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FROSINONE, UNICASSINO, QUESTURA E SCUOLA: “TUTTI INSIEME PER LE REGOLE, E’ IL CALCIO DEL TERZO MILLENNIO”

FROSINONE – La mattinata intensa all’I.C. 1 di Frosinone è proseguita per la gioia degli alunni che hanno ‘dribblato’ con eleganza almeno 3 ore sui banchi, in barba ad interrogazioni e compiti in classe. Dopo il difensore Capuano si sono succeduti il preparatore atletico Capogna, il dottor Malandrucco e il professor De Simone per un breve saluto, quindi la dottoressa Chiapparelli e la dottoressa Gimini sui temi della legalità e fair play.

“Il nostro compito – dice il professor Capogna – è supportare adeguatamente i calciatori. Comprendo che per voi ragazzi l’argomento non sia granché stuzzicante come avere di fronte un vostro idolo. Mi piace però partire da un dato sul quale riflettere: il problema dell’obesità in Italia riguarda 11 milioni di persone, molti dei quali adolescenti. Una piaga che va combattuta sin dalla giovane età, in modo da evitare che il nostro corpo, il nostro organismo non trovi assuefazione. Quali le cause? Duplici: uno stile di vita poco attivo ed una alimentazione non corretta. Ma ci sono i rimedi, con adeguate azioni preventive: svolgere attività fisica e tenere una corretta alimentazione. E tener presente che non sempre mangiare e nutrirsi coincidono. I pasti non corretti non aiutano il giusto metabolismo e in prospettiva ci espongono a rischi per la nostra salute. Fondamentali quindi i tre pasti quotidiani, seguendo regole ben precise. Ed altrettanto fondamentale combattere il sovrappeso”. Domanda anche per il professor Capogna, da un attento Piergiorgio Palmieri: “Ha mai incontrato calciatori che non amano rispettare adeguati stili di vita?” “Purtroppo sì – risponde il preparatore giallazzurro -, a volte ci sono anche delle piccole mele merca ma il problema alla fine è del calciatore stesso. Perché se mangia bene e si allena bene ha più probabilità di fare una lunga carriera…”.

Il saluto del primo Dirigente del provveditorato dottor Malandrucco è obbligato, da padrone di casa: “Il mio vuole essere un ringraziamento rivolto all’Istituto, al Dirigente, al corpo insegnante ed al nostro gruppo di viaggio. Mi piace sottolineare, da quanto emerso in questa prima parte, il rispetto delle regole, aspetto che tornerà con evidenza nel corso della nostra chiacchierata”. E quindi il professor De Simone, preside dell’IC 1 di Frosinone: “Una giornata come questa rappresenta un momento di confronto per tutti noi. Un confronto privilegiato grazie anche alla presenza del campione di turno”.

E’ la volta della Questura di Frosinone, della dottoressa Chiapparelli. “Ci sono delle immagini – dice – che raccontano più di mille parole. Le vedremo tra poco, aiutano a percepire meglio certi concetti. Ma prima voglio sottoporre alla vostra attenzione due immagini: la Casa del Frosinone e la Squadra. Partiamo dalla Casa, dentro la quale voi andate a godere di uno spettacolo, soddisfare una vostra passione. L’obiettivo è di poterlo fare sempre nella massima sicurezza. Come? Da una parte c’è il Frosinone che ha preparato la migliore accoglienza, con un’offerta di servizi al massimo del livello. E dall’altra parte c’è una Squadra che mette a disposizione il proprio ‘know how’ per il rispetto delle regole, affinché lo stadio venga visto dalla prospettiva di una casa accogliente in piena sicurezza. La sicurezza come si gestisce? Ci siamo noi della Questura, che sovraintendiamo a quelle famose regole che ogni frequentatore di questo spettacolo di calcio dovrà rispettare. Notate anche dal video quante persone lavorano per il progetto-sicurezza dello stadio, ognuno di loro con un compito specifico. Pensate a quanto sarebbe difficile in uno stadio fronteggiare episodi di turbativa se non ci fossero regole ben precise e personale abilitato a farle rispettare”.

La ‘partita’ (al ‘fischio finale’ saranno 109’: due tempi, recuperi e riposo compreso, ndr), è proseguita, a proposito di regole, con la lezione di fair play da parte della dottoressa Marika Gimini della Università di Cassino, delegata al Corso di Laurea in Servizi Giuridici per il Lavoro, Pubblica Amministrazione, Sport e terzo settore. “Il mio intervento – spiega la dottoressa Gimini –, che riguarda nello specifico il fair play, racchiude un po’ tutti i concetti espressi durante la mattinata: le regole, il comportamento costituiscono il vero hashtag dell’incontro odierno. Avrete seguito nell’ultimo fine settimana il caso dell’arbitro di calcio aggredito durante una partita di Dilettanti a Roma tra la Virtus Olimpia San Basilio e il Torrenova: un arbitro di 26 anni, pestato da due tifosi dopo aver espulso due calciatori della squadra di casa e salvato, curiosità anche questa, dall’ex capo degli Irriducibili della Lazio. Anche questa è una notizia, che assume la sua importanza. Un ex capo di una Curva che ha salvato questo ragazzo, ancora ricoverato in ospedale. Ma tornando alle regole, è importante – continua la Docente – il provvedimento assunto a seguito di questo fatto: la sospensione delle designazioni per le gare dei Dilettanti del Lazio per il prossimo fine settimana. Ho voluto portare questo esempio perché ci permette di ricollegarci al fair play. Quindi, direttamente alle famose regole. Al comportamento eticamente corretto. Che rimanda a tre tipi di Istituzioni che debbono sostenerle: la Famiglia, la Scuola, lo Sport. Prestate attenzione al parola fair play: letteralmente vuol dire comportamento ‘eticamente corretto’ da adottare. Se ne parla nel calcio ma non è affatto un argomento moderno, perché il concetto di fair play nasce nell’800 in Inghilterra. E cosa fa in definitiva il fair play? Facciamo attenzione: promuove i valori dell’amicizia, insegna ad accettare il risultato, promuove la lotta all’inganno ed alla violenza di tipo fisico e verbale. Ma il fair play è collegato anche al terzo tempo, che a sua volta nasce dal rugby. Una sorta di ‘after match’ tra le due squadre ed anche tra le due tifoserie antagoniste. A cosa serve? E’ un momento di aggregazione che va oltre lo sfottò classico”. E chissà se un giorno il ‘bello del calcio’ nella rivisitazione del Terzo Millennio non sia anche questo? Frosinone prova a lanciare la sua idea… #terzotempotuttiinsieme

Giovanni Lanzi

 

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