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LA STORIA

Redatto da Giovanni Lanzi

Tratto dai libri "Storia del Frosinone Calcio" (1994), "La Quarta Serie negli anni '50" (1995), di Piergiorgio Renna, dall'archivio storico dell'autore e da "C'era una volta un pallone" (2004) di Amedeo Di Sora.
2016

Stagione 2016-2017

La Società giallazzurra chiama alla guida tecnica Pasquale Marino. Si affida quindi ad un tecnico esperto. E sul mercato estivo si muove con forza: tra le operazioni c’è la conferma di Bardi tra i pali (rinnovato il prestito dall’Inter), arrivano il centrale di difesa Ariaudo dal Sassuolo, l’attaccante Cocco dal Pescara, il terzino sinistro Mazzotta, il centrale di difesa Brighenti dal Vicenza. E poi il presidente Maurizio Stirpe resiste alle sirene per i big storici, vale a dire la coppia del gol Ciofani&Dionisi e i gioielli di casa Gori&Paganini. La partenza è figlia di qualche scoria mentale della passata stagione ma dopo il ko casalingo con il Perugia (1-2), dalla trasferta di Cittadella i giallazzurri allungano il passo con decisione. Anche il Bari dell’ex Stellone finisce stritolato nella morsa di una squadra brillante e affamata di punti. Dopo il pari di Vicenza arrivano 5 vittorie di fila e poi 2 pareggi, in casa con la bestia nera Ternana e con lo Spezia in trasferta. Un campanello d’allarme perché al Comunale nella gara successiva succede di tutto: si fanno male Paganini (rottura dei legamenti del ginocchio) e Cocco e la Salernitana vince 3-1. Piccolo incidente di percorso perché la squadra di Marino riparte decisa: travolge il Trapani in Sicilia, batte il Benevento all’ultimo tuffo (3-2, gol di Dionisi su assist di Soddimo) ma il 30 dicembre perde 2-0 a Vercelli. Al giro di boa i punti sono 38, secondo posto alle spalle del Verona con 41. Al mercato di gennaio la società colleziona colpi eccellenti per la categoria, anche per sostenere il cambio di modulo richiesto da Marino che opta per il 3-5-2: preso il cursore Fiamozzi dal Genoa per supplire all’assenza per infortunio di Paganini, la punta Mokulu dall’Avellino, i difensori centrali Krajnc e Terranova (un gradito ritorno), il metronomo Maiello e tre giovani di belle speranze, il portiere Cojocaru, il terzino Mamic e il centrocampista Besea. Nel girone di ritorno i giallazzurri salgono in vetta alla classifica. Quattro vittorie, una sconfitta (alla ripartenza, in quel di Chiavari, maturata nel rocambolesco finale con i canarini in 10 dal primo tempo) e un pari nelle prime sei aprono un orizzonte ancora più importante. Poi due pareggi che per dinamica sono speculari (a Perugia e in casa col Cittadella sotto il diluvio, con gli avversari al pari sempre nel finale) quindi il passo falso di Bari non permettono l’allungo repentino. Ma il 26 marzo il Frosinone impartisce lezione di calcio al ‘Mazza’, in casa della Spal e vola col vento in poppa dopo aver, la settimana precedente, battuto il Vicenza 3-1. Tre pari consecutivi (a Cesena, in casa con l’Avellino e ad Ascoli) rimettono tutto in discussione anche perché c’è lo scivolone in agguato con il Novara in casa (2-3) e poi a Terni (2-0). La squadra di Marino ha perso un po’ di smalto ma ha il coltello dalla parte del manico, ancora. Perché vince 3 partite consecutive, compresa la trasferta di Salerno. A Benevento servirebbe la vittoria per chiudere il discorso ma in corsa, sull’1-1 firmato da Ciofani dopo il vantaggio sannita di Puscas, potrebbe bastare anche il pari. Ma Ceravolo all’ultimo sospiro fa 2-1 e la chimica della classifica si fa preoccupante perché non solo per la promozione diretta ma anche per il +10 servono combinazioni particolari. Che la settimana successiva non si verificano: il Frosinone batte 2-1 la Pro Vercelli e chiude a 74 punti, il Verona pareggia a Cesena (ed è secondo alle spalle della Spal grazie ad un gol di differenza sui giallazzurri), il Perugia annulla la chance del +10 per la squadra di Marino superando in rimonta la Salernitana (3-2). Dionisi & soci ai playoff incontrano il Carpi: lo 0-0 al ‘Cabassi’ fa ben sperare, al Comunale il 29 maggio gli emiliani in 9 uomini vincono a 5’ dalla fine con una punizione di Letizia che beffa Bardi alla sua sinistra. Il sogno di andare avanti e giocare la finale per il ritorno in A svanisce. Marino si dimette in diretta Sky. In A va il Benevento che regola il Carpi, seconda matricola su tre a conquistare la promozione al termine di una stagione rocambolesca per i colori giallazzurri.

