NESTA, ANALISI E GIUDIZIO: “ABBIAMO TANTO PESO ADDOSSO MA MERITAVAMO DI VINCERE”

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FROSINONE – Arriva prima il tecnico del Venezia, Alessio Dionisi, in sala stampa. Incassa i complimenti e li impacchetta con il punto che riporta in Laguna con una buona dose di fortuna E quindi la volta di Alessandro Nesta. Che non è certo il ritratto della felicità dopo 98’ tesissimi. La squadra ha risposto al massimo dei giri dopo aver conquistato il pari. E quell’1-1 il tecnico canarino lo sente anche stretto per come sono andate le cose.

Mister Nesta, ci aggiorni sulle condizioni di Dionisi.

“Dionisi ha preso un colpo forte, bisognerà valutare. Non sono stato negli spogliatoi” (Massimiliano Martino dell’Ufficio Stampa comunicherà poi che Dionisi è stato condotto in Ospedale per gli esami strumentali di rito, ndr).

Quattro punti in 4 partite. In perfetta media salvezza. Non ci piove. Diluvia invece quanto al gioco espresso dalla squadra.

“Sicuramente oggi a livello di gioco non abbiamo fatto una buona partita. Ma alla fine meritava il Frosinone di vincerla. Nel primo tempo tiri loro pochi e tiri nostri altrettanto pochi. Ma nel secondo tempo, tiri nostri tanti e tiri loro solo quello del gol. A Chiavari l’abbiamo condotta un po’ meglio debbo dire. E’ un momento in cui siamo pesanti di testa. Cercheremo di analizzare la situazione e trovare una soluzione. Ma non abbiamo raccolto quello che potevamo”.

Non si è dato una spiegazione perché la squadra ha iniziato a giocare solo dopo essere andata sotto?

“Trovare continuità dipende solo da un fatto mentale. Togliere le scorie dello scorso anno è fondamentale. Questo lo dico da inizio anno. La mentalità è importante. Ma tra il dire e il fare non è certamente facile. Dovrò essere bravo io a motivare i ragazzi e far scattare in loro la scintilla giusta”.

La scelta di Brighenti a destra ha portato a giocare nel primo tempo con tre dietro. Tenendo altissimi Paganini e Beghetto aveva l’intenzione di attaccare i due esterni con la superiorità sulle fasce oppure è stato dettato da altro?

“Volevo cambiare qualcosa. Nel primo tempo qualche spazio lo abbiamo trovato. Sicuramente dobbiamo fare meglio. Soprattutto in quelle situazioni nel finale. Per me conta lo spirito. E per questo dobbiamo crescere tutti”.

La contestazione che c’è stata alla fine non la ricordiamo così rumorosa (ve ne sono state altre invece e ben più rumorose, ndr). Pensa che posso essere un pungolo, un bagno di umiltà per la squadra e per lei?

“Va bene il pungolo, non ci sto quando si parla di bagno d’umiltà. Io credo che la tifoseria abbia visto una squadra che va motivata. I tifosi hanno dato un segnale, ci riflettiamo. Ma l’umiltà ce l’abbiamo, non vi preoccupate”.

Abbiamo ravveduto un po’ di confusione e poca lucidità. C’è difficoltà da parte sua a far passare il messaggio o della squadra di recepire quello che dice?

“Abbiamo fatto partite e giocate migliori. Non abbiamo giocato bene, questa è la verità. Non vendo fumo. Sappiamo che non otteniamo risultati. E’ normale che un po’ di peso addosso c’è. Ma tutto si risolve trovando serenità. Se uno gioca con ansia è normale che va a vuoto. Ad inizio anno siamo andati bene a livello di gioco. Ora stiamo calando”.

Come prepara le gara di Perugia?

“Si prepara come le altre, cercando di fare il meglio. Cercando di motivare la squadra, di farle ritrovare il piacere di giocare. L’importante è che si alleggeriscano di testa, perché poi la gamba va per conto suo e andrà sicuramente meglio”.

Abbiamo visto che Haas e Novakovich li ha richiamati molto durante il primo tempo. Si può parlare di un problema anche per gli attaccanti per Novakovich in particolare al quale chiedeva di rientrare spesso dentro la linea del fuorigioco?

“Novakovich è da poco qui con noi, con lui avremo modo e tempo per lavorare. Quello che non andava nel primo tempo nella fase difensiva l’ho evidenziato”.

Abbiamo visto una eccessiva tranquillità del Frosinone nella gestione della gara invece che affondare il colpo…

“All’inizio abbiamo giocato anche la palla lunga, abbiamo pescato Paganini un paio di volte alle spalle di Felicioli. Non abbiamo solo palleggiato ma lo abbiamo fatto meno di altre volte, questo è vero”.

Il problema può essere la condizione di Ciano e degli attaccanti che non stanno dando nulla in nessuna delle due fasi.

“Bisogna lavorare su tutto. Ci sono stati errori sulle seconde palle, l’agonismo che non era quello ideale. Io credo e lo ripeto che a fare la differenza debba essere l’entusiasmo. Una stagione andata male, molte scorie restano sulle spalle. Bisogna cancellare tutto e ricreare la mentalità di una squadra forte. E’ l’obiettivo principale”.

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