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IL RITIRO E’ COME UN ESAME DA SUPERARE

Lavorare in silenzio, a testa bassa. Per compattare maggiormente un gruppo ampio e rinnovato, così da trovare più rapidamente possibile la sintesi,funzionale a dare un segnale tangibile di presenza in questa serie A di una squadra all’altezza. Dopoappena sette giornate di campionato il Frosinone deve superare un altro esame, oltre quello del campo. Un esame che non è mai contemplato nell’elenco di inizio stagione ma che ogni squadra, anzi ogni allenatore deve mettere in conto: l’esame dinanzi al giudizio del Presidente.Che ha deciso nell’immediato post-partita di mandare tutti in ritiro lontano dalla Città. Scelta ponderata ed allo stesso tempo anche inevitabile, non rinviabile una volta superati i tre impegni ravvicinati di Juventus, Roma e  Genoa. Stirpe ha sempre dichiarato di non voler lasciare nulla di intentato pur di cercare la strada che conduca alla salvezza, ben sapendo che sarà lastricata delle naturali difficoltà per una neopromossa. Nel calcio ci sono dei passaggi che non sono scritti in nessun ma manuale ma rappresentano dei codici di comportamento: un Presidente sa quando e come doverli applicare.

SPINGERE IL MOTORE SEMPRE AL MASSIMOIl Frosinone contro il Genoa ha probabilmente giocato, stando ai giudizi della critica, la miglior partita della stagione (compresa la fugace apparizione in Coppa) ma ha pagato due ‘bambole’ in 3’ nel primo tempo. Inutile anche gettare la croce addosso ai singoli, l’autoaccusa di Salamon gli fa onore ma i calciatori sanno benissimo che il risultato è sempre figlio di 11 persone che vanno in campo, dell’allenatore e di chi, entrando, non riesce a sovvertire il corso degli eventi. Il difensore polacco probabilmente ha sbagliato il gesto tecnico ma si può anche affermare che in quella occasione è apparso come il trapezista senza rete: non c’era nessuno a dargli copertura. Quindi non serve farsene una colpa. Il problema a questo punto non è tanto (o solo) la sconfitta contro i grifoni che per la cronaca non vincevano fuori casa da 8 turni, compresi quelli della passata stagione della stella venuta dall’Est, Piatek (4 milioni di costo del cartellino che nel giro di appena tre mesi oggi sono lievitati di almeno 10 volte nelle casse virtuali del presidente Preziosi), quanto il fatto che il Frosinone ha perso pur giocando bene, pur portando tanti uomini nell’area avversaria, pur sfiorando il pari più volte. Significa che questa squadra dovrà sempre dare più del massimo se vuole ottenere risultato. Dovrà superarsi. Non potrà mai speculare perché evidentemente non è ancora pronta per farlo, soprattutto al cospetto di avversari di altra caratura. Il cambio del modulo dal 1’ invece significa che nel calcio l’apertura mentale non è mai un limite, anche se  tutto è chiaramente perfettibile.

NON C’E’ TEMPO PER L’AMARCORDAlle spalle resta però la sesta sconfitta mentre il futuro immediato si chiama Torino. All’Olimpico per la seconda volta in poco più di un mese. Visto il momento ‘storico’ e la classifica dei giallazzurri, non ci sarà tempo probabilmente per l’amarcord per Moreno Longo che in casa granata– con il suo staff, fatta eccezione per il prof Capogna – è praticamente cresciuto. Il tecnicoarriva alla sfida ‘del cuore e dell’anima’ con il peso di dover cambiare il sentiero alla propria squadra. E’ un intreccio che il tecnico piemontese dovrà cercare di dipanare al meglio ma ancora di più dovranno fare i giocatori che scenderanno in campo. Dai loro piedi, dalla loro testa, dal loro cuore, dall’atteggiamento ci dovrà essere la risposta a questa prima sollecitazione impressa dal presidente Maurizio Stirpe. E cioè se la curadel lavoro nel ritiro avrà iniziato a dare i suoi frutti, a risolvere i malanni. Margini di crescita ci sono, basta saper cogliere gli aspetti positivi di questo lungo ‘briefing’. Siamo appena alla settima giornata.

Giovanni Lanzi

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