2015

Stagione 2015-2016

A come affascinante. Il Frosinone alla corte dei ‘grandi’ del calcio italiano significa che anche le favole si realizzano. Il club giallazzurro, prima del fischio d’inizio della gara d’esordio con il Torino, colleziona un altro miracolo: mettere a ‘norma’ il Comunale grazie alla famosa legge ‘salva-Treviso’, un’impresa massacrante che la dirigenza – il presidente Maurizio Stirpe, il vice presidente Vittorio Ficchi, il dg Ernesto Salvini e tutte le componenti che ruotano attorno al club - ha portato avanti con un lavoro si ‘tessitura’ e ‘cucitura’ certosino. Panchina senza indugi a Roberto Stellone, il ‘vate’, l’allenatore dei trionfi. Al terminal arrivi diverse novità: il portiere Leali scuola-Juve, il mediano Chibsah dal Sassuolo, l’ex laziale Diakité, lo svizzero Pavlovic, il bulgaro Tonev, la promessa giallorossa Verde, l’ex romanista Rosi, il cileno Castillo. E poi la conferma del nucleo storico. Il Frosinone ci mette un po’ a carburare. A calarsi nella realtà della serie A, dove aumentano vertiginosamente i giri del motore in ogni frangente della partita. Stellone sceglie la politica del turn-over. A volte anche oltre il limite. Il primo gol nella massima serie lo realizza Danilo Soddimo, nella gara di avvio con il Torino. Poi i granata vinceranno 2-1 in rimonta. Per muovere la classifica si deve attendere la partita più difficile: allo Juventus Stadium la sera del 23 settembre un colpo di testa di Blanchard regala il pareggio a tempo scaduto. E a stretto giro arriva la vittoria (2-0) casalinga sull’Empoli. Fino alla giornata numero 14 (3-2 in casa al Verona) il Frosinone è in discreto ‘spolvero’ per il suo status di matricola assoluta. La gara interna con il Chievo (0-2 maturato nel finale) fa suonare il campanello d’allarme e curiosamente la gara di ritorno al ‘Bentegodi’ contro i clivensi di Maran dà il colpo di grazia definitivo (5-1) sulle speranze di restare agganciati al treno-salvezza. In mezzo ci sono belle prestazioni che non vanno dimenticate: lo 0-0 casalingo con la Lazio, lo 0-0 interno con la Fiorentina ma anche lo sfortunato 0-1 al Comunale contro un Inter salvata solo dai legni e da Handanovic prima del gol di Icardi, il 3-3 con il Milan a San Siro dopo essere stati avanti 3-1. E parentesi negative che solo una maggiore esperienza in campo avrebbe potuto gestire diversamente (come la sconfitta 2-1 di Modena contro il Carpi, altro punto di snodo della stagione e il ko casalingo con il Palermo che dal Comunale di Frosinone trova linfa per non retrocedere). La penultima partita della stagione, al Comunale con il Sassuolo (0-1), è da brividi: la Curva Nord e tutto lo stadio applaudono i giocatori nonostante la retrocessione. E il fenomeno-Frosinone sempre più ‘english-style’ fa il giro del mondo. La passerella di Napoli (4-0 per gli azzurri, canarini in 10 per l’espulsione di Gori al 10’) serve più a riscrivere la storia degli azzurri (che si qualificano in Champions) e dell’attaccante argentino (tripletta per lui, battuto con 36 reti e dopo 66 anni il record di Gunnar Nordahl) che di lì a qualche giorno sarebbe passato ai ‘nemici’ della Juventus. Il giocatore più presente dei giallazzurri nella stagione di A è Daniel Ciofani (37 gare) che insieme a Federico Dionisi si conferma bomber anche per la massima serie con 9 reti. A fine campionato si separano con una stretta di mano il Frosinone e Roberto Stellone.

2014

Stagione 2014-2015

Anche qui è il caso di partire dalla fine: storicamente esaltante. Perché il Frosinone che cammin facendo aveva fatto la bocca alla disputa dei playoff, ad un certo punto della stagione ingrana la sesta – quella dei bolidi da Formula Uno – e vola in serie A direttamente. Facendo impazzire una città e quella parte della provincia che ha sempre palpitato per i colori giallazzurri. Le avvisaglie di una buona stagione c’erano state già nella sessione estiva del calciomercato: ingaggiato Federico Dionisi dal Livorno, un’altra garanzia in fatto di gol da accoppiare tecnicamente a Daniel Ciofani. E poi il ritorno di Masucci (che a gennaio sarebbe però andato via), gli arrivi di Zanon, di Pigliacelli, Musacci, Schiavi. A gennaio poi il Frosinone manda a giocare gli ‘scontenti’ e infila due pedine come Sammarco e Cosic (oltre alla punta Lupoli al posto di Curiale, per lui solo un gol) che risulteranno decisive nei frangenti topici della stagione. Che non è tutta rose e fiori. Nella prima parte del campionato ci sono tre partite che fanno da punto di snodo: il 4-1 del 1 novembre in casa del Latina, con i tifosi rimasti in città per effetto delle limitazioni nella vendita dei biglietti nel settore ospiti che accolgono i canarini al Comunale e li portano in trionfo; il 4-1 al Trapani in casa e il 5-1 al Livorno dopo il 3-0 rimediato la settimana prima a Pescara. La squadra di Stellone però qualcosa la lascia per strada, in maniera random. Perde in casa con la Ternana (0-1 con un tiro in porta degli umbri in 90’), perde a Crotone (2-0) la vigilia di Natale, perde ad Avellino (3-0), perde a Brescia (3-1), perde a Bari (4-0). Stellone è sempre bravo a rimettere la squadra in carreggiata. Ma ancora più brava e comprensiva è la dirigenza che lo sostiene sempre e comunque. Ci sono dei momenti che mandano su tutte le furie un po’ tutti: tifosi, dirigenti, giocatori, staff, magazzinieri e pure le mura del Comunale che tremano. Come quando l’arbitro Aureliano di Bologna mette lo zampino nella gara interna con l’Entella (3-3 con rigore ai liguri inventato al 92’). Il Frosinone subisce il torto, incassa e riparte. Anche se la sconfitta (3-1) di Trapani è una scudisciata ma in rapida successione ci sono le vittorie con Pescara e Latina, il pari di Livorno, la vittoria sul Carpi, a Terni, in casa sul Bologna: un crescendo rossiniano incredibile. Il pareggio di Cittadella lascia il Frosinone al secondo posto, a +4 su Bologna e Vicenza e con 2 turni da giocare. Di cui l’ultimo in casa del Vicenza che guardava ai playoff. Il Frosinone deve vincere senza appello e lo farà, battendo il Crotone 3-1. Il 16 maggio 2015 è una data storica: è la serie A sognata per decenni incollati alle radioline di Tutto il Calcio Minuto per Minuto o davanti alle pay-tv. E la serie A che il presidente onorario del Frosinone, il cavalier Benito Stirpe, scomparso il 19 dicembre del 2008, voleva a tutti i costi. E che la sua famiglia, il figlio Maurizio, gli hanno voluto dedicato con impegno e sacrificio. L’ultima partita a Vicenza è passerella.

