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SALVINI PRESENTA IL TRIS DI ARRIVI: ”CENTROCAMPO MIGLIORE DI SEMPRE, FROSINONE TRA LE PIÙ ATTREZZATE. LA PUNTA? VALUTEREMO TUTTO”

FERENTINO – Conferenza pre-ferragostana alla Città dello Sport. Importante come lo sono tutte, d’altronde. Lunga. Articolata addirittura in tre parti. C’è il direttore dell’Area Tecnica, Ernesto Salvini, che dà l’imprimatur societario agli ultimi tre acquisti (Haas, Eguelfi e Rohden). Ma non solo.

“Sicuramente non è uno dei giorni migliori per trovarci ad una conferenza stampa ma probabilmente – dice Salvini rivolto alla platea di cronisti – sarete forse tra i pochi giornalisti in Italia a poter dire qualcosa di nuovo domani sui vostri media. Credo – e qui Salvini tocca la prima parte del capitolo-mercato, quella appena consolidata con i tre innesti delle ultime ore – che con gli ultimi due ritocchi noi abbiamo risolto, grazie agli sforzi del presidente Stirpe ed al lavoro di Alessandro Frara, il problema relativo ad un reparto che, nella storia del Frosinone, è sempre stato abbastanza deficitario sotto il profilo delle caratteristiche e della numericità nel corso degli anni. Con gli arrivi di Haas e Rohden, in aggiunta a quello che avevamo fatto già prima sul mercato ed in considerazione di quanto faceva già parte del nostro organico, non so se saremo tra le più forti della serie B ma sicuramente siamo tra le più attrezzate e candidate all’ottenimento del risultato finale. A livello numerico, di qualità e di forza, la composizione del reparto di centrocampo mai come quest’anno ha trovato la sua ‘quadra’ in maniera ottimale e potrà rappresentare un grande patrimonio per tutta la squadra (e per la stessa Società, ndr). Se è vero che da lì nascono forza e idee, pensiamo di aver messo a disposizione tutto il possibile al tecnico, in modo da affidargli un reparto forte (e complementare, ndr). E’ vero che i risultati sono un’altra cosa ma oggi c’è da essere contenti di quello che abbiamo fatto. Dobbiamo presentare anche Eguelfi, un laterale sinistro. Siamo andati a cercare, con lui, caratteristiche diverse in base a quello che avevamo già in casa. Sia sull’out di destra che di sinistra. E secondo noi abbiamo trovato il giusto equilibrio tra le qualità di Eguelfi e la sua voglia di rimettersi in discussione dopo qualche problema fisico”.

E dopo l’intervista ai tre nei giallazzurri (che riporteremo nella seconda parte, ndr), la domande si concentrano di nuovo su Salvini. Mercato e… mercato. Il dirigente giallazzurro non è solitamente parco di parole. Ma in questa occasione centellina anche le sillabe. Arriva al punto di ripetere concetti e lo fa in maniera molto semplice. Proprio perché questa fase di mercato – senza nulla togliere al lavoro eccellente svolto finora in entrata e in uscita dal presidente Stirpe, Salvini e Frara in sinergia con Nesta – è ancora più delicato. Salvini se avesse una lavagna a disposizione utilizzerebbe anche i disegnini perché il messaggio da veicolare è questo: l’attaccante – ultimo presunto tassello di un organico già forte – potrà arrivare, ma se la famosa ‘combinazione di cellule’ non sarà ottimale (qualità, caratteristiche sia complementari che funzionali all’attuale rosa), si potrà guardare al futuro con altrettanta fiducia perché l’ottimo percorso di crescita di questo attuale gruppo (tradotto: la sintonia tra tutti, ndr) merita attenzione.

Direttore Salvini, lei ha parlato del centrocampo più forte della B, ora ci vuole la ciliegina sulla torta: sarà un attaccante straniero o italiano?

“Premesso che lo dissi già e lo ripeto: per quello che mi riguarda non farei un dramma se il reparto offensivo rimanesse come è attualmente. Perché comunque è composto da giocatori molto appetibili in questa sessione di mercato, anche da club di serie superiore ma soprattutto da nostre concorrenti. Tutto questo dà la dimensione della qualità e della forza dei giocatori di cui stiamo parlando. Dopodiché bisogna fare una riflessione che deve andare più in profondità: quando si cerca di riorganizzare un gruppo, non si tratta soltanto di affrontare uno scambio di figurine o il tentativo di tappare una falla laddove magari esiste. C’è invece alle spalle un ragionamento logico. Ed io allora mi chiedo: dove è scritto che, inserendo un altro tipo di calciatore, un altro tipo di attaccante, con caratteristiche vicine ad un ‘rapace’ d’area di rigore, questo innesto non possa farci perdere la qualità delle giocate, delle manovre, degli scambi che abbiamo visto nelle partite contro Ascoli e Carrarese? Bisogna tenere presente – puntualizza Salvini, che di acqua passare sotto i ponti ne ha vista tanta se fa certe affermazioni – gli equilibri dentro un gruppo”.

