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“IMPIANTISTICA E MARKETING, LE SFIDE DEL FUTURO”, GUALTIERI RELATORE PER IL POLITECNICO DI MILANO AL MASTER DI COVERCIANO

COVERCIANO (FI) – Il responsabile Marketing & Comunicazione-Rapporti Istituzionali, Salvatore Gualtieri, presente al Workshop Intensivo organizzato dal Politecnico di Milano presso l’aula ‘Righetti’ del Centro Tecnico di Coverciano. Nel master in programma oggi pomeriggio, il tavolo dei relatori era composto, oltre a Salvatore Gualtieri per il Frosinone, da Antonio Lombardi della Geis Group, Paolo Armenia dg della Cremonese e Massimiliano Maroni del Centro Sportivo Novarello. Workshop quindi dedicato ad impiantistica e sviluppo marketing correlato.

Quasi un’ora di relazione per il dirigente giallazzurro, supportata da slides. E con diversi interventi da parte dei presenti. Gualtieri ha sviluppato ampiamente il ruolo del marketing a supporto dell’infrastruttura connessa allo stadio ‘Benito Stirpe’, lo sviluppo del brand Frosinone Calcio e il progetto Frosinone Experience.

«E’ sempre più necessario per la tenuta e per la crescita dei club di calcio aggiungere a bilancio dei ricavi supplementari. Per una Società come il Frosinone, è fondamentale portare dei ricavi extra legati alle infrastrutture ed al marketing – ha esordito Gualtieri nella sua lezione a Coverciano – per permettere di gestire al meglio la Società».

«Il mio intervento è sul Nuovo stadio ‘Benito Stirpe’ e progetto Frosinone Experience, abbraccia dall’infrastruttura al marketing per lo sviluppo del brand. Perché parliamo di un modello sempre più attuale? Se voi chiedete ai 20 proprietari dei club di A su cosa serve oggi al calcio, tutti risponderanno queste tre cose: stadi nuovi, settore giovanile da sviluppare e fidelizzazione dei tifoso. Queste sono le esperienze che ci portiamo dietro dalla costruzione dello stadio. Realizzato, lo sottolineo, grazie a condizioni ideali che credo siano anche replicabili. Come vedo sta accadendo anche a Cagliari, un progetto da 100 milioni di euro e dove si sta un po’ seguendo quello che è il modello sviluppato dal nostro club».

Gualtieri ha quindi sintetizzato il passaggio relativo alla sinergia tra pubblico e privato, una ‘scintilla’ scoccata grazie al terreno sicuramente fertile nei ‘campi’ dei rispettivi attori protagonisti: il privato e le istituzioni. «Senza chiarezza non si parte. Ci sono degli esempi, in Italia, sotto gli occhi: ancora si deve iniziare a costruire e già da qualche parte sono iniziati gli arresti. Lo Stadio inteso come punto di partenza è la vera mission del Frosinone. E come punto di incontro per sviluppare l’identità territoriale. A Frosinone è stata importante quella chiarezza che ha accompagnato il lavoro fino alla realizzazione dell’impianto in 1 anno e 9 mesi. Record».

Gualtieri ha poi parlato brevemente di costi: «Tre milioni e ottocentomila euro li ha messi il Comune, 12 milioni il privato che in cambio ha avuto la concessione dell’impianto per 45 anni. Successivamente sono stati spesi dal presidente Stirpe altri 2 milioni e mezzo per opere di completamento. E siamo stati i primi in Italia ad avviare un crowdfunding che ci ha permesso di raccogliere un milione e mezzo. Chi ha sottoscritto questi mini-bond ha avuto l’8% in dote. Al presidente Stirpe è servita questa risposta per creare una comunità attorno al Frosinone, per fidelizzare i tifosi. Soldi che non sono stati ancora spesi del tutto. E ad oggi possiamo dire che lo Stadio è costato 19 milioni e 800mila euro». Prossime opere, le enuncia rapidamente: «In programma ci sono il Frosinone Pub aperto 6 giorni su sette al pubblico e che nel giorno della gara di trasformerà in Area Guest e il Frosinone Village. E tutto questo rientra nella mission del Frosinone: portare gente allo stadio, avvicinare famiglie, aggregare».