2013

Stagione 2013-2014

Partiamo dalla fine: un campionato giocato tutto d’un fiato dall’inizio alla fine, vale a dire all’ultimo secondo dei tempi supplementari dei playoff. Perché vincere così è più bello. E sì, il Frosinone al termine di questa stagione torna tra i Cadetti. E lo fa con Roberto Stellone in panchina, secondo anno di fila per lui alla guida di una squadra professionistica. Nel ruolo di direttore sportivo c’è l’arrivo di Marco Giannitti. Tra gli acquisti di una campagna sontuosa ci sono Daniel Ciofani e il fratello Matteo, la consacrazione di Luca Paganini e di Mirko Gori, gli ingaggi del fantasista Danilo Soddimo, del terzino Roberto Crivello e del difensore centrale Adriano Russo. E la conferma di un nucleo importante. Un campionato esaltante ma non privo di momenti critici. Quando ad esempio i canarini perdono a Barletta (2-1, gol al 90’ dell’ex La Mantia dopo il vantaggio di Blanchard e il pari di Ilari) e a Pontedera (2-1, anche qui dopo essere stati in vantaggio). E momenti belli e terribili quando il Frosinone vince 3-2 al 97’ in quel di Gubbio dopo essere stato prima sul 2-0 e poi agguantato al 90’. Al termine di quella partita ci fu anche un’aggressione ai dirigenti del Frosinone in tribuna. La squadra va a mille. Ma c’è l’imponderabile perché la partita successiva soffre e agguanta il 2-2 con la Salernitana solo nel finale. Vale la pena di ricordare che quel torneo ad un certo punto diventa monco di una squadra, la Nocerina, esclusa dopo i fattacci di Salerno. E per effetto dei turni di riposo e delle vittorie assegnate a tavolino il Frosinone si ritrova primo ma di fatto il Perugia è pronto all’allungo e al sorpasso, complice anche il ritorno di fiamma del Lecce che, partito ad handicap, si stava facendo di nuovo sotto per la lotta al vertice. Proprio a Lecce i canarini perdono 2-0 e tornano a toccare il momento psico-fisico peggiore perché dopo quella partita mancano due turni al termine della stagione regolare, con la sfida del 4 maggio 2014 da disputare a Perugia e con il Lecce che deve scontare il turno di riposo. La classifica non dà appelli: Perugia 63, Frosinone 62, Lecce 61. Il Frosinone per andare in B deve vincere, al Perugia basta un pari per andare in B ma vince addirittura con una rete di Moscati dai 23 metri, palla che si insacca alla destra di Zappino. A nulla valgano gli sforzi atti a ribaltare il risultato. La testa va ai playoff. Dove arriva un Frosinone devastante: batte la Salernitana 2-0 al Comunale, supera il doppio confronto con il Pisa (0-0 fuori e 2-1 in casa) e alla fine c’è di nuovo il Lecce. Con il favore della gara di ritorno da giocare al Comunale. Allo Stadio di Via del Mare termina 1-1, ci pensa Gori a rimettere la cose in sesto dopo il vantaggio di Papini. Il 7 giugno il Comunale è uno spettacolo. Il giallorosso Beretta fa gol sotto la Curva Sud ma allo scadere Paganini riporta il Frosinone sull’1-1. nel secondo tempo la squadra di Stellone preme, fallisce qualche occasione clamorosa (Curiale a porta vuota su palla al bacio di Soddimo) e si va ai supplementari. A 4’ dai rigori Frara fa saltare la ‘santabarbara’ del tifo giallazzurro, al Lecce invece saltano i nervi e Viola in contropiede fa 3-1. Il Frosinone torna in serie B. E Stellone porta in B il Frosinone con il 4-4-2.

2012

Stagione 2012-2013

Corini ha ancora un anno con il Frosinone. Ma c’è un giovane allenatore che aveva portato lo scudetto, Roberto Stellone. Con la ‘Berretti’ nelle finali di Monza si era imposto all’attenzione della critica. Salvini gioca d’anticipo - con Corini si va intanto alla risoluzione - e propone il lancio in prima squadra, il presidente Maurizio Stirpe si fida del fiuto del suo dirigente. Nella rosa ad inizio stagione c’è, appunto, una forte iniezione di gioventù: Stellone porta tanti ragazzi del ’93 campioni d’Italia. E arrivano Bertoncini (Genoa Primavera), un certo Blanchard (FeralpiSalò) che Stellone schiererà da terzino sinistro, c’è il ritorno di Gucher, l’arrivo di un brasiliano, Rogerinho. A metà stagione l’ingaggio della punta Curiale. L’esordio di Stellone su una panchina professionistica va diviso esattamente in due tronconi: interessante nella prima parte della stagione fino alla sosta, con troppe pause nella seconda parte. Ed è ancora il derby con il Latina, a segnare la stagione dei giallazzurri: all’andata lo 0-0 del ‘Francioni’ permette di restare in vetta a braccetto proprio con i neroazzurri; al ritorno vincendo 2-1 i canarini credono di avere il mondo tra le mani. Ma non sarà così. Nel girone di andata la spinta propulsiva si affievolisce dopo il 3-0 di Catanzaro con almeno 10 occasioni da gol fallite e 5 pareggi nelle ultime 5 giornate fino alla sosta. Il girone di ritorno fa attestare la squadra a metà classifica. La serie B la conquistano l’Avellino e il Latina ai playoff sul Pisa allenato dall’ex Dino Pagliari.

