FrosinoneCalcio
Sito ufficiale

GUFI E CASSANDRE RIENTRANO NELLA TANA MA ORA SERVE LO SCATTO DEL CENTOMETRISTA

Il Frosinone che i tifosi vogliono: chirurgico. Per l’ottava volta in 31 giornate mantiene la porta inviolata. E vince, come era accaduto a Ferrara, a Bologna e Genova con la Samp. Col minimo scarto, quel tanto che basta per tenere la fiammella della speranza accesa e per rispedire nella tana i gufi e le Cassandre. Certo, è poco ma di quel poco è paradossalmente tanto. All’inizio della stagione si provò a fare il classico conto della neopromossa: per salvarsi servono 9-10 vittorie e tra i 7 e i 10 pareggi. Il Frosinone ha finora ottenuto 5 vittorie, di cui 4 di queste riportate in trasferta, e 8 pareggi. Un pareggio in più della prima stagione di A e 3 vittorie in meno, ad oggi. Ma deve mettere in conto anche 18 sconfitte, contro le 23 alla fine di quel campionato nel quale l’Udinese si salvò con 39 punti. Viene da sé che a 7  turni dalla fine della stagione il passo dei giallazzurri deve diventare da centometristi. Con Inter, Napoli e Milan da affrontare. Con la nemmeno tanto segreta speranza che la squadra di Ancelotti prosegua il proprio cammino in Europa League. Ma se il buongiorno si vede dal mattino… Non tutto dipende quindi da quanto la squadra di Baroni riuscirà a fare da qui all’ultima di campionato. Il Frosinone ha perso l’autodeterminazione, per dirla in parole semplici non è più arbitro del proprio destino. Un fattore importante avere sempre il pallino del gioco in mano, senza doversi appellare ai risultati delle dirette concorrenti, arrovellarsi con la calcolatrice in mano.

LA FORZA DI BATTERE LA SOFFERENZA – Ma non serve fasciarsi la testa. Il Frosinone di Firenze ha fatto vedere cose importanti per una squadra che appena una settimana prima era stata indicata come “la seconda retrocessa”. E lo aveva fatto già vedere sia sotto il profilo tecnico-tattico che in quello atletico e mentale appena 4 giorni prima nella sfida infinita contro il Parma. Al ‘Franchi’ il Frosinone ha saputo soffrire, ha tenuto le linee strette, non si è mai disunito anche se nei frangenti iniziali è stato chiuso all’angolo dai viola. Quando ha percepito che la pressione viola poteva essere superata “giocando semplice”, il secondo tempo è diventato un monologo giallazzurro, fatto eccezione il palo di Chiesa. Qualche problema sulle palle inattive, il rischio di incassare un gol in fotocopia con quello preso da Vicari della Spal. Ma prima di ogni cosa, episodio dubbio in avvio di partita, sulla palla gol partita dalla testa di Salamon c’è stata una netta strattonata al braccio di Trotta. Ininfluente quanto si vuole ma il fallo è apparso evidente. La settimana nera del Var ha toccato ancora il Frosinone e per fortuna che è andata bene. Baroni l’aveva preparata per cercare il colpo da metà ripresa. La ciambella è riuscita perfettamente col buco.

EQUILIBRIO E REALTA’ DEL PRESIDENTE – La parole del presidente Maurizio Stirpe a ‘Radio Anch’io’ sono un spot all’equilibrio ed alla realtà dei fatti. Sarebbe stato facile addossare le responsabilità della situazione di classifica, più semplicemente il massimo dirigente giallazzurro invita a prendere atto della situazione venutasi a creare in classifica (“facciamo molto bene fuori casa, meglio delle dirette concorrenti, mentre in casa fatichiamo: misteri del calcio… dobbiamo fare il massimo. Per me abbiamo il 20% di possibilità di salvezza, per cullarne di più dobbiamo essere bravi a trovare i risultati che ci servono…”) e strizza l’occhio alla sfida affascinante e terribile allo stesso tempo con l’Inter (“Dobbiamo giocare la nostra partita con entusiasmo, sospinti dal pubblico. Poi saremo soddisfatti di quello che potremo raccogliere…”). E pure il Var ha il doveroso spazio nell’intervista (“strumento utile che ci è costato almeno 6 punti…. Ma non può esserci bisogno del controllore del controllore del Var…”).

LA BILANCIA DEL GOL – Indiscutibilmente al Frosinone se si trova là sotto al penultimo posto qualcosa è mancato. Sono mancati i gol, spesso è mancata la bravura di non prenderli. E’ mancata anche una buona dose di fortuna nei momenti topici della stagione. Quel che è stato, è stato. Per vincere anche le sfide impossibili adesso serve la famosa combinazione magica: difesa il più possibile blindata (senza Salamon tutti dovranno e sapranno dare qualcosa in più), un centrocampo volitivo, coriaceo, dinamico e coraggioso e un attacco il più possibile cinico e decisivo. Si può? Se si vuole la salvezza, si deve. E’ diverso. Dopo aver ritrovato e lanciato Paganini reduce dal lungo infortunio, Baroni nella faretra personale ha ancora un giocatore che può dare tanto alla causa, vale a dire Federico Dionisi. Al Frosinone – al netto degli exploit di Ciano, alla sua prima stagione di A con 7 reti è stato semplicemente straordinario, delle zampate decisive di Ciofani e del baby Pinamonti, la vera rivelazione della massima serie e la spiegazione la vedremo di seguito – è mancata anche la chimica che due volpi del gol come Ciofani e Dionisi in tandem sanno tramutare in scintille esplosive. A proposito di Pinamonti, il rapporto minuti/gol parla da solo: 1244 minuti giocati, 5 reti, 1 ogni 248’. Un posto sul podio dei giovani della serie A è il suo. Oggi il golden-boy giallazzurro si presenta all’appuntamento di domenica sera – fermo restando le scelte di Baroni – da ex attesissimo e forte di una esperienza sicuramente differente da quella dell’andata.

LA GIORNATA NERA – Chiusura in… bruttezza, ormai la tecnologia del calcio riesce anche a stravolgere le cose semplici. Appiedato l’arbitro Fabbri di Juve-Milan, proteste su entrambi i fronti in Lazio-Sassuolo, dubbi sul secondo gol dell’Empoli a Udine (partenza dell’azione toscana in fuorigioco), la perla finale – e qui il Var per una volta non c’entra – è costituita dai due rigori concessi al Bologna nel posticipo serale di ieri con il Chievo. La distanza dalla salvezza risale a 7 punti ma due rigori molto magnanimi fischiati in 2’ dall’arbitro Pairetto fanno male al calcio prima ancora che alla classifica. Proprio ieri l’incontro a Milano tra arbitri, i presidenti di Lega e Figc e le Società, con i numeri largamente positivi snocciolati dal designatore Rizzoli sull’uso dello strumento tecnologico. Provate a chiederlo a chi ha subito finora solo danni. Anche al Frosinone.

Giovanni Lanzi 

Riproduzione riservata. Copyright Frosinone Calcio © 2019

Share Now

Articoli correlati