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FROSINONE, LA SERIE A DIRETTA SFUMA A 2′ DALLA FINE: IL FOGGIA FA 2-2 E VANIFICA LA RIMONTA

FROSINONE (4-2-3-1): Vigorito; M. Ciofani, Terranova, Krajnc (6′ st Matarese), Brighenti; Gori (19′ st Sammarco), Chibsah; Paganini, Dionisi, Ciano; Citro (32′ st Kone).
A disposizione: Bardi, Crivello, Russo, Besea, Frara, Maiello, Soddimo, Beghetto, Volpe.
Allenatore: Longo.
FOGGIA (3-5-2): Noppert; Martinelli, Camporese, Calabresi; Gerbo, Agazzi, Agnelli (32′ st Scaglia), Deli, Rubin (32′ st Kragl); Mazzeo, Beretta (18′ st Floriano).
A disposizione: Tarolli, Sprecacè, Figliomeni, Tonucci, Lojacono, Nicastro, Celli, Ramé.
Allenatore: Stroppa.
Arbitro: sig. Juan Luca Sacchi della sezione di Macerata; assistenti sigg. Christian Rossi di La Spezia e Manuel Ivan Robilotta di Sala Consilina. IV Uomo sig. Matteo Proietti di Terni.
Marcatore: 36′ pt Mazzeo, 22′ st Paganini, 28′ st Rubin (autogol), 43′ st Floriano.
Note: spettatori 16.286 per un incasso di euro 218.340,10; angoli: 12-3 per il Frosinone; ammoniti: 28′ pt Martinelli, 17′ st Agazzi, 25′ st Calabresi; recuperi: 2′ pt; 4′ st.
FROSINONE – Una beffa atroce. Il Frosinone perde il treno per la serie A a 2′ dal 90′ dopo una rimonta ed è condannato ai playoff da terza in classifica. Il Foggia fa 2-2 con Floriano al 43′ della ripresa, gol che impatta la rimonta alla rete iniziale di Mazzeo, concretizzatasi grazie alle reti di Paganini e all’autorete di Rubin.
PROLOGO PER CUORI FORTI – Il ‘Benito Stirpe’ è la Bombonera di Guadalajara. Il Frosinone arriva alle 19, due ali di folla al di fuori dello stadio spingono letteralmente il pullman verso il parcheggio alle spalle della tribuna centrale. Da brividi. Nella pancia dello stadio entrano volti sorridenti, Moreno Longo è il quarto della fila ma non riesce a non tradire un velo di emozione. Arriva il Foggia, qualcuno tra i rossoneri si ferma a salutare Ariaudo, peraltro squalificato, costretto a guardare da un infortunio allo scafoide. Dagli altoparlanti nel frattempo inizia a salire in cielo la musica degli U2. Alle 20.28 mentre lo speaker urla la formazione del Frosinone appare in Curva Nord uno striscione di 50 metri: “Uniti scriviamo la storia, dritti verso la vittoria”. Momenti lunghissimi, solo per cuori forti.
LA LAVAGNA TATTICA – Il Frosinone è per dieci-undicesimi quello che ha vinto a Chiavari, con la sola variante di Krajnc dal 1′ al posto dell’infortunato Ariaudo, costretto ad assistere alla partita dalla tribuna. Il modulo è quello delle ultime gare, 4-2-3-1. Davanti a Vigorito i laterali bassi sono Matteo Ciofani e Brighenti, al centro lo sloveno al fianco di Terranova. Diga in mezzo al campo formata da Gori e Chibsah, panchina per Maiello. Alle spalle di Citro partono, da destra a sinistra, Paganini, Ciano e Dionisi.
Stroppa si presenta con il 3-5-2 annunciato alla vigilia. Davanti a Noppert difesa a tre con Martinelli, Camporese e Calabresi. Cursori di centrocampo Gerbo dalla parte di Brighenti e Rubin che spinge sul versante di M. Ciofani, in mediana ai fianco di Agnelli agiscono Agazzi e Deli. In attacco l’ex Mazzeo con Beretta.
BRIVIDI SUI DUE FRONTI, SEGNA IL PARMA – E’ il Foggia che cerca di spingere in avvio. E lo farà meglio per tutto il primo tempo. E il primo fallo della partita è di Gori dopo 1′ e 20′. Ma la difesa giallazzurra contiene bene il lancio di Rubin e riparte. Al 3′ gran palla di Chibsah per Citro che tarda a girarsi in area dopo un bel movimento ad aggirare Camporese. Si lotta su ogni zona del campo. Sale alle stelle il tifo del ‘Benito Stirpe’. Al 6′ parte bene centralmente il Foggia, grande diagonale in chiusura di Brighenti. Più manovriera la formazione di Stroppa, il Frosinone cerca giocate semplici e studia l’avversario. Al 9′ pennellata di Ciano da destra a sinistra ma Terranova non arriva a chiudere. La tensione si taglia col coltello quando ancora una volta Brighenti chiude lo spazio alla volata di Gerbo. All’11’ il vantaggio del Parma a La Spezia. E la prima grande occasione però capita sulla testa di Rubin al 12′: palla da Gerbo per l’inserimento da sinistra del ‘quinto’ di sinistra, colpo di testa fuori a botta sicura. Occasionissima per il Frosinone al 13′: palla di Ciano su punizione, velo al centro, Terranova stavolta ci arriva ma alza a mezzo metro dalla porta sguarnita. Pericolo puro ancora per la porta di Vigorito al 17′: Agnelli apre per Gerbo troppo solo, cross e stavolta è Mazzeo a sfiorare al centro, palla fuori. Gioca bene il Foggia, soprattutto gioca più sbarazzino dei canarini.