Proiettate le slides del ‘Benito Stirpe’, la dislocazione di palchetti e Sky box ha suscitato grande interesse nella platea di presenti.  Spiegato da Gualtieri il meccanismo che ha portato all’aggiudicazione del bando di gara (da parte della RTI, poi trasformatasi in TIS che ha la concessione dell’impianto), la vera prima pietra sulla realizzazione dell’opera. E il passaggio preventivo che ha portato a bypassare il bando pubblico e quindi a non entrare nelle lungaggini della Legge sugli Stadi: «Ecco perché – chiosa Gualtieri – questo è, come ho detto, un modello sicuramente replicabile altrove».

Tutte le fasi successive – spiegate con il supporto delle immagini – fino all’inaugurazione del settembre 2017.

«La Together – ha evidenziato Gualtieri – è una capogruppo proprietaria sia del Frosinone Calcio che della TIS che a sua volta ha la concessione dello Stadio e del nostro Centro Sportivo dislocato nel comune di Ferentino. Ed ha una convezione col Frosinone. Dal 1 luglio tutta la parte relativa allo sviluppo marketing gestito dalla TIS fino al 30 giugno passerà al Frosinone, in modo da permettere di lavorare in maniera più diretta e completare il discorso relativo ad un lavoro più ‘profondo’ sugli introiti, di cui abbiamo parlato in avvio».

Spiegata quindi la differenziazione creata nell’ambito dell’Area Marketing & Comunicazione. «Sono queste le aree del futuro in un Club, dove ci sarà sempre possibilità di lavoro e di crescita. Il calcio è cambiato tantissimo, si ha bisogno di gente sempre più professionalizzata».

«Il Centro Sportivo è un investimento, ma introiti non ne dà nell’immediato – ha proseguito Gualtieri sollecitato da una domanda -. E si spera che nascano dei ragazzi interessanti nelle nove 9 squadre che ci sono dalla Primavera al Femminile».

«Il nostro Frosinone Experience – ha aggiunto Gualtieri, incalzato da un intervento che chiamava in causa il Territorio ciociaro, florido di bellezze ed interessante sotto il profilo eno-gastronomico – abbraccia anche questo discorso ed ogni anno si arricchisce di novità. Poi nella nostra parte del Solidale ci autofinanziamo e diamo visibilità alle Associazioni che operano sul territorio. Tutto regolato da un Comitato Etico, composto da 7 componenti».

Gualtieri ha quindi analizzato i diversi ambiti dell’Experience che il Frosinone sviluppa da due stagioni e che si prepara ad implementare nel terzo. Puntando molto sugli sponsor e sulla fidelizzazione. Una parola che torna nella mission del Frosinone. «L’Experience è un laboratorio di marketing dello sponsor che può intervenire in ogni settore, anche all’estero. A tal riguardo stiamo organizzando un gemellaggio tra Frosinone e la città cinese di Foshan, di 9 milioni di abitanti. Ci stiamo lavorando da 2 anni. Dove nasceranno scuole calcio. Un accordo grazie all’impegno del Governo cinese».

E per chiudere un numero su tutti: «Il passaggio tra il Comunale e il ‘Benito Stirpe’ ha accresciuto il valore degli introiti di pubblicità e marketing di 2 volte e mezzo nelle ultime 4 stagioni di cui due di A e due di B, alla pari nei due impianti. Il merchandising non esisteva, negli ultimi due anni ha avuto una  crescita esponenziale. Come per il ticketing e gli abbonati». Un’ora di relazione molto dinamica ed a braccio. Quindi la foto finale e l’impegno del pro rettore professor Emilio Faroldi e dei suoi collaboratori di ritrovarsi a Frosinone per risaldare il rapporto con il Club e con il presidente Maurizio Stirpe.

Giovanni Lanzi

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