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ECCO BARDI E IL FROSINONE CHIUDE LA PORTA

Sete di riscatto. Voglia di dimostrare con la maglia del Frosinone che sul passato si debbono costruire momenti sempre migliori e perché no anche i successi. Francesco Bardi si è legato di nuovo alla società giallazzurra. Un rapporto importante. Il ragazzo un anno fa accettò la scommessa, mettersi in gioco dopo aver avuto pochissimo spazio nella stagione di serie A. Che pure aveva lasciato scorgere che in questo portiere classe ’92, la stoffa c’era. Quel rigore parato a Balotelli nello sfortunato 3-3 di San Siro fu la leva che schiuse le porte alla stagione del ritorno in B. Che Bardi – senza mai perdere il marchio di fabbrica del club neroazzurro – ha disputato alla grande nonostante quella parentesi nella serata del 29 maggio. Quel tiro di Letizia ad una manciata di minuti dalla fine, la traiettoria della palla che si allarga, Bardi che si allunga a molla, la sfera che si infila, il sogno di tutti che svanisce. Mai darsi per vinti, però.
Il Frosinone – Stirpe, Salvini, Giannitti – ha lasciato decantare la delusione. Di tutti. Anche quella di Bardi. Ma ha lavorato per non rinunciare a questo ragazzo nato a Livorno, con alle spalle tanta esperienza, anche con la maglia azzurra della Under 21. E con un futuro importante che Bardi vuole costruire parata dopo parata. Quando se ne è presentata l’occasione, il Frosinone ha riunito i tasselli: d’accordo l’Inter, d’accordo il ragazzo e per Bardi l’avventura in maglia giallazzurra prosegue.

Ufficio Stampa
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