2011

Stagione 2011-2012

E' il ritorno nella vecchia C1 che il Frosinone ritrova con il nome di Prima Divisione. Inseriti nel girone B i canarini sono guidati da Walter Sabatini, il direttore sportivo è Mauro Meluso che era con lui al Padova e nel ruolo Responsabile Operativo viene promosso Ernesto Salvini, che mantiene il ruolo di massimo dirigente del Settore Giovanile. Salvini sul finire di questa stagione verrà nuovamente promosso, questa volta a Direttore Generale. Che stava diventando il fiore all’occhiello della società giallazzurra e dove per la Berretti la novità è rappresentata dalla squadra affidata a Roberto Stellone. Il presidente Maurizio Stirpe intanto vuole subito il ritorno in B. E assembla nelle due sessioni di mercato una formazione di alto livello per la categoria: Carrus, Miramontes, a dicembre un giovane macedone dal Parma, Ristovsky, il centrale di difesa Federici, il centrocampista Nicco (ex Mantova, in arrivo dal Pescara), il ritorno del figliol prodigo Massimo Zappino. E ancora Frara, le conferme di Biasi e Cesaretti (anche lui da gennaio). In attacco con Santoruvo anche Bonvissuto, Artistico II, Ganci, il giovane La Mantia che la stagione precedente si era fatto largo con la Primavera. In prima squadra si affaccia per la prima volta un ragazzino di belle speranze, Luca Paganini. Sabatini parte con due ko in tre partite poi infila una serie di risultati positivi che si fermano di botto in casa con la Cremonese (0-1). Ma le avvisaglie c’erano state ad Andria (dal 2-0 per i canarini al 2-2) e nel derby (1-1). A Trapani un gol di Artistico a tempo scaduto permette di riportare 1 punto dalla Sicilia ma 1 punto in 4 partite costringe Sabatini alle dimissioni. Al suo posto c’è Corini, il ‘Genio’. Con lui la scintilla non scocca. Il Frosinone dà l’impressione di poter agguantare i playoff ma il derby perso a Latina 2-0 è fatale e il finale – anche complice la sconfitta di Bassano - è in tono minore. Salgono in serie B Spezia e Virtus Lanciano. Nel frattempo le squadre ‘Berretti’ e Allievi Nazionali giallzzurre vincono il tricolore, questi ultimi bissano il successo incassando la Supercoppa. Piccoli campioni crescono. E non solo…

2010

Stagione 2010-2011

Sulla panchina del Frosinone c’è la conferma di Guido Carboni. In estate, in pieno ritiro, il presidente Stirpe colleziona un colpo: il ritorno di Ciccio Lodi. Il tecnico toscano però lo impiega sin dall’inizio in una posizione che il fantasista napoletano gradisce poco. Acquistato il difensore Emanuele Terranova dal Lecce, la stellina Sansone dalla Virtus Lanciano, il mediano Bottone con esperienze importanti con Torino e Vicenza, la punta Samuel Di Carmine dalla Fiorentina. E nel frattempo il dg Graziani lascia più ‘campo’ al ds Ortoli. I risultati sono altalenanti. Anche se il Frosinone va a vincere 2-1 in casa del Torino ma non dà seguito a quel successo perché perde punti in casa e fuori. La sconfitta prima di Natale (5-3 a Sassuolo) e quella subito dopo la Befana (0-2 con il Livorno, con gol di Dionisi e Tavano) fanno maturare la decisione di avvicendare la panchina: arriva Sasà Campilongo, già gloria del Frosinone che con lui aveva ottenuto salvezze in serie C2. La società non lascia nulla di intentato, dalla campagna acquisti arrivano ben 11 nuovi giocatori. Lodi chiede la cessione e la ottiene, va a Catania in serie A. Di Carmine che non aveva accettato la cessione va nelle fila della Primavera per il tetto imposto alla lista. Ma il feeling tra Campilongo e la piazza non scoccherà mai: nelle sue prime 10 partite vince appena 2 volte. Dopo il ko di Modena si prospetta il cambio ma non si concretizza perché Carboni. Il Frosinone la settimana successiva batte ancora il Torino (1-0, gol di Biasi che all’esordio in maglia giallazzurra si farà anche male). Ci sarebbe tutto il tempo per risalire. A Trieste il Frosinone a 8’ dalla fine conduce 2-0, alla fine errori in serie e disattenzioni fatali della squadra di Campilongo portano gli alabardati a pareggiare 2-2. Pari fatale sulla mente dei giallazzurri. Dopo il ko di Crotone (4-1), con una trasferta presa sottogamba, il Frosinone perde l’ultimo treno ad Ascoli (3-1 per i bianconeri). Si dimette il dg Graziani. I giallazzurri hanno un sussulto, 4-0 al Vicenza ma tre ko di fila sprofondano all’ultimo posto e il Frosinone retrocede dopo 5 stagioni di serie B. I tifosi applaudono il presidente Maurizio Stirpe. Il 21 maggio 2011, in Frosinone-Sassuolo 1-2, il portiere Vincenzo Sicignano gioca la sua ultima partita in B con la maglia del Frosinone, all’età (Almanacco del calcio) di 36 anni e 317 giorni. E’ il giocatore più anziano del club in serie B. Il 29 maggio invece in Livorno-Frosinone 1-2 debutta in B l’attaccante Leandro Campagna, all’età di 17 anni e 5 giorni. E’ il giocatore più giovane del club in serie B (Almanacco del Calcio). Intanto in serie A vanno Atalanta, Siena e Novara dopo i playoff.

