RIPARTE LA CACCIA ALLE ‘STREGHE’: IL FROSINONE ASPETTA IL BENEVENTO

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Scherzi del calendario in epoca Covid e così tra Frosinone e Benevento c’è il remake a distanza di pochi giorni dalla gara di andata che, all’atto pratico, è stato un recupero. In Terra sannita lo scorso 14 aprile era terminata 2-2 grazie alla ‘remuntada’ giallorossa maturata nei minuti dell’extra-time (doppietta di Di Palma per i ciociari, doppietta di Sorrentino per i campani). Curiosamente la squadra di mister Romaniello non gioca proprio dalla sfida con il Frosinone (il derby con la Salernitana del 17 aprile non si è disputato), quindi probabilmente è un record del mondo che due partite di andata e ritorno in un campionato si giochino in sequenza.

Quel giorno a Benevento si potè ammirare un Frosinone bello, sprecone e con quel pizzico di ingenuità derivante dal fattore-gioventù ma che lasciò però due punti preziosi sul terreno di gioco dei giallorossi. La squadra di Marsella ha messo in preventivo un intensissimo tour de force: sabato scorso ha perso (male) a Chiavari (3-2), mercoledi in uno dei recuperi ha bloccato in casa sul 2-2 la capolista Pescara, un finale che alla truppa canarina va anche abbastanza stretto in considerazione della mole di gioco e delle azioni da gol collezionate (e sfumate per un po’ di imprecisione). Non c’è tempo per respirare e così per dare fiato ad una situazione di classifica che, ad onor del vero, non rende affatto merito alla brillantezza generale con la quale Trovato & soci affrontano le gare. Il Frosinone si presenta all’appuntamento con 17 punti in classifica, i sanniti ne hanno 21 (con una gara in più) e strizzano l’occhio alla parte della graduatoria che conta anche se l’impatto visivo attuale deve tenere conto dei tanti recuperi da disputare. Torna dalla squalifica il centrocampista Bruno, per il resto non ci saranno ancora Santi, Maugeri, Vilardi e Selvini. La formazione di Marsella ha le carte in regola per giocare un finale di stagione di spessore, sarà però una priorità continuare a tenere l’attenzione massima per tutto l’arco della gara.

Giovanni Lanzi

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