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METTETE DA PARTE GLI INCUBI, LA CLASSIFICA VA AFFRONTATA A VISO APERTO

L’amaro sapore della 4.a sconfitta su 5 gare di questa pazza serie A cade sul Frosinone e non può essere solo il valore mondiale della Juventus a lenire il rammarico, il rimpianto ed anche il dolore per una classifica che pressa da vicino i giallazzurri. Ancora una volta il Frosinone paga qualcosa nell’economia dei 90’: ad un tempo (il primo) giocato con buona intensità anche in ampiezza pur nelle evidenti difficoltà derivanti dal gap tecnico, ha fatto da contraltare una ripresa nella quale i giallazzurri hanno gettato l’àncoratroppo presto, costretti dall’uscita di Maiello (solo quella?) a scegliere l’opzione di intasare ancora di più gli spazi, chiudere i boccaporti, alzare una tripla diga davanti all’area. In questa condizione si è inevitabilmente innescata la ‘mamma di tutti gli arretramenti’, vale a dire la poca circolazione di palla condizionatadall’infortunio del metronomo napoletano.Nonostante il grande impegno profuso da Crisetig, le legnate di Hallfredsson e gli strappi di Chibsah. Per effetto domino Perica – che nel primo tempo aveva anche sfiorato il gol andandosi a costruire l’azione e poi passando a raccogliere il cross di Molinaro e che comunque aveva duellato senza ritegno dandole e ricevendoleè stato lasciato costantemente tra due o tre cerberi bianconeri. E ancora, Molinaro e Zampano notevolmente schiacciati rispetto al primo tempo non si sono più affacciati nella metà campo avversa e Campbell all’improvviso ha smesso di ciondolare pericolosamente tra le linee della Juve come aveva fatto diverse volte nel primo tempo. Dall’altra parte l’ingresso di Bernardeschi ha modificato da solo il volto alla squadra di Allegri.

UN MOTTO: CLASSIFICA NON TI TEMOBeninteso, quanto alla prospettiva della classifica,le distanze di sicurezza non sono siderali e c’è la certezza che anche un punto di assoluto prestigio,accarezzato domenica fino a 9’ più recupero dal termine, avrebbe potuto scatenare una reazione incredibilmente benefica nel morale di tutto l’ambiente, squadra in primo luogo. Ma così non è stato ed è anche un destino che la Juventus, tre delle quattro partite vinte con i canarini sia riuscita a sbloccarle nel finale di gara. Ma quella classifica non deve essere considerato un incubo, un cammino lastricato di cocci e vetri rotti piuttosto dovrà stimolare tra i giallazzurri la voglia di sfatare qualche tabù.

LA ROMA E LA CRISI SOLO DI FACCIATA, IL FROSINONE E LE RISPOSTECome se non bastassero i problemimercoledi sera avversaria del Frosinone sarà la Roma che vogliono far passare per una squadra in crisi. Magari lo sarà in termini di risultati e di gioco, ma quell’organico giallorosso è come una miccia sempre pronta ad innescarsi. Il Frosinoneda parte sua ad oltre un mese dall’avvio del campionato deve iniziare a dare le prime risposteche disse di voler vedere il tecnico Longoportando a regime il motore della macchina: la prima in termini di durata generale (approccio, atteggiamento, intensità, letture, capacità di soffrire) nell’arco dei 90’, la seconda in termini di punti. Anche se la Roma in casa non vince dal 28 aprile (4-1 al Chievo) e finora in questo campionato ha ottenuto 2 pareggi contro un’Atalanta che viaggiava col vento in poppa e un Chievo che la settimana successiva – con l’Udinese (0-2) – non ha confermato quanto di buono fatto all’Olimpico, la formazione di DiFrancesco rimane accreditabile alle primi 5 posizioni. Non c’è da stare allegri ma, senza troppo ironizzare sui… cognomi, per fortuna la Juventus con annessi e connessi è passata.

Giovanni Lanzi

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