2009

Stagione 2009-2010

Ancora un cambio sulla panchina. Il Frosinone aveva ‘strizzato’ da tempo l’occhio su Checco Moriero che a giugno 2009 aveva portato in B il Crotone dopo lo spareggio di Benevento. L’ex ala di Lecce, Roma, Inter e della Nazionale approda alla guida dei giallazzurri. E con lui arrivano da Crotone il brasiliano Calil, gli attaccanti esterni Aurelio e Basso. Torna nel frattempo Troianiello che il Frosinone aveva ceduto in prestito in precedenza. In estate il club giallazzurro era stato sul punto di definire il colpo-Ricchiuti dal Rimini da dove sarebbe arrivato il mediano Basha. Preso anche Bolzoni, scuola-Inter. La stagione parte a spron battuto, tre partite e tre vittorie, addirittura spettacolo a casa-Moriero, vale a dire a Lecce (3-1 per i canarini). Qualcosa si inceppa, poi torna a funzionare di nuovo. Nel frattempo il destino a novembre porta in dote l’attaccante Roberto Stellone, svincolato dal Torino. Giocherà a singhiozzo per alcuni problemi fisici ma sarà determinante per la salvezza. Dalla 10.a giornata in poi il Frosinone sobbalza, scivola e si rialza. Anche con Moriero c’è un 1-5, quello con l’Ascoli. Ma c’è anche uno 0-4 col Lecce, la sconfitta casalinga col Piacenza. Fino al 4-1 in casa dell’Albinoleffe quando il dg Graziani e il presidente Stirpe decidono che è necessaria la svolta tecnica: al posto di Moriero c’è Carboni. L’esordio è negativo, 0-2 con il Cesena poi arrivano 3 vittorie di fila, tutte determinanti e il pari casalingo con la Triestina dell’ex Arrigoni (che andrà ai playout persi col Padova) sancisce la quarta salvezza in B. In quel finale al cardiopalmo brillarono due stelle su tutte: quella di Stellone – gran gol a Cittadella – e quella di Santoruvo, gol al 91’ al Grosseto e il provvisorio 2-0 firmato ad Ascoli. Promosse in serie A al termine di questa stagione Lecce, Cesena e Brescia (dopo i playoff).

2008

Stagione 2008-2009

Il Frosinone lascia Cavasin e ingaggia Piero Braglia. Tecnico che il Frosinone aveva avuto da avversario sulla panchina della Sangiovannese in occasione della trionfale stagione della prima promozione in B. Braglia si presenta con un ‘credo’ molto particolare, per lui non ci sono posti assicurati e lo fa intendere a prescindere. A farne le spese sono dei giocatori come Amerini ma anche lo stesso Margiotta. Lodi nel frattempo era stato ceduto all’Empoli, Salvatore Bocchetti si avviava ad una grande carriera e veniva ceduto al Genoa. Arrivano volti nuovi: Guidi e Nocentini dalla Lucchese, i giovanissimi Elsneg e Gucher dal Gak in Austria, l’eclettico Di Roberto dal Foggia, il cursore Antonazzo dal Modena, l’attaccante Santoruvo dal Bari. Il 19 dicembre del 2008 scompare il presidente onorario del Frosinone, il cavalier Benito Stirpe. Una figura storica per l’imprenditoria ciociara e per il calcio giallazzurro. La gara interna con il Vicenza viene posticipata di 24 ore grazie alla sensibilità della Lega e dello stesso Vicenza. Tornando al calcio giocato, con Braglia si passa al 3-5-2. I giallazzurri producono gioco ma non sempre fa da contraltare il risultato positivo. In sostanza quella squadra procede tra prestazioni interessanti (il 2-2 spumeggiante in casa col Parma, il 3-1 al Rimini sempre al Comunale) ad altre da dimenticare (lo 0-1 interno con l’Empoli, 1-0 nel finale dell’ex Lodi all’amico Sicignano subissato dalle critiche ma anche le sconfitte di Modena e quella interna col Mantova). Il Frosinone scivola in basso ma riesce a trovare la sintesi: la svolta è l’1-0 casalingo con il Modena quando Braglia fa esordire il giovane Gucher a sorpresa. Da quel punto in poi i giallazzurri perdono solo ad Ascoli (2-1) e l’ultima a Grosseto (2-1) ma ormai la salvezza era in cassaforte. Promosse in A il Bari, il Parma e il Livorno dopo i playoff.

2007

Stagione 2007-2008

E’ il campionato di Alberto Cavasin sulla panchina giallazzurra. Una squadra di grande livello per quella serie B. Quel Frosinone durante il campionato è capace di ottime ‘performances’ ma anche di subire un pesante rovescio. A metà campionato perde 5-1 in casa con il Pisa. Reduce già da due sconfitte di fila, a Lecce (3-0 per i salentini) e a Bergamo con l’Albinoleffe (2-0 per i seriani). La dirigenza tiene la barra a dritta, i giallazzurri ad Avellino la settimana successiva vincono 1-0 con una pennellata di Lodi al 90’. La stagione scivola in avanti con la speranza di agguantare i playoff che, considerato anche il valore di quel gruppo, sarebbero stato un giusto premio anche agli sforzi della società. Ma nel finale non c’è lo scatto e i giallazzurri chiudono a 56 punti, al 10° posto. In serie A salgono Chievo, Bologna e il Lecce dopo i playoff. Note positive non mancano: Lodi, destinato a salire in A, colleziona 20 gol, seguito dall’esordiente Evacuo che mette a segno 14 reti giocando 40 partite. Sale alla ribalta un giovanissimo Eder, si consacra Salvatore Bocchetti nel ruolo di centrale di difesa. Quanto a Francesco Lodi è il miglior realizzatore stagionale in serie B nella storia del Frosinone.

