’accordo: il Frosinone purtroppo non è piaciuto e non è una bestemmia, al di là dei meriti degli avversari che hanno allungato il passo nella ripresa ma che anche nei primi 45’ erano apparsi abbastanza padroni del campo. Il peggiore avversario ancora una volta per i canarini, che si sono trovati di fronte la cannoniera neroazzurra nel momento peggiore.

Mister Baroni, una sconfitta meritatissima, ha già iniziato a valutarla? Quanto può essere dipesa solo dalle assenze sicuramente importanti. Magari con Ariaudo in campo 5 gol non si prendono, con Ciano e Ciofani magari si fa gol. Al di là di questo, si è visto un Frosinone molto diverso da quello visto con Udinese e Milan. E un po’ più simile a quello visto col Chievo anche se l’Atalanta è più forte del Chievo.

“Un’analisi corretta la sua, devo dire che finché siamo stati in partita quindi fino al loro secondo gol, la gara era ancora aperta. Queste sono squadre forti che hanno fisicità e qualità, possono ammazzare ogni partita. Non mi piace invece parlare di chi non c’è. Era una situazione di emergenza, lo sapevamo, ma pensavo ad un altro tipo di gestione. La sconfitta ci può stare ma devi rimanere dentro la partita mentalmente e fisicamente. Perché questa è la serie A. Che ti pone davanti avversari di questo tipo, che non ti danno scampo. Ma non bisogna però mai abbassare la testa, mai darsi per vinti. L’atteggiamento dopo il 3-0 non è piaciuto. C’è da lavorare, c’è da rialzare la testa. E poi oggi abbiamo difeso malissimo sui cross. Io conosco solo questa medicina: lavorare”.

Bisogna preoccuparsi?

“Io sono tenace per natura, non mollo mai in queste situazioni. Queste situazioni fanno passare tutto attraverso l’applicazione e il lavoro. La sconfitta non va messa alle spalle. Bisogna che faccia male veramente. Bisogna metterla davanti e mai alle spalle. E’ solo questa la soluzione. C’è da mettere dentro il campo qualcosa, lo avevo già detto all’inizio. Essere densi in difesa senza aggressività non serve. Contro certi avversari non si può, questo campionato non te lo permette. Oggi quando fai crossare facilmente e non vai ad attaccare la palla, diventi indifendibile. Io vedo dei margini importanti di ripresa. Le prime due gare ci hanno dato segnali positivi ma sapevo che oggi sarebbe stata difficile. Adesso abbiamo un’altra gara importante e dobbiamo recuperare dei giocatori. Perché anche la gestione odierna è stata fatta in funzione dei prossimi appuntamenti. Domani (lunedi, ndr) ci vediamo subito sul campo e si riprende il lavoro”.

In sede di conferenza stampa avevamo detto che dal mercato sarebbero tornati utili due esterni. Dopo questa partita è ancora più convinto che servano un centrocampista e un attaccante?

“Tra la partita di oggi e le ottime due prestazioni fatte all’inizio c’è di mezzo del lavoro da parte mia. Ma questo atteggiamento non deve più esserci. L’Atalanta aveva segnato sei gol la settimana precedente. Avevamo di fronte la squadra che aveva segnato più gol in serie A. ma è l’atteggiamento che è sbagliato: noi non dobbiamo mai essere vinti. E il nostro campionato che difficile e in salita lo sappiamo. Io lavorerò essenzialmente su quell’aspetto. Il mercato? Non mi compete. C’è grande attenzione per fare qualche correttivo. Ma io so che debbo passare dal lavoro tutto quello che dobbiamo fare”.

Più che delle parole servono i fatti ha detto lei ieri. Oggi se il tecnico del Frosinone esorta la squadra ed ha questo tipo di riposta, che tipo di reazione dovremmo avere? Di fronte a questa roba qui… Possiamo dire qualcosa alla gente che oggi è uscita ammutolita?

“Se devo fare una piccola premessa, il migliore in campo è stato il pubblico. Ma la squadra non è che non sia mai stata in partita. Contro un avversario così forte, anche dopo il loro primo gol siamo rimasti bene in campo. Lo ripeto: dopo il 2-0 e il 3-0 al rientro siamo usciti pericolosamente dalla gara. Ma non sono abituato a fare vittimismo, debbo mettermi insieme ai ragazzi a lavorare. Ho visto una squadra che a Udine ha giocato con personalità e che ha tenuto testa al Milan. Questa di oggi è una prestazione che non dobbiamo cancellare e che dobbiamo tenercela addosso affinché ci faccia male”.

Questa sconfitta in un momento così delicato potrebbe portare una ripercussione negativa nella voglia di alcuni giocatori di venire in maglia canarina ed anche nei progetti della Società?

“La situazione di classifica non ti aiuta. Ma chi viene qui sa benissimo che viene per un lavoro in salita, una salita impervia. Siamo consapevoli di un girone di ritorno difficile. Per quanto riguarda la Società dico di no. Ho scambiato qualche parola con il presidente: c’è la forte convinzione di fare qualche intervento”.

Abbiamo visto due errori in comune con lunghi tratti della stagione: il primo è il gol dopo i primi 45’ e poi il demerito di perdere a zero: questa è la 10.a sconfitta del Frosinone senza fare gol. E’ un qualcosa che è difficilmente alienabile?

“Io debbo trovare la chiave all’interno della squadra perché so che c’è. Perché quando una prestazione viene fatta, vuol dire che è ripetibile. In questo momento il Frosinone era in difficoltà ma la prestazione iniziale non mi è dispiaciuta contro un avversario molto forte. In questo momento è quasi più difficile affrontare l’Atalanta che il Milan. A me, come ho già detto, non è piaciuto il nostro secondo tempo. Per affrontare queste squadre noi dobbiamo andare addosso ai giocatori, non possiamo difendere senza opporci mai prendendo 20 cross. E così si torna ai problemi che c’erano, quelli di stare bassi ma che non porta da nessuna parte. Dobbiamo ritrovare quello che avevo visto di buono”.

Viste le difficoltà di giocare con squadra così fisiche, emerge la necessità di acquistare un giocatore capace di saltare l’uomo visto che Campbell non si è rivelato capace di farlo?

“Non voglio parlare su chi c’è da acquistare. La Società è attenta”.

Giovanni Lanzi

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