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HALLFREDSSON, CALMA E… SOSTANZA: “NOI COME L’ISLANDA, SENZA FENOMENI MA IMPORTANTE DIVENTARE SQUADRA”

FROSINONE Calmo, pacato. Le parole quasi sussurrate davanti ai microfoni. In campo è quel giocatore che se c’è lo noti e se non dovesse esserci, noti che manca. Emil Hallfredsson, islandese ormai italianizzato dalla lunga presenza in club italiani, è meno di un mese che si allena dopo l’esperienza mondiale. E meno di 20 giorni che lo fa nel rinnovatissimo Frosinone di Moreno Longo.

Emil, abbiamo letto da qualche parte che per dare il meglio di te stesso in campo devi sentire il calore della gente sugli spalti. E così?

“Non saprei, ma ovunque ho giocato ho sempre trovato un ambiente molto caloroso. Ma non so se è per quello che giochi meglio. Io in ogni caso provo sempre a fare del mio massimo. E quest’anno voglio fare ancora bene, con la maglia del Frosinone“.

Hai vinto campionati dalla C alla B e dalla B alla A e poi possiamo definirti un esperto di salvezze. Ti sei sempre salvato con formazioni che avevano come obiettivo sempre la salvezza. Se devi fare un paragone con le squadre con le quali ti sei salvato, cosa manca ancora a questoFrosinone? Oppure ha tutto per salvarsi?

“Tutte le squadre sono un po’ diverse tra loro. La chiave per salvarsi sarà la mentalità della squadra, dobbiamo essere più convinti di quello che facciamo, bisogna credere in quello che possiamo fare. Vedo che da quando sono arrivato,la squadra si sta amalgamando. C’è più gruppo, ci conosciamo meglio, anche la mentalità sta cambiando. Dopo il 4-0 ci siamo detti che non dobbiamo fare più brutte figure.

Dal punto di vista tattico nel Frosinone a Bergamo hai iniziato da interno di sinistra e poi da centrale.

Ho fatto entrambi, infatti. A Verona ho giocato da mezz‘ala, ad Udine davanti alla difesa. Secondo me posso giocare ovunque in mezzo al campo. In nazionale giochiamo a due in mezzo al campo. Tatticamente non cambia tantissimo, è la mentalità quella che deve fare la differenza.

A Benevento non eri piaciuto, a Bergamo sei stato tra i migliori…

“Sono un po’ indietro nella preparazione, ho iniziato il 23 luglio dopo i mondiali. Ho fatto una settimana ad Udine e quindi sono venuto qui mentre il resto della squadra era ancora in Canada. Però adesso mi sento che sto prendendo condizione. Prima del Sudtirol avevamo lavorato tanto. E poi col mio fisico ci vuole tempo macome ho detto mi sento già meglio.

Quando abbiamo saputo la notizia del suo acquisto abbiamo detto: arriva gente che può dare una mano a questo nuovo gruppo. Cosa può fare Hallfredsson in questa fase molto delicata non solo sotto il punto di vista del gioco ma anche praticamente ai compagni?

“Io sto provando a dare il mio contributo neglispogliatoi e in allenamento. Cercando di portare la mia mentalità. Voglio dare il mio contributo, io voglio trasmettere il concetto che possiamo farcela. Io sono stato in B e in C, con la Nazionale: la squadra alla fine conta tutto. Prendete l’Islanda che va ai Mondiali, quasi una follia… Non abbiamo nessun fenomeno ma siamo una squadra”.

Il calendario non è semplice, veniamo una sconfitta: come affrontiamo la gara di Torino, a porte chiuse, contro un buon Bologna?

Dobbiamo affrontarla in maniera più cattivapossibile, convinti che possiamo fare risultato. Dobbiamo essere organizzati in mezzo al campo, dare il 100% sennò facciamo fatica“.

Il Bologna non è l’Atalanta, è fondamentale fare punti… Anche perché dopo ci sono Lazio, Sampdoria, Juve e  Roma.

“Ogni partita è fondamentale, adesso c’è il Bologna e dobbiamo solo pensare a quella gara. E’ uno scontro diretto, loro sono una squadra forte ma possiamo fare punti. Ma voglio sempre pensare solo una partita alla volta”.

Con una settimana in più di lavoro pensi ad un Frosinone diverso in campo?

“Sì, stiamo migliorando sotto tutti gli aspetti. Il mister sta insegnando le cose come vuole farle”.

A Bergamo abbiamo troppi palloni persi in uscita, come ha detto anche mister Longo. E’ mancato un po’ di appoggio da parte dei centrocampisti. Pensi che con una squadra muscolare come il Bologna possano esserci queste difficoltà?

“Secondo me l’Atalanta sta meglio di quasi tutte le squadre di serie A. Sarà una partita, quella conil Bologna, diversa. Ma dobbiamo anche migliorare le cose che ha sottolineato il mister. Bisogna avere il coraggio di giocare la palla, fare possesso. Sarà una partita tosta per noi ma anche per loro”.

Nel mini campionato in prospettiva-salvezza le altre quali squadre quali sono?

“Le neopromosse, il Cagliari, Spal, Udinese, Chievo. Ci sono 7-8 squadre che lotteranno per un mini-campionato sulla cosiddetta parte sulla destra della classifica”.

Emil, una domanda del tutto personale: ilsimbolo del leone cosa rappresenta?

“Mi è sempre piaciuto e poi mia moglie è Leone come segno zodiacale“.

Giovanni Lanzi

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