E qui il direttore dell’Area Tecnica spiega il percorso di valutazione e la strategia della Società.

“Stiamo valutando la possibilità di arrivare ad un attaccante ma non con l’incombenza di chi, se non dovesse riuscire in questo intento, ha davanti a sé una incompiuta. Al momento non vediamo in campo a esempio un giocatore come Dionisi perché ha subìto un infortunio. Ma lui sta recuperando benissimo, al netto del problema fisico ha una voglia ed una disponibilità eccezionali e lo considero una grande risorsa. Vediamo in lui una mentalità importante. Sono poi un tifoso di Trotta e piano piano lo diventerete tutti. Il ragazzo sta svolgendo già un grandissimo lavoro. Magari gli manca il gol ma è solo questione di tempo. Se andate a rivedere il gol di Ascoli e quelli con la Carrarese quasi sempre c’è il suo zampino. Questo non significa che uno non debba cercare il massimo, anche sotto il profilo delle alternative”.

Salvini prosegue con le spiegazioni. “Faccio un esempio: in mezzo al campo sarebbero stati necessari due innesti, ne abbiamo fatti tre per dare ampie possibilità al tecnico e per creare competizione. Nel reparto offensivo c’è la possibilità di fornire lo stesso topo di alternative, ma questo passaggio merita un’attenta riflessione. Prenderemo la decisione finale, come abbiamo sempre fatto nel Frosinone con la Presidenza e lo staff tecnico, ma per arrivarci c’è bisogno da fornire a chi prenderà poi la decisione (il presidente Maurizio Stirpe, ndr), le varie possibilità. Che spaziano da attaccanti affermati  o meno affermati nel calcio italiano e quindi anche più giovani ma spaziano molto anche all’estero, attraverso ricerche importanti. Ma solo sul territorio europeo. Anche perché quel tipo di calcio si avvicina molto al nostro. Abbiamo Frara che, a tal riguardo, farà un tour la prossima settimana in varie nazioni europee andando a vedere quelli che sono le possibili alternative, individuati con i nostri metodi di ricerca. Cosa, questa, importante, perché studiare dal vivo un giocatore è diverso che analizzarlo dalle fonti ufficiali”.

Il discorso riguarda la numericità di attaccanti, considerando che Ciano è in trequartista. Nessuno discute Dionisi, ma visto che si è fatto tanto…

“Su questo aspetto mi trovate d’accordo. Bisogna pensare alla quantità oltre che alla qualità. Alternativa significa avere un giocatore che non faccia sentire l’assenza del titolare. In questo caso anche numericamente parlando. Però è anche vero che ci stiamo permettendo il lusso di collocare Ciano come trequartista ma, se abbiamo detto che il centrocampo è ricco di alternative, a quel punto Ciano potrebbe essere una delle due punte. La nostra paura – e qui Salvini punta ancora il discorso sull’equilibrio del gruppo – è quella di andare a rompere un percorso che sta nascendo, anzi sta uscendo dallo stato embrionale e sta mostrando caratteristiche forti. Se ci sarà comunione di intenti tra tutte le componenti, nessuno negherà un attaccante in più. Poi, una volta preso atto che è corretto prendere un altro attaccante ma solo sotto l’aspetto numerico, bisognerà vedere che tipologia di giocatore, sia sotto il profilo fisico che quello dell’età. Io ritengo che tra Dionisi e Trotta ci sia già l’attaccante di riferimento e Ciano, sono convinto io come lo è tutta la ‘critica’ del calcio, finirà in doppia cifra. Il lavoro che stanno facendo staff tecnico e calciatori ha fatto vedere che questa squadra porta a finalizzare tutti, anche chi arriva dalle retrovie. Ripeto: stiamo lavorando ma non è un problema vitale ma esclusivamente gestione tecnica. La scelta sarà molto, molto ragionata”.

Le uscite invece? Ce ne sarà almeno una in difesa?

“In questo momento ci sono due reparti dove siamo un po’ ‘fuori’: centrocampo e in difesa. La composizione numerica però si analizza poi a seconda di come procede la stagione. Per le uscite avevamo stabilito, aziendalmente parlando, che il 10 agosto doveva essere il termine ultimo. Quel termine era stato messo in funzione di permettere al tecnico di lavorare in condizioni ottimali in vista delle competizioni ufficiali. Promessa mantenuta. Proprio perché centrocampo e difesa hanno eventualmente un esubero numerico, potremmo prendere in considerazione anche richieste fuori tempo massimo. Ma solo perché possiamo permetterci di ragionare su due esuberi”.

Giovanni Lanzi

I parte

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