2006

Stagione 2006-2007

L’anno della serie C1 è ricco di alti e bassi. Via Arrigoni, approdato in A a Cagliari, arriva Dino Pagliari, ex Chieti. Confermati alcuni dei protagonisti della promozione, nuovi rinforzi nei tre reparti: in difesa arrivano Morris Molinari e Nicola Pagani, entrambi con trascorsi in B, a centrocampo gli emergenti Guido Di Deo, Mauro Zaccagnini e Pietro De Giorgio, mentre in attacco Salvatore Mastronunzio affianca i confermati De Cesare e Aquino. Si incomincia in chiaroscuro, con la sconfitta casalinga con la Lucchese, ma il Frosinone trova il ritmo alternando vittorie casalinghe e prestazioni sottotono in trasferta. A dicembre i ragazzi di Pagliari espugnano la Cremonese, vincitrice del girone, ma vanno poi a perdere a Lumezzane. Urgono rinforzi e a gennaio il dg Graziani mette a segno importanti colpi; arrivano Morfù, Mocarelli, Di Nardo, D’Antoni, Ischia e Cariello, mentre Di Deo viene ceduto alla Ternana, in serie B. La squadra inizia a vincere e a convincere, sino ad arrivare nelle zone alte della classifica. Accanto al campionato, da segnalare la bella parentesi della Coppa Italia: i canarini riescono a raggiungere la finalissima, dopo aver battuto squadre come Benevento, Teramo, Rimini e Acireale. In finale incontrano lo Spezia, che risulterà la vincitrice del trofeo. A metà aprile il Frosinone si trova nelle zone alte della classifica e riesce a conquistare prima virtualmente i play-off battendo 2-1 l’inseguitrice Pistoiese a domicilio, matematicamente sette giorni dopo grazie al passo falso dei toscani a Como. Negli spareggi i canarini trovano la corazzata Mantova che spegne le speranze di promozione con un perentorio 4-2 al Comunale; nel ritorno non riesce il miracolo e sono i virgiliani a passare in finale e poi a conquistare la serie B. Il miracolo, però, è rimandato di soli 12 mesi. L’anno seguente il presidente Stirpe e il dg Graziani ingaggiano un tecnico specialista delle promozioni, Ivo Iaconi, che ha già traghettato tra i cadetti Pescara e Fermana. Insieme al tecnico abruzzese arrivano giocatori di assoluto valore quali Bellè, Ginestra, Perra, Fialdini, Anaclerio, Antonioli, che unite alle conferme di Zappino, Mastronunzio, D’Antoni, Pagani, Ischia e Morfù vanno a formare un gruppo di indiscusso livello. Nelle prime partite l’andamento dei canarini è altalenante, spietati in casa ma arrendevoli fuori. Accanto alle belle prestazioni casalinghe contro Grosseto, Manfredonia e Perugia, arrivano i bruschi stop di Gela, Lucchese e Martina. La musica cambia con la vittoria di Pistoia, alla quale, però, va in contrasto la sconfitta casalinga subìta dal Napoli in una gara in parte condizionata dalla direzione del signor Gervasoni di Mantova. Il Napoli, forse la più blasonata squadra scesa mai al Comunale, esce con un secco 3-1, con i canarini in 10 per tutta la gara. A gennaio arriva la svolta. La truppa giallazzurra comincia a vincere fuori casa e rosicchia punti al Napoli capolista. Belle le vittorie di Manfredonia, di Lanciano e il pari a Grosseto in 9 contro 11. Tecnico Ivo Iaconi Il Frosinone è in serie B. Il Tecnico Ivo Iaconi viene portato in trionfo. Le sconfitte rimediate a Castellammare di Stabia e a Chieti, danno il lasciapassare al Napoli. Il Frosinone è comunque secondo e amministra il vantaggio sino alla fine della stagione. Nei play-off il primo ostacolo si chiama Sangiovannese. Doppio 0-0, avanti il Frosinone in base alla migliore posizione di classifica. La finale è tra Frosinone e Grosseto. In Maremma nuovo 0-0, mentre in casa una rete della punta arrivata a gennaio Martini fa scoppiare l’entusiasmo di una città e di una provincia. Uno-a-zero al Grosseto ed è serie B. In città la festa si protrae sino all’alba del giorno dopo. Gioia grande in curva, che dopo tanti anni vissuti dietro una squadra che calcava polverosi campi di periferia, potrà seguire i propri colori in campi che solamente pochi anni addietro si potevano solo sognare. Tutto ciò grazie ad un presidente che è riuscito a trasformare i sogni in realtà, ad una squadra che ha attuato il meraviglioso progetto della presidenza, e a una tifoseria che ha saputo aspettare una gioia che supera ogni aspettativa.

2004

Stagione 2004

In Serie D, il Frosinone era quinto nel 2000 e secondo dietro al Martina nel 2001 nonostante l’ eccezionale bottino di 81 punti (26 partite vinte su 34 e miglior difesa di tutte le compagini dalla serie A alla D) conquistati dalla squadra del presidente Rosettano Navarra e dei tecnici Stefano e Luca Sanderra ma approdava lo stesso e con pieno merito in Serie C2. In Serie C2, i canarini si classificavano ottavi nel 2002 e noni l’anno successivo, dopo essere stati nelle zone alte della classifica sino a dicembre. In questi due anni sono stati ben cinque i tecnici che si sono succeduti sulla panchina canarina: dai Sanderra ad Arcoleo, da Bitetto a Silva fino a Giovanni Pagliari. Dall’ estate 2003, il presidente del Frosinone Calcio è Maurizio Stirpe,“figlio e nipote d’arte” poiché il padre Benito e lo zio Roberto (chiamati “i fratelli dell’entusiasmo”), hanno guidato la società ciociara a metà degli anni sessanta conquistando un’epica promozione in Serie C. Il presidente Stirpe ha nominato come direttore generale l’esperto Enrico Graziani e sulla panchina il tecnico ex-Brindisi Giorgini. Dopo un non entusiasmante avvio di campionato, Giorgini ha lasciato il posto a Daniele Arrigoni, tecnico di Palermo e Messina in serie B. A Frosinone la coppia Stirpe&Graziani ha portato dei giocatori di categoria, del calibro di Gianluca De Angelis, Dario Rossi, Roberto De Juliis, Massimiliano Memmo, Enrico Buonocore, Salvatore Marra, Ciro De Cesare, giusto per citarne alcuni che hanno disputato la serie cadetta. Con Arrigoni alla guida le vittorie si susseguono fino a raggiungere dal nono posto la vetta della classifica. Si infiamma un entusiasmante testa a testa tra Frosinone e Brindisi, le quali si alternano più volte dalla testa della classifica. A tre giornate dalla fine i canarini vincono in trasferta il derby con una rete di Giuseppe Aquino, ma la settimana successiva vengono scavalcati dal Brindisi. Il Presidente Maurizio Stirpe Il Presidente Maurizio Stirpe; con lui ill Frosinone è di nuovo in C1 Si decide tutto l’ultima giornata, il 9 maggio 2004 a Melfi, dove il Frosinone vince con una rete di De Cesare e scavalca il Brindisi, il quale non riesce a battere l’Igea Virtus, che sette giorni prima aveva costretto il Frosinone al pareggio casalingo. Il Frosinone è di nuovo in C1, dopo sedici anni dall’ultima festa promozione. Scoppia la festa a Melfi e a Frosinone, dove circa diecimila persone si riversano per le strade e allo stadio Comunale per festeggiare la C1.

