IL FROSINONE ANCORA NELLA VIA DI MEZZO, CALMA E SANGUE FREDDO MA NON TROPPO

 In Home, MAGAZINE - IL PUNTO, Prima squadra

La prima notte di ‘nozze’ in serie A al ‘Benito Stirpe’ non porta bene al Frosinone. Lecongiunture astrali, diciamo, non fanno scoccare la scintilla e la sconfitta – terza di quattro gare è un rovescio. Calma e sangue freddo ma non troppo. Il solito black-out in partenza è un anello che lega la rete di Gomez al 14′ del primo tempoe il raddoppio di Hateboer al 3′ della ripresa a Bergamo, quella di Luis Alberto a Roma contro la Lazio al 3′ della ripresa e quindi il gol di Quagliarella al 10′ del primo tempo sabato sera. Equindi quando piove in genere alla fine diluviapure e prendi i malanni.

NESSUNO E’ ABBORDABILE E IL COLLETTIVO VA ANCORA TROVATOAbbordabile e collettivo. Teniamole bene a mentequeste due parole e riponiamole già per occasioni migliori. Al momento di abbordabile per il Frosinone (e probabilmente per tutta la serie A tranne che per la Juve) non c’è nemmeno un pedalò a 20 metri dalla riva. E per il collettivosiamo ai ‘lavori in corso’. ‘Abbordabile’ qualcuno(ma non Longo) aveva definito la Sampdoria nella settimana di avvicinamento. Il ‘collettivo’invece doveva il ‘desiderata’, essere l’arma perbattere la cosiddetta ‘abbordabile’. Niente di tutto questo, signore e signori. In primo luogo la Sampdoria, e si sapeva, è tutto fuorché squadra abbordabile. Non solo perché era reduce da tre gol al Napoli delle stelle ma soprattutto perché Marco Giampaolo le ha dato un canovaccio di gioco e di valori che, a pieno ritmo, e con tutti i tasselli al posto giusto costituiscono un gran bel vedere. E il ‘collettivo’ (del Frosinone) ancora non si è visto, nonostante gli sforzi di arrivare ad una ‘quadra’ di un gruppo che – quanto ad intesa, intensità, attenzione e meccanismi – ancora deve crescere e forse anche masticare amaro. E’ lo scotto, e se uno deve proprio scottarsi meglio non farlo troppo in profondità perché quelle cicatrici potrebbero anche non rimarginarsi. D’altronde mister Moreno Longo aveva più volte dichiarato che il Frosinone prima di diventare squadra doveva essere un gruppo. Tale e tanto era stato il cambiamento generazionale, maggiormente in termini di uomini piuttosto che di concetti tattici veri e propri perché il 3-5-2 è sempre la stella polare. Al momento siamo ancora nella pericolosa via di mezzo, dove il gruppo deve cementarsi e la squadra deve radicarsi in mezzo al campo. Lo 0-5 dell’esordio al ‘Benito Stirpe’ lo ha purtroppo certificato in maniera impietosa.

BELLI GLI APPLAUSI MA NON BISOGNA ABUSARE DEL CREDITONon sparate sul conducente non è solo una classica frase fatta. Il lavoro svolto finora va tenuto in considerazione ma allo stesso tempo va accelerato tutto il processo di maturazione. La prospettiva della classifica non è affatto bella, tutto compreso.Anche se una debacle‘ del genere lascia parecchio riflettere. E lo stesso Longo ha sottolineato, più o meno, che si può perdere ma non uscire dal campo. Quella fragilità (accadde anche nella prima stagione di A ma lo 0-5 è record negativo dopo gli 1-5 con il Napoli e il 5-1 in casa del Chievo, ndr) non è piaciuta probabilmente al presidente Maurizio Stirpe chesolitamente osserva molto gli atteggiamenti, la tenuta mentale, la struttura di squadra, gli uomini e i princìpi. E che già aveva ammorbidito il proprio commento dopo il 4-0 di Bergamo perché la prima è pur sempre la prima. Dal campo servono delle risposte rapide, in primo luogo le chiede proprio lo sforzo della Società. L’applauso dei tifosi è una grande apertura di credito, senza dubbio. Ma non può essere considerato illimitato perché a nessuno piace perdere e soprattutto perdere in malo modo.

LA CODA E LE SORPRESE CHE… FANNO SPERAREIl campionato regolarmente regala qualche sorpresa e questo in prospettiva fa anche ben sperare. Il Parma, in primis, che con lo ‘scaldabagno’ (stile Ledesma in un derby Lazio-Roma di anni fa) scagliato da Dimarco a San Siro ha tolto quelle tenui certezze all’Inter di Spalletti. E la Roma ad esempio, che sul 2-0 ha staccato la spina sintonizzandosi su Madrid. E ne approfitta il Chievo che pareggia 2-2 e per ora sale a -1, frutto dell’ennesima coda nei Tribunali di un calcio che non ne vuole sapere di guarire per tempo. In coda a braccetto col Frosinone c’è anche il Bologna che divide con i canarini anche lo scomodo ‘zero’ in fatto di gol realizzati. Mal comune non è mezzo gaudio, al contrario.

BENVENUTA SIGNORA MA NON SIA FESTA PREVENTIVALa prossima si chiama Juventus. Che ha trovato i gol di CR7 e pure l’espulsione di Douglas Costa. Non c’è bisogno di presentazioni. Città, provincia e dintorni in fibrillazione per una Vecchia Signora che al proprio fascino ha abbinato anche l’appeal illimitato di mister Palloni d’Oro, al secolo Cristiano Ronaldo. Per non scivolare nel provincialismo è fondamentale che tutti ‘mentalizzino‘ un aspetto: non dovrà essere una festa perché in tal caso lo sarebbe solo per gli altri e di conseguenza bisogna sempre provarci, con la testa sulle spalle. Un miracolo accadde già nel settembre 2015, a campi invertiti. Mai dire mai. Perché a volte anche le stelle… stanno a guardare.

Giovanni Lanzi

 

Articoli Recenti