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QUEGLI 8″ TERRIBILI DI FROSINONE-FOGGIA, IL PESO SU UN CAMPIONATO. MA LA SOLIDITA’ DELLA PROVINCIALE E’ VALORE ASSOLUTO

Al cuore non si comanda. Al cuore dei tifosi ancora meno. Ma tra il sacro e il profano, i miracoli lasciamoli per le cose serie. Il calcio è un gran bel gioco, nonostante si cerchi di mandarlo in malora nel Bel Paese. È vero che muove soldi, passione ed interessi, ma scomodare qualcosa di divinatorio per appellarsi alla speranza di farcela a centrare un risultato positivo, nel caso di specie la salvezza, non è la strada migliore. Il Frosinone è partito da luglio scorso per salvarsi in maniera netta e dichiarata, ha inseguito la salvezza come ha potuto in questi lunghissimi 8 mesi di campionato cambiando anche allenatore, la Società ha fatto il possibile, è stato sul punto di avvicinarsi al carro ma si è fermato nel momento migliore. Ha ripreso a sperare ma al crepuscolo del campionato entrano in gioco anche gli incastri di un calendario che ai canarini reduci da due successi di fila ha piazzato una big col vento in poppa ed alle altre pericolanti delle avversarie che hanno preferito pensare ad altro. Salvo poi battere comunque il passo.  Lo stop di domenica sera con l’Inter per i canarini coincide con la politica dei piccoli passi che possono permettersi il Bologna e l’Empoli che rispettivamente a Firenze e Bergamo, dopo aver rischiato il tracollo, accarezzano anche il sogno della vittoria nel finale (Var ‘ossidato’ dal diluvio al ‘Franchi’ e gollasso fallito da Dell’Orco all’Azzurri d’Italia).

DAL GOL DI FLORIANO AL VANTAGGIO DEL CHIEVO– A sei giornate dal gong di un campionato che lascia parecchi interrogativi su tanti fronti {Giustizia Sportiva, Var, social, meleducazione diffusa, recriminazioni, scalpi mostrati e mai sanzionati e soprattutto divario in termini economici tra i 20 Club ecc} e che sparge veleni settimana dopo settimana, la matematica per ora condanna solo il Chievo. Che nel frattempo incassa i 25 milioni di euro dovuti per il pedigree nella massima serie e volta pagina con 40 giorni di anticipo sulla tabella di marcia. Un vantaggio indubbio per i veneti, se consideriamo che quel mese abbondante di ritardo sulla promozione in A lo scorso campionato è costato a caro prezzo al Frosinone. Oggi molti dimenticano quella situazione di ‘ingessatura’ alla quale fu costretta la societa’ giallazzurra, ma quella dormita collettiva sul gol del foggiano Floriano quando tutti in campo e in panchina pensavano allo champagne, è stata la ‘mamma di tanti i mali’. Come 8” di bambola collettiva sul traguardo possono stravolgere una stagione. Riduttivo quindi – anche se il tifoso va comunque capito – focalizzare l’attenzione sul mercato, su quello che poteva essere e non è stato, su chi poteva arrivare e non è arrivato. Quando una Societa’ di serie A – non per proprio volere – non è nelle condizioni di tradurre per tempo il proprio programma operativo per fatti extracalcistici, va da sè che questo rappresenti un problema che per effetto domino si può ripercuotere sull’intera stagione. Il tifoso del Frosinone queste cose è in grado di capirle.

I TIFOSI, L’ESERCITO DI DECADUTE E IL VALORE DEL FROSINONE – Il tifoso del Frosinone è anche un conoscitore di calcio. E sa che ci sono grandi realtà che al giorno da anni annaspano tra serie B e terza serie. Dal Messina al Padova, dalla Cremonese che ci prova ogni anno al Catanzaro, dalla Reggina al Siena, dalla Reggiana al Piacenza, dal Bari al Cesena che stanno per lasciare la serie D dopo l’inferno della radiazione. Per non citare il Lecce che dopo anni tra Inferno e Purgatorio vede l’Olimpo. Il Palermo stesso che al netto di mille problemi vorrebbe evitare per la seconda stagione di fila le trappole vietnamite dei playoff. Questo cosa significa? Semplicemente che il Frosinone, al di là del risultato sportivo, ogni anno sorpassa il check-point dell’iscrizione in maniera indolore. Mai un dubbio, mai un punto di penalizzazione. Senza che nessuno se ne accorga, tranne l’azionista di riferimento e vale a dire il presidente Maurizio Stirpe. A Frosinone tutto questo si dà per scontato. Ma si dà anche il caso che questo rappresenti un valore. Che altrove sognano. E che qui bisogna apprezzare più di un risultato sportivo.

CREDERCI SEMPRE, ANCHE… DI SCALARE UNA POSIZIONE – Crederci finché è possibile è un obbligo. E credere significa anche provare anche ad agganciare il terz’ultimo posto in classifica. Nell’immediato può avere il valore di niente. Nell’immediato, però. Intanto ‘the show must go on’ e nell’uovo di Pasqua c’è questa trasferta in casa di un Cagliari che al Frosinone tolse due punti meritati nel girone di andata. Un Cagliari salvo, che ha saputo costruire le proprie certezze in casa collezionando colpi e grandi prestazioni. Perché è davanti al proprio pubblico che si costruiscono le stagioni. Il Frosinone già lo scorso anno soffrì per incassare la prima vittoria casalinga, quest’anno si è superato. Per il prossimo bisognerà trovare il giusto antidoto. Ma ci sarà tutto il tempo per pensarci. Quegli 8” maledetti non ricapiteranno…

Giovanni Lanzi

 

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