1986

Anni '80 e '90

Nel 1980/81, i ciociari del presidente Giovanni Battista Lenzini e del tecnico Alberto Mari, venivano promossi in C2 senza mai perdere una partita. Tornato tra i professionisti, il Frosinone non sfigurava arrivando terzo e sfoggiando il capocannoniere del girone, Gabbrielliniche firmava 17 gol. I canarini per quattro anni navigavano nell’alta classifica tra il terzo e l’ottavo posto mancando la promozione per un solo punto nel 1985 quando mettevano in “vetrina” molti giovani ceduti a squadre di categorie superiori: Benini, Berardi, De Paola, Martini, Perrotti, Viviani. Nella stagione 1986/87, il Frosinone del presidente residente Tito Di Vito e dell’allenatore Mari arrivava primo e guadagnava la promozione in Serie C1 nonostante una non florida situazione economica e finanziaria. Al primo anno di C1, i giallo-azzurri entusiasmavano i propri tifosi inserendosi nella lotta per la promozione in Serie B sino alla vigilia di Natale grazie a un gioco brillante ma il rendimento scendeva nel girone di ritorno per chiudere al settimo posto. L’anno successivo, il Frosinone tornava in Serie C2 per una evitabile retrocessione nonostante la presenza di Edoardo “Ciccio” Artistico, destinato a una brillante carriera agonistica. Negli Anni Ottanta, spiccavano le figure dei presidenti Giovanni Battista Lenzini, Umberto Celani, Mario Apuzzo, Eraldo Profumo, Mario Iannarilli, Alfredo Scaccia; del direttore sportivo Mario Iacobucci; dei tecnici Alberto Mari e Mario Santececca; dei calciatori protagonisti delle due promozioni : Atzori, Ciavattini, Farinelli, Ferrari, Marchetti, Pellegrini, Santarelli, Sesena, Vergili nel 1981; Cari (“alfiere” dei giallo-azzurri con 287 presenze) e Davato nel 1981 e nel 1987; Di Liso, Gaudino, Lattuca, Mariotti, Martin, Orlando, Pietrantoni, Virigili, Viscido nel 1987 nonché dei giocatori di maggiore prestigio in Serie C1 ossia Ambu, Artistico, Bellini, Cristiano, Malaman, Poli. Nel 1990, il Frosinone falliva un pronto ritorno in Serie C1 per soli tre punti ma, in estate, veniva radiato dalla FIGC e sembrava destinato a ricominciare dalla Promozione; in extremis, però, veniva inserito in Interregionale dove restava per quattro anni. Nel 1993-94, i giallo-azzurri del presidente Massimo Conti e dell’ allenatore Luciano Vescovi, si insediavano in testa alla classifica per quasi tutto il campionato facendosi raggiungere e superare negli ultimi turni da Giulianova e Albanova ma approdava egualmente tra i professionisti in virtù di un “ripescaggio”. In Serie C2, i canarini si classificavano decimi nel 1996 e, l’anno dopo con con Mari di nuovo in panchina, fallivano sul traguardo la promozione diretta in Serie C1, perdendo poi i play-off con l’Albanova; nel 1997, 1998 e 1999, invece, si arrivava di nuovo agli spareggi post-campionato ma questa volta per non retrocedere salvandosi per due volte ai danni di Casertana e Albanova, per perdere alla terza sfida con il Tricase. In questo periodo, eccellevano le figure dei presidenti Angelo Deodati e Massimo Conti, del tecnico Mari, dei calciatori Assante, Bagaglini, Brandani, Campilongo, Colagiovanni, Filippi, Pelosi, Perrotti, Russo.

1972

Anni '70

Nel 1970-71, il Frosinone del presidente Gaetano Marocco e di mister Giuseppe Banchetti, vantava il record nazionale per la migliore difesa (solo 8 reti subite dall’ estroso Recchia, già in Serie A con Lazio e Messina) e raggiungeva di nuovo il paradiso conquistando la promozione in Serie C al termine di un nuovo entusiasmante duello con il Latina. I maggiori artefici della promozione erano Bechelli, Brunello, Del Sette, Derin, Malvestiti, Mettus, Recchia, Rotili, Salvatici, Vacca. In Serie C, i canarini disputavano quattro campionati (miglior piazzamento finale, settimo posto nel 1972) e lanciavano nel firmamento calcistico la stella di stella di Massimo Palanca, capocannoniere del girone meridionale della terza serie con 17 gol nel 1974 e, poi, simbolo della tifoseria del Catanzaro. Retrocessi nel 1975, i giallo-azzurri restavano in Quarta Serie sino al 1978, perdendo per un male incurabile il capitano Giugia e classificandosi secondi nel 1977, dietro ai rivali storici del Latina, nonostante i venti gol del bomber Santarelli. Nel 1977/78, il Frosinone era quinto ma veniva “ripescato” nella neonata Serie C2 per tornare subito in Serie D dove rimaneva per quattro stagioni evitando nel 1980 l’umiliazione della retrocessione in Promozione soltanto grazie alla differenza-reti. Negli Anni Settanta, si distinguevano le figure dei presidenti Gaetano Marocco, Domenico Franceschi e Giuseppe Battista, dei tecnici Giuseppe Banchetti, Giuseppe Lupi, Umberto Mannocci e dei calciatori Bartolini, Borsari, Brunello, Colletti, Dal Din, Derin, Filipponi, Iannarilli, Malvestiti, Massari, Palanca, Santarelli, Vescovi.