LA PUNIZIONE DELL’EX, DUE LEGNI FERMANO I CANARINI – Al 22′ i rossoneri sbagliano uno dei pochi possessi di questo avvio, scatta Dionisi che cerca l’imbucata per Citro, Camporese chiude l’unico varco possibile. Episodio dubbio al 26′: Paganini disegna una traiettoria perfetta per Dionisi che al momento di toccare viene trattenuto, per l’arbitro tutto regolare. Spinge il Frosinone, da Brighenti per Paganini che tocca di testa ma Martinelli salta con lui e devia in angolo. Poco prima della mezz’ora Ciano cerca il controllo al momento dell’ingresso in area, urla lo stadio quando l’attaccante cade ma per Sacchi non c’è nulla di irregolare. Mentre allo stesso minuto lo Spezia sbaglia un rigore con Gilardino a qualche centinaio di chilometri di distanza. Al 36′ il Frosinone si fa trovare scoperto da un giro palla veloce, da destra a sinistra, Rubin vince un contrasto e spara in porta, Vigorito respinge ma il Foggia passa con Mazzeo che tocca indisturbato un pallone a mezzo metro dalla porta. La squadra di Longo subisce il contraccolpo per qualche minuto. Al 41′ Dionisi fa tutto da solo a sinistra, prende palla, copre e scarica un destro che Noppert devia goffamente sul palo e poi in angolo. E sull’azione successiva, da una punizione di Ciano, Noppert vola a deviare sull’incrocio dei pali, poi è Citro che alza da sinistra il contro-cross. Mentre a Salerno passa il Palermo e il Frosinone al riposo si ritrova quarto. Con un gol al passivo, un rigore non concesso e due legni che gli tarpano le ali dopo 45′ contratti.
Il Frosinone parte con due angoli all’attivo e un brivido collettivo al 4′, con la difesa che si salva come può sull’attacco del Foggia che al termine di un’azione tambureggiante spara fuori. Al 5′ ripartenza di Ciano, 40 metri col pallone, testa alta, palla per Citro che sbaglia di testa il pallone del pari a tre metri dalla porta. E ancora una palla gol al 6′. Parte Dionisi, tocca per Ciano che serve al centro, la difesa libera, arriva di gran carriera Gori che alza in curva Nord. Entra Matarese per Krajnc. Spinta massima con il 3-4-3. Ci prova ancora Gori al 10′ dopo una lunga azione di Dionisi da sinistra, palla poco più bassa della precedente ma ancora alta. Spinge con maggiore intensità della prima frazione di gioco la squadra di Longo, il Foggia quando può perde tempo e spezza le azioni dei canarini. Per due volte di fila Paganini trova la corsia di destra spianata, per due volte il piede di un avversario gli devia il taglio centrale. Dentro Sammarco per Gori nel Frosinone, Stroppa avvicenda beretta con Floriano.
PAGANINI GONFIA LA RETE E RUBIN FA IL BIS… PER Il FROSINONE – E ogni volta che i rossoneri affondano c’è un pericolo per la porta di Vigorito. Dall’altra parte sale in cattedra Noppert che devia in angolo una bordata di Matteo Ciofani. Sull’angolo di Ciano, va ad impattare Paganini che trova il pareggio e il ‘Benito Stirpe’ esplode. Al 25′ Dionisi ruba palla sotto la tribuna, taglio dalla parte di Ciano che brucia nell’uno contro uno l’avversario ma trova alla parata Noppert. Il Frosinone ad un gol dalla serie A. Ma bisogna realizzarlo. E arriva al 28′ ancora da azione da calcio d’angolo, palla di Ciano e botta sotto la traversa di Rubin che nel tentativo di anticipare Dionisi e Citro nel traffico dell’area di rigore infila Noppert.
ULTIMI SUSSULTI E LA BEFFA, ORA I PLAYOFF – Torna ad attaccare la formazione di Stroppa, il Frosinone in fase di non possesso tutto sotto la linea della palla. Al 32′ tre cambi: nel Frosinone Kone per Citro, nel Foggia entrano Scaglia per Agnelli e Kragl per Rubin. A 11′ dal 90′ ancora Noppert si allunga sul tiro a giro di Dionisi, palla in angolo. Stavolta la magia non riesce ma il Frosinone continua a tenere palla con un centrocampo più robusto e ragionatore ma il Foggia quando si alza è sempre pericoloso. Longo si sbraccia dalla panchina, la Nord canta, l’altra parte dello stadio applaude in tranche. Si soffre maledettamente. Quando esce Sammarco da un tentativo di assedio rossonero sale un urlo liberatorio. Ma non è finita. E la beffa arriva a 2′ dal 90′: il Frosinone sbaglia un controllo sotto la tribuna, parte centralmente, palla per Floriano che batte Vigorito in uscita e regala – a braccetto con la parata di Noppert al 90′ su Ciano – la serie A al Parma. Beffa atroce. E ora i playoff da terza in classifica.
Giovanni Lanzi

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