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CONTINUITA’, CAPARBIETA’ E GOL: TRIBUZZI, LA GRANDE CHANCE IN GIALLAZZURRO

La caparbietà, la tenacia, la voglia di non mollare mai un centimetro del campo. Che sia una partita ufficiale o di allenamento. Sono queste le doti principali che hanno fatto crescere e riportato Alessio Tribuzzi (nato a Roma il 19 novembre del 1998) al Frosinone. Un ragazzo che, dopo aver militato nella formazione Primavera stato in ritiro con la squadra giallazzurra proprio al Terminillo, due estati fa. A volte ritornano è proprio il caso di dire. Quindi il trasferimento al Latina (33 presenze in serie D), il ritorno a Frosinone ed il passaggio all’Avellino (40 presenze compresi i playoff). Mandato per fare esperienza per due anni di fila in un campionato di serie D nel quale un giovane riesce a testare appieno le proprie qualità. Il Frosinone ha sempre continuato a monitorare il ragazzo che si è imposto all’attenzione grazie ad una continuità di presenze e rendimento impressionanti.

L’arrivo di Tribuzzi al Frosinone non è stato dettato dalla casualità. Il passaggio alla formazione Primavera del Frosinone allora allenata da Coppitelli avvenne dopo una serie di stagioni interessanti iniziate con l’Atletico 2000.

Ad Avellino la sua è stata una stagione da record: 35 presenze in campionato, 11 gol, 12 assist. Numeri ai quali sono andati ad aggiungersi 1 gol nello spareggio di Rieti col Lanusei (il 2-0) e 4 presenze nelle altrettante partite della poule scudetto. Quindi ricapitolando: 40 partite, 12 gol e 12 assist. Per un esterno alto che ha giocato qualche volte anche a sinistra e da trequartista. E adesso di nuovo il Frosinone. Un doppio salto in alto da alimentare con la stessa caparbietà, tenacia e voglia di non mollare un millimetro di campo.

Giovanni Lanzi

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