1963

Anni '60

Il calcio di buon livello tornava a Frosinone grazie a tre personaggi che, il 17 agosto 1963, davano notizia della nascita dello “Sporting Club”: Angelo Cristofari, Dante Spaziani e Augusto Orsini, quest’ultimo che aveva trasferito il titolo sportivo di Serie D dalla Nuova Cisterna al capoluogo ciocaro. In Serie D, il Frosinone si classificava sesto nel 1963-64, quinto l’anno successivo e primo nel 1965-66, conquistando la promozione in Serie C dopo un appassionante duello con il Latina. L’anno seguente, i canarini affrontavano squadre blasonate come Avellino, Bari, Lecce, Pescara e retrocedevano subito; sulla panchina ciociara sedeva come D.T. anche Amedeo Amadei, il centravanti della Roma e della Nazionale degli anni ’40 e ’50. Nel 1967/68 il Frosinone arrivava terzo in Serie D e il portiere Raffaele Trentini migliorava il record nazionale di imbattibilità restando senza subire reti per 1.204 minuti. I giallo-azzurri erano quinti nella stagione successiva e secondi nel 1969/70. In questo periodo, spiccavano a livello dirigenziale le figure di Angelo Cristofari, Benito e Roberto Stirpe, Dante Spaziani insieme agli allenatori Umberto De Angelis e Gennaro Rambone e ai calciatori Amici, Benvenuto, Caputi, Da Col, Del Sette, Fumagalli, Gabetto, Rosati, Trentini.

1953

Anni '40 e '50

Nel 1945-46, il Frosinone rinasceva e disputava il campionato di Seconda Divisione Lazio salendo in Prima Divisione un anno più tardi e, subito dopo, in Serie C-Lega Centro. Dal 1948-49 al 1951-52, i giallo-azzurri disputavano il campionato di Promozione-Interregionale della Lega Centro e, nell’estate 1952, venivano inseriti, anche per interessamento dell’On. Giulio Andreotti, nel torneo di Quarta Serie di nuova istituzione. In questo periodo, spiccavano le figure di Silverio Trento(presidente), Vilmos Wilheim (allenatore) e Sandro Ciotti, l’indimenticato radiocronista Rai (calciatore). Dal 1952 al 1958, i canarini disputavano consecutivamente sei campionati di Quarta Serie, miglior piazzamento quarto posto nel 1953. Il 24 novembre 1957, si giocava Frosinone-Cosenza: la determinante prima forte scintilla di una serie di episodi negativi che si sommavano alle difficoltà economiche societarie determinando il ritiro dal campionato. Il Cosenza rappresentava una delle più forti squadre del girone e lottava per la promozione ma era il Frosinone a passare in vantaggio a tre minuti dalla fine: “I giocatori del Cosenza – scriveva un cronista dell’epoca – reagivano incivilmente al gol dandosi a singoli incontri di pugilato con la forza pubblica accorsa in campo”. L’arbitro, colpito da un atleta calabrese, finiva a terra e si rialzava fischiando la fine dell’incontro, i giallo-azzurri non stavano a guardare, il massaggiatore frusinate colpiva un giocatore ospite, molti spettatori oltrepassavano la rete di recinzione, la partita si trasformava in un “far west”; uscito dallo stadio, il direttore di gara veniva inseguito per qualche chilometro dai sostenitori del Frosinone. Il Cosenza inoltrava ricorso e la Caf gli dava ragione ribaltando “a tavolino” il risultato del campo. Un’assemblea di sportivi esprimeva il proprio risentimento nei confronti della Lega per l’ingiustizia subita e minacciava il ritiro dal campionato, che si verificava in seguito alla mancata presentazione nella gara di ritorno a Cosenza (10 aprile 1958) dopo aver subito altre penalizzazioni da parte della Lega e aver rinunciato a giocare a Marsala e Tempio Pausania. Negli Anni Cinquanta, spiccavano le figure di figure di Domenico Ferrante e Angelo Cristofari (presidenti), Mario Genta (allenatore) e dei giocatori Azzoni, Catenacci, Gabriele, Diglio, Dini, Lillo, Neri, Piccolimini, Pizzutelli, Quercia, Spinato, Surina. Nel 1958, nasceva l’ “Unione Sportiva Frosinone” che partecipava al campionato di Seconda Categoria, arrivava alla Promozione Lazio e, poi, ripiombava nell’anonimato calcistico.

1928

I primi anni del Frosinone

Una squadra di calcio più o meno organizzata nasceva a Frosinone alla fine del 1918 ma l’attività agonistica continuativa prendeva il via nel 1923 con l’inserimento nel campionato di Quarta Divisione della Lega Sud. Nel 1928-29, la squadra disputava il torneo di Terza Divisione con il nome di “119° Legione Camicie Nere” e l’attività calcistica cittadina si vivacizzava con la disputa del “Torneo Rionale” tra le formazioni “Garibaldi”,“Ricciotti”, “S.Giorgio” e “Scalo” che si aggiudicava la manifestazione. All’ inizio degli anni Trenta, la città vantava due squadre Frosinone A e Frosinone B, che diventavano “Bellator Frusino A” e "Bellator Frusino B”. I colori sociali della squadra erano inizialmente il rosso e il blu,riprendendo la colorazione dello stemma municipale cittadino ma, successivamente, diventavano il giallo e l’azzurro. Il primo campo da gioco si trovava nel quartiere Madonna della Neve, poi si giocava nelle zone di via Cicerone e di via Valle Fioretta mentre l’attuale sito del campo sportivo veniva inaugurato nel 1932 e, per questo, lo stadio viene denominato “Matusa”. Negli Anni Trenta, la “Bellator Frusino” si copriva di gloria sino ad arrivare nel 1934 alla Prima Divisione Nazionale; in questo periodo, spiccavano le figure di Emilio Frongia (presidente), Politzer Lajos (allenatore) e Mario Marchegiani detto “Meazzetta” (mezzala ceduta alla Roma). Nella seconda metà degli Anni Trenta, la “Bellator Frusino” si scioglieva e veniva sostituita dai FF.GG. Frosinone che disputavano tornei di secondo piano a livello interprovinciale. Durante la guerra, i campionati venivano sospesi e la squadra cittadina spariva.