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CARNEVALE E’ PASSATO, IL FROSINONE DEVE GETTARE LA MASCHERA DI ‘GIANO BIFRONTE’

Partite e punti a disposizione si assottigliano, la svolta non arriva eppure la classifica là sotto lascia sempre quella porticina della speranza aperta. Peccato però, perché nel mosaico del Frosinone mancano ormai tanti, troppi tasselli. Qualcuno volato via perché l’appuntamento con la fortuna non c’è stato, qualcun altro perché il feeling con gli arbitri non è scattato al momento giusto (mentre per altri sì…) ma molti altri perché il Frosinone in solido c’ha messo molto del suo in negativo. Come contro il Torino, una squadra in odore di Champions che nelle ultime due settimane ha saputo sfruttare al massimo le pecche del Chievo e la frenata improvvisa dei giallazzurri. Ottenendo più del meritato, sicuramente. Ottima squadra quella di Mazzarri, ma molti dei suoi 44 punti li deve ad un atteggiamento muscolare che comunque paga.

OLTRE I MERITI DEL TORINO C’E’… GIANO BIFRONTE – Con Chievo e Frosinone due primi tempi sotto la soglia di sopravvivenza per i granata di Mazzarri e poi la metamorfosi nelle riprese grazie alle pause e agli errori dei clivensi e dei ciociari. Nel ciclismo si parlerebbe di abili ‘succhiaruote’, nel calcio di bravura nella lettura delle fasi di una partita. Ma anche di panchina ‘profonda’ e di qualità al posto giusto. Ma la differenza con il Frosinone non può essere stata rappresentata solo dall’ingresso di Iago Falque (al 9’ della ripresa), perché pensare che un giocatore sia riuscito a cambiare la partita farebbe ancora più male della sconfitta. E se invece la differenza è solo nell’atteggiamento con il quale il Frosinone è uscito dagli spogliatoi per giocare il secondo tempo, allora viene da pensare che la squadra di Baroni è Giano Bifronte: la stessa squadra se va sotto pressione sa reagire al massimo dei giri del motore (vedi col Genoa a Marassi per restare ai fatti recenti ma ancora prima con la Fiorentina in casa), se invece si sente (e poi chissà perché) sicura, va in pausa e si fa male da sola. Carnevale è alle spalle, bisogna gettare la maschera.

UNO SGUARDO LASSU’ – Senza correre il rischio di farsi prendere dalle vertigini, quella parte della classifica lassù è lo stesso serie A. Juve a +18 dal Napoli che ha esultato per il pareggio di Sassuolo. Un dato che deve far riflettere i denigratori di Sarri e quelli che santificano Ancelotti: un anno fa alla stessa giornata i punti di distacco tra Juve e Napoli erano appena 2. E la differenza non può essere rappresentata solo da Cristiano Ronaldo. Poi bagarre Champions con Milan e Inter per ora avvantaggiate sulla Roma che ha iniziato la cura Ranieri trangugiando tre punti di speranza. Torino, Atalanta e Lazio (sprecona oltre ogni limite e troppo narcisa) si giocheranno al massimo i posti di Europa League.

L’IMPORTANZA DI DUE COLPI RAVVICINATI, VEDI IL CAGLIARI – Baroni ha cambiato – tra le altre cose – la mentalità del Frosinone e su questo non c’è da obiettare. Lo ha fatto stabilendo anche un miglior rapporto con il gruppo anche se chi non gioca non è mai contento con  qualsiasi allenatore. Ecco perché nel nel calcio è sempre necessario tenere vive le alternative perché all’occorrenza tornano utili alla causa. Sotto il punto di vista fisico e mentale. Proprio per limitare al massimo quelle pause che il Frosinone ha pagato caro. Dicevamo del corso di Baroni: la media-punti è ancora drammaticamente insufficiente per agganciare la speranza. Nove punti con la nuova gestione sono ancora pochi, il Frosinone rimane comunque in corsa. Perché la Spal (a +6) è in crollo verticale, il Bologna (a +4) ha centrato due vittorie insperate nella gestione Mihajlovic e l’Empoli ( +5) non è andato per fortuna oltre un’onorevole sconfitta in casa della Roma, grazie anche alla tecnologia. Il Cagliari (a +10) si è tirato fuori grazie a due colpi che ancora mancano al Frosinone, la vittoria sull’Inter e sul Parma e può permettersi di tirare il fiato come ha fatto al ‘Dall’Ara’. Poi c’è l’Udinese (a +8 dal Frosinone ma anche a +4 dal terz’ultimo posto) che ha una gara da recuperare ma con la Lazio che ha finito il bonus degli sconti.

ULTIMA SPIAGGIA… MA SENZA ABUSARE DEL TERMINE – Quindi domenica per Ciofani & soci al ‘Castellani’ è davvero gara da ‘ultima spiaggia’? Il pareggio non serve di sicuro al Frosinone che questa partita dovrà giocarla con un carico di energie psico-fisiche ancora maggiore di quello speso nelle due trasferte di Genova. Per stessa ammissione del tecnico fiorentino la partita di Empoli è il secondo dei quattro snodi in fila indiana (dopo Empoli in trasferta, Spal e Parma in casa superata la sosta) che attendono i canarini. Il primo è passato senza portare niente in dote. Alla vigilia della partita con il Torino si parlava a senso unico della necessità di vincere, conti alla mano un pareggio non chiude mai porte in faccia a nessuno. E avrebbe comunque permesso di muovere la classifica. Anche perché nel basso della classifica ogni settimana esce un terno al lotto. Quindi va bene considerarla ultima spiaggia. Ma mai chiudersi quella porticina sempre aperta.

Giovanni Lanzi

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