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CAPUANO AGLI ALUNNI DELL’I.C. 1 DI FROSINONE: “SENZA IL CALCIO AVREI FATTO IL PILOTA DI MACCHINE”

Il ‘Frosinone sale in cattedra’ praticamente in… casa. E’ infatti il giorno dell’appuntamento all’Istituto Comprensivo I in via Mària nella parte bassa del capoluogo. Squadra al completo, per un altro ‘parterre d’eccezione’ composto da oltre 100 ragazzi e ragazzi che accolgono il calciatore di turno con cori da stadio e grande attenzione.

Il personaggio della mattinata è così un altro difensore della pattuglia di Moreno Longo, Marco Capuano. Il neo giallazzurro bissa l’esordio a Tecchiena di Edoardo Goldaniga. Con Capuano, come da consolidato programma sotto l’ala dell’Experience Scuola, il qualificatissimo gruppo di relatori che accompagna il progetto itinerante rivolto agli studenti delle terze classi delle Scuole Secondarie di I Grado della provincia: il responsabile dei progetti per il Frosinone Giuseppe Capozzoli, il preparatore atletico professor Gianluca Capogna, il Primo Dirigente della Questura di Frosinone dottoressa Antonella Chiapparelli, il dottor Pierino Malandrucco in qualità di Primo Dirigente Vicario del Provveditorato e per l’Università di Cassino la dottoressa Marika Gimini. Per la Questura di Frosinone gli immancabili Emilia Celani e Nicola D’Alessandris, sempre presenti al fianco della dottoressa Chiapparelli.  Per l’I.C. 1 di Frosinone presenti il Primo Dirigente, professor Lorenzo De Simone, la vice preside professoressa Luciana Roccatano e l’intero corpo insegnante che ha moderato gli interventi.

La novità di questa ‘uscita’ è stata rappresentata dal totale coinvolgimento degli alunni. Forse per la prima volta in assoluto dalla partenza del progetto, la scorsa stagione. Studenti che non hanno letteralmente risparmiato nessuno degli intervenuti, oltre chiaramente lo stesso Capuano, rivolgendo decine di domande che hanno spaziato dal calcio alle regole, dall’alimentazione alla corretta forma fisica. Con una dimostrazione di ottima conoscenza dei temi di cultura generale.

Capuano rompe brillantemente il ghiaccio. Parlando a braccio della sua esperienza nel calcio, sin da bambino. Fino all’arrivo nel mondo del professionismo. Un punto di partenza, non certo di arrivo, come  sottolinea. E parla dei sacrifici che, pur lontano dai riflettori della ribalta quotidiana per un calciatore di serie A, un calciatore ha l’obbligo di affrontare. Il difensore pescarese cattura la scena: “Ho iniziato a giocare al calcio all’età di 7 anni – esordisce – ed ho compiuto tutta la trafila nelle formazioni minori del Pescara. A 16 anni fui chiamato dal Torino. Oggi posso affermare che non fu facile lasciare la famiglia, gli affetti, gli amici. E poi l’esperienza in una grande città, una città nuova. Ma fu di carattere formativo per me. Ricordo che periodicamente venivano i miei genitori, la loro partenza per me equivaleva quasi ad una cortellata. Ma ricordo anche le emozioni che mi regalò il calcio a quei tempi. Quindi il mio ritorno a Pescara, il posto in prima squadra, il campionato vinto con Zeman. Fu una stagione che corse via veloce, ci fu anche la convocazione con la nazionale under 21. Giocai 4 stagioni al Pescara, altre 4 al Cagliari dove ebbi la fortuna di giocare con giocatori del calibro di Borriello e Padoin ad esempio. In questi anni mi sono anche diplomato in Ragioneria, gli ultimi due anni scolastici li ho superati con le scuole serali perché gli allenamenti mi impedivano la frequenza di mattina. Anche quelli sono stati sacrifici ma necessari per un ragazzo, l’istruzione non va mai persa di vista. Ed ora c’è il Frosinone. Dove vi dico subito che mi trovo benissimo, anche se l’impatto con la stagione non è stato facile. Ma va considerato – prosegue Capuano tutto d’un fiato – le squadre che ci siamo trovati davanti nelle prime giornate. Abbiamo pagato lo scotto di una partenza con poca conoscenza reciproca. Ma il nostro cammino ha un solo obiettivo finale: la salvezza. Lottiamo ogni partita per guadagnarcela”.

Non solo sul terreno verde, il difensore centrale poi si… difende benissimo dalle tante domande. La prima in assoluto anche dettata da un pizzico di ironia (“Ha mai pensato a cosa avrebbe fatto nella vita se non fosse diventato calciatore?” gli chiede Flavia Pantano, con Capuano che nella risposta ha attinto ad un sano realismo: “Bella domanda, davvero. Qualche volta mi dico da solo: per fortuna che c’è il calcio. Ma sono appassionato di auto, magari sarei diventato pilota di vetture sportive…”.

E ancora, Damiano Colucci: “Cosa provi prima del calcio d’inizio al ‘Benito Stirpe’?”. “Un bello stadio che ti dà grande carica, ti trasmette la forza per affrontare le partite a mille. Speriamo ci daranno la mano per tutto il campionato, abbiamo bisogno di loro”.

Alessandra Paniccia punta sull’autostima del calciatore: “Quando deve affrontare una partita importante cosa dice a se stesso prima di scendere in campo?”. Capuano ci pensa una frazione di secondo: “Ripenso all’ultima partita bella che ho giocato, ripenso a quelle sensazioni positive e i concentro sull’avversario, sui movimenti”. Attualissima infine la domanda di Piergiorgio Palmieri: “Dopo qualche giornata un po’ in tono minore, è stato trovato il giusto equilibrio?”. “Sì, all’inizio – risponde Capuano – come ho detto eravamo una squadra con tante novità e in costruzione ed abbiamo affrontato avversarie forti come Lazio, Roma, Juve che hanno rallentato la formazione del gruppo anche per colpa dei risultati che non arrivavano. Adesso che abbiamo affrontato squadre alla nostra portata si è visto il nostro Frosinone, abbiamo assunto consapevolezza nella nostra forza”.

Le domande sono direttamente proporzionali all’interesse, l’allenamento però incombe. Il selfie e una standing ovation salutano l’uscita di Capuano dall’aula. Ma la mattinata del Seminario di Sport e legalità continua. Per la gioia degli alunni.

Giovanni Lanzi

  • Continua –

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