NESTA: “SEMPRE PARTITE COME QUESTA, DEVE ESSERE IL NOSTRO MARCHIO DI FABBRICA”

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SALERNO – Il tempo di un respiro profondo nello spogliatoio. Il tempo di una pacca sulle spalle. E Alessandro Nesta dopo aver pareggiato all’ultimo tuffo una partita stravinta ai punti con Giampiero Ventura si presenta in sala stampa. Ed anche il calcio di rigore non concesso al Frosinone per fallo su Tribuzzi passa in secondo piano. Miracoli di un punto ottenuto con la testa, la sostanza e il cuore.

Mister Nesta, complimenti innanzitutto per la gara. Due stagioni fa il Frosinone ottenne il pareggio su questo campo grazie al gol del suo numero 3 di allora, Crivello. Oggi firma il pari un altro numero 3, Capuano. Un giudizio sulla partita del Frosinone?

“Un ottimo pari per come si era messa la china dell’incontro. Ad inizio partita hanno fatto qualcosa loro ma una grande occasione l’abbiamo avuta noi in parità numerica. Poi c’è stato l’episodio del rigore-espulsione e siamo stati bravi a restare in partita, a non farci ingolosire andandoli a prendere altissimi. E quindi nell’ultima parte della gara abbiamo giocato bene anche con l’uomo in meno. E siamo stati giustamente premiati”.

Quale tipo di indicazione tattica l’ha convinta a giocare a specchio con la Salernitana, quindi col 3-5-2?

“Se si gioca contro il 3-5-2 di Ventura in un terreno di gioco così grande o tieni sempre palla e allora li metti in difficoltà, oppure se la tengono loro hai dei problemi. A noi mancava Maiello, avevano tanti giocatori assenti. Il palleggio non poteva essere la nostra arma migliore. E da qui la decisione di metterci a specchio, peraltro abbiamo sofferto poco”.

Il suo 3-5-2 è durato 30’. Poi è stato costretto a tornare alla difesa a 4.

“Sì, col 4-4-1 dopo l’espulsione di Gori. Però l’esperimento è piaciuto. Ogni modulo io ritengo che possa essere interpretato giocando o non giocando. Ma io dico che anche con il 3-5-2 si può giocare al calcio. Questa squadra d’altronde c’ha giocato per tanti anni”.

Il fatto di rinunciare alla difesa a quattro è stato solo un fatto casuale?

“Anche all’inizio anno volevamo lavorare su due moduli. Opzioni aperte entrambe”.

L’uscita di Djuric ha avvantaggiato il Frosinone?

“Non lo so, forse era stanco. Perché noi abbiamo fatto girare tanto la palla. Lui è alto 1.95 e probabilmente si è stancato. E poi mister Ventura ha pensato che Cerci in contropiede poteva essere più efficace”.

Un giudizio sul rigore concesso alla Salernitana?

“Il rigore mi è parso giusto, l’espulsione non lo so. Anche su noi c’era un rigore di Tribuzzi. E’ andata bene così: la Salernitana gioca bene, ha un grande allenatore. Giocare contro di lui è complicato, credo che lui in questa categoria sia di passaggio”.

Cosa serve per il salto di qualità del Frosinone?

“Dobbiamo recuperare dei giocatori importanti. Come Maiello, come lo stesso Ciano che sta mettendo a punto la condizione, come Szyminski, come Dionisi. E tutti dobbiamo crescere. Ma oggi ho visto che è cresciuto lo spirito, l’ardore. E’ quello che fa la differenza”

Cerci lo ha affrontato da avversario, oggi che Cerci ha visto?

“Sicuramente ha bisogno di lavorare ma lo sa anche lui. Io l’ho incontrato che era un ragazzino, andava a tremila all’ora…”.

Su quale aspetto lavorerà in queste due settimane prima della ripresa?

“Il mio obiettivo è convincere i giocatori a fare questo tipo di partite, debbono essere un marchio di fabbrica. Non debbono esse tre sporadiche, nel momento in cui sei ferito. Devi essere sempre così: sullo 0-0 quando arrivi da tre vittorie di fila lo spirito deve essere questo”.

 

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