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IL PRESIDENTE STIRPE A RADIO DAY: “NIENTE DRAMMI, SENNO’ CI FACCIAMO DEL MALE”

Poco meno di un quarto d’ora. Sempre pacato e chiarissimo. Il presidente del  Frosinone, Maurizio Stirpe, è intervenuto in diretta sulle frequenze dell’emittente Radio Day, nel contenitore ‘Passione Frosinone, rispondendo alle domande dei conduttori Roberto Monforte, Antonio Visca e Andrea Campioni. Sul piatto dell’intervista tanti temi: il momento Frosinone, il campionato di serie B, il mercato, rapporti con l’ambiente, i tifosi, il progetto crowdfunding partito ufficialmente oggi 4 dicembre.

Presidente, ci fornisce una sua analisi del momento, alla luce degli ultimi pareggi e di quanto si è visto sul campo? Che idea si è fatto?

«A mio avviso penso che nell’ambiente si stia drammatizzando un po’ troppo sul percorso compiuto finora dal Frosinone. Tutto ha una logica e seguendo la logica si ottengono anche le risposte che uno cerca. Indubbiamente nelle ultime 4 partite noi abbiamo avuto due tipi di problemi: contro l’Avellino e contro lo Spezia a mio avviso avremmo meritato molto di più e probabilmente degli errori arbitrali abbastanza gravi ci hanno impedito di raggiungere il risultato che meritavamo».

«Nelle ultime due partite invece – prosegue il presidente Stirpe – ci siamo fatti del male da soli. Ma senza considerare che operavamo in una condizione di forte menomazione, avevamo assenze molto importanti ma soprattutto non avevamo a disposizione nel corso della gara dei ricambi quantitativamente adeguati. Abbiamo sofferto questa situazione, l’abbiamo pagata oltremisura e nella gestione di certi episodi potevamo fare molto meglio ma non abbiamo avuto il merito giusto. Se uno dovesse quindi guardare nelle ultime 4 gare potremmo dire questo: con Avellino e Spezia avremmo meritato di vincere, quindi metto 4 punti in più e quindi tolgo il punto che abbiamo guadagnato contro il Cesena. Alla fine si potevano avere 3 punti in più. E saremmo stati primi. In ogni caso è vero che non vinciamo ma è anche vero che non perdiamo. Siamo la squadra, col Palermo, che ha perso di meno. E tutto questo nonostante una situazione non fortunata per gli infortuni e malgrado quello che si dice della partita di sabato, siamo ancora a credito con gli episodi arbitrali. Siamo a due punti dalla vetta ed è quindi prematuro iniziare a drammatizzare. Abbiamo tutte le risorse per fare meglio di quanto sia stato fatto fino ad oggi, importante non mettere su squadra e staff tecnico una condizione di ansietà ingiustificata a mio parere».

Presidente ci dà un giudizio sul campionato del Frosinone fino ad oggi?

«A mio avviso siamo in linea. Quello che ho chiesto al tecnico è stare nella parte sinistra della classifica, possibilmente nella griglia dei playff e arrivare in una migliore condizione possibile nel momento in cui ci sarà lo sprint finale. Fino a questo punto non è che possa fare degli addebiti particolari. Poi è vero, c’è la partita di Empoli che lascia l’amaro in bocca come quella di sabato scorso mi sento di crocifiggere nessuno».

Mancano 4 partite al giro di boa, a suo parere è presto per parlare di calciomercato?

«Noi per quanto riguarda il calciomercato sappiamo benissimo le operazioni da fare, le abbiamo pianificate da tempo. Ricorreremo al calciomercato soprattutto per effetto degli infortuni capitati, che ci hanno privato dei giocatori importanti. Sappiamo dove e come muoverci e cercheremo di dare al tecnico quello che serve già per la prima giornata del girone di ritorno».

Nel suo intervento si fa riferimento alle critiche. Non possiamo dimenticare quanto lei disse a proposito del caso-Tavecchio, parlando di clima giustizialista che probabilmente è eccessivo in ogni ambito. Il suo equilibrio è stato sempre un punto di riferimento nel mondo-Frosinone, i ragazzi sanno di poter lavorare con serenità.

«La nostra è una squadra che si trova a due punti dalla vetta, ha perso solo due partite, ha subìto una serie notevole di infortuni di elementi importanti e secondo me non è stata nemmeno fortunata. Se penso alla gara di Pescara, o di Perugia, a quella con lo Spezia con l’Avellino, allora penso che noi abbiamo ancora un grosso credito per quanto riguarda gli errori arbitrali. Mettiamoci anche la situazione che ha colpito Dionisi o quella di Daniel Ciofani per circa un mese rimasto fuori per infortunio. Poi si può essere scontenti di tutto, magari anche del fatto che vincevamo ad Empoli e abbiamo pareggiato o scontenti di quella di sabato scorso. Ma se guardiamo nel complesso e ci mettiamo ansietà, allora siamo fuori dalla grazia di Dio. E ci facciamo solo del male. La squadra ha bisogno del sostegno del pubblico e di una critica obiettiva ed oggettiva. Non si può passare da un eccesso ad un altro, come vedo leggendo qualche quotidiano di oggi o dei giorni scorsi. Dobbiamo avere fiducia e credere che sia possibile raggiungere risultati importanti. Se ragioniamo così, ammesso che ne avremo la forza e la capacità, forse riusciremo a fare qualcosa. Sicuramente se ragioniamo nel modo che ho visto e leggo, dove ogni partita la dobbiamo vincere per forza, allora dico che non ne vinceremo più una».

Facciamo riferimento alla campagna di crowdfunding: oggi la raccolta sfiora i 300mila euro, circa il 27%. Dato clamoroso.

«E’ un dato che mi rasserena, significa che la direzione delle cose che pensiamo è corretta. E sicuramente mi fa pensare con entusiasmo al futuro nel senso che andremo a realizzare delle opere che avranno il gradimento delle persone che ci stanno investendo dei soldi e che faranno sentire queste opere e lo Stadio sempre più vicini a quelli che sono i desideri delle persone. Abbiamo iniziato bene, speriamo di continuare meglio».

Presidente, lo Stadio: quando il tifoso entra al ‘Benito Stirpe’ si sente davvero a casa…

«Penso che abbiamo fatto un salto di qualità importantissimo, al di là di quelle che erano le mie previsioni. Sappiamo benissimo che abbiamo la possibilità di fare meglio, di arricchire la nostra casa e lo faremo nei prossimi mesi perché questo progetto secondo me sarà importantissimo anche per quello che sarà il futuro del Frosinone. Quindi dobbiamo creare i presupposti affinché sia sostenibile ed autosufficiente il più possibile. Perché come ho più volte detto la squadra è dei tifosi, la Società è dei tifosi. Ed io posso solo essere un traghettatore che deve portare questa Società da una dimensione ad un’altra. Se ragioniamo in questo modo e non ci faremo prendere dalle isterie del momento, legate  ai risultati, noi potremo fare tanta strada».

Ufficio Stampa

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