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OLTRE OGNI CATEGORIA, CONTANO MAGLIA E APPARTENENZA

Per l’onore della maglia. Recita così un vecchio ma mai ‘demodee’ motivetto della Curva Nord. Lottare per l’onore della maglia. A cinque giornate dal gong del 26 maggio al Frosinone è rimasto solo quello a chi va in campo: onorare tutto il possibile, poco o tanto che sia, e mantenere la schiena dritta, al netto delle defezioni che settimanalmente affliggono le scelte di mister Baroni. L’aritmetica ancora concede la classica fiammella sempre più tenue di speranza. Ma lontano da Frosinone si fanno già i conti: delle tre ipotesi senza appello che si formulano calcolatrice alla mano, addirittura anche se i canarini dovessero riuscire a pareggiare con il Napoli nel lunch match di domenica prossima, le vittorie concomitanti di Udinese, Bologna e Genoa potrebbero aprire loro anzitempo le porte della serie B. Bisogna essere preparati. Lo è la Società giallazzurra che ha posto sotto la lente di ingrandimento un po’ tutto il mondo che la circonda. Al proprio interno ed all’esterno. E’ il modo di intendere il calcio da parte del presidente Maurizio Stirpe: elaborare la stagione nei minimi dettagli, trarne un consuntivo, disegnare le strategie, tracciare un bilancio preventivo per la stagione che verra’, mettere la barra a dritta e soprattutto decidere con chi farlo.

CLUB ALL’AVANGUARDIA IN TRE LUSTRI – Meritare la riconferma per quella parte di organico che non è già con la valigia chiusa (i prestiti) in mano quindi è un passo obbligato. Il Frosinone identifica nel mondo del calcio una Società ed una piazza appetibile. Lo dimostra un dato significativo che deve far ricredere quei giocatori che hanno declinato le offerte del Club la scorsa estate e soprattutto i loro agenti: dalla stagione 2006-’07 la Società giallazzurra ha collezionato 8 stagioni di serie B (di cui una di A2, la prima in assoluto) e 2 di serie A, ha realizzato uno Stadio di proprietà, ha strutturato un modello di Club, ha guardato oltre i confini del territorio. Poi nel calcio si può vincere (la Juventus) o stravincere (sempre se ti chiami Juventus, per ora solo in Italia però) e si può perdere (tutte le altre in buona compagnia) ma quegli aspetti significativi non possono mai essere considerati secondari. Soprattutto se parliamo di un Club piccolo di una citta’ che conta meno di 50mila abitanti.

POVERO DIAVOLO, C’E’ UNA DEA DA CHAMPIONS – Una sbirciata al campionato. La lotta Champions vede una squadra un grande ascesa, l’Atalanta di Gasperini. E una lotta agguerrita con un posto libero per l’Europa dei grandi – l’Inter a meno di harakiri dovrebbe capitalizzare quel +5 sul quarto posto – e tutti gli altri per l’Europa League. C’è anche il Torino a vedersela con un Milan che dovrà dimostrare di aver sostenuto l’uscita dalla Coppa, ammesso che Gattuso ne esca ancora saldamente sulla panchina. La Lazio che colleziona 1 punto tra Sassuolo, Spal, Milan e Chievo – tre partite normali se affrontate nel modo giusto e solo una molto impegnativa – merita di stare ai margini, con la speranza che la 10.a finale di Coppa Italia porti il doppio regalo, il trofeo e un posto in Europa dalla porta di servizio. In basso all’Empoli – in trasferta a Bologna che non vuole farsi scappare il match-point – serve un colpo di teatro per salvarsi, l’Andreazzoli-due non è proprio come Rambo-2 La Vendetta.

SFERZATA, OBIETTIVI E RILANCI DEL PRESIDENTE – La parole del presidente Maurizio Stirpe nei 44’ di diretta social con il Media Center giallazzurro e nell’intervista a Radio Day di mercoledi sera hanno evidenziato un aspetto, su tutti: massima attenzione verso il vero patrimonio del Frosinone Calcio, i propri tifosi. Che hanno compreso il lavoro, gli sforzi ed anche gli errori. Semplicemente perché solamente chi pontifica sul trespolo non ne commette. Il presidente Maurizio Stirpe ha chiesto alla struttura tecnica di “mitigare la sempre più probabile retrocessione, superando i 30 punti”. Ha ammesso nella diretta social di aver detto una bugia, addossandosi in tempi non sospetti quelle responsabilità – con la situazione di classifica che imponeva ad un presidente vero di difendere tutto e tutti – che oggi può affermare di non ritenere certamente sue: “Sono da dividere tra gli attori dello spettacolo in maniera equa”. Interviste al Media Center e a Radio Day hanno centrato anche un altro obiettivo: hanno compattato l’ambiente. Una missione possibile solo a Frosinone, alle soglie di una retrocessione tra i Cadetti, quando a parlare è Maurizio Stirpe. E’ la realtà dei fatti. E poi quelle interviste va comprese bene: non sono una benedizione urbi et orbi per passare ecumenicamente avanti alla… funzione successiva ma suonano da stimolo e da sferzata per tutti a fare meglio, a cambiare passo, a dare di più. Perché oltre la categoria c’è un Frosinone 4.0 che tiene in conto di quell’onore della maglia e del senso di appartenenza.

Giovanni Lanzi

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