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SALVINI PRESENTA NESTA: “HA QUALITA’ E CAPACITA’, CON LUI PER APRIRE UN CICLO IMPORTANTE”

FROSINONE – E’ il giorno di Alessandro Nesta. Sala conferenze dello stadio Comunale ‘Benito Stirpe’ sold-out. Come si conviene ad una ‘prima’. Ma il particolare che Nesta nella sua carriera da calciatore abbia vinto tutto – dalla Coppa Baby fino alla Coppa Intercontinentale passando per Coppa del Mondo, scudetti e Champions a go-go – riveste pur sempre un appeal particolare.

A fare gli onori di casa, prima che Nesta entri sulla scena, è il Responsabile Area Tecnica, Ernesto Salvini. Alla sua sinistra il suo collaboratore Alessandro Frara.

«Voglio fare una piccola introduzione – ha esordito Salvini -. Credo che sia corretto soprattutto per rispetto dell’azienda-Frosinone e del Presidente che ha stabilito determinati ruoli e l’organigramma un po’ particolare. Però proviamo anche a porci una domanda: quante volte il Frosinone ha dato il via a delle iniziative e particolarità che poi fanno fatica ad andare oltre il casello autostradale, mentre quando qualcuno più importante di noi le va a replicare allora hanno una casa di risonanza diversa».

Il ragionamento di Salvini è articolato, parte da lontano per spiegare anche certi ruoli nel Frosinone che ancora non sono stati metabolizzato dall’esterno: «Capisco che siamo tutti abituati ad avere la figura del direttore sportivo all’interno di un Club di calcio. Io il d.s. l’ho fatto in Interregionale nel 1988-’89 ed ho svolto quel ruolo per parecchie stagioni. Le Società dell’epoca erano molto diverse rispetto ad oggi: c’era un presidente, un Direttore Sportivo e un Segretario. Ed era normale che la figura del ds accentrasse tutto ciò che ruotava attorno al mondo di un Club di calcio. Il Presidente in sostanza era il soggetto che firmava gli assegni, probabilmente nemmeno conosceva tutti i calciatori. Oggi il calcio si è evoluto. Anche se le regole vigenti non danno il segno del cambiamento che c’è stato. Attualmente con l’attestato di d.s. si va ad identificare ogni figura presente in una Società. Ma in un Club sono tante le figure che hanno bisogno di essere prima di tutto dei Direttori Sportivi per diventare contrattizzati. Dal Responsabile di Marketing al Responsabile del Merchandising fino al team manager passando per il Segretario, il Responsabile del Settore Giovanile e tante altre ancora. Nel Frosinone ci siamo modernizzati e nella fattispecie anche per un motivo particolare. Quando da Responsabile del Settore Giovanile passai a Direttore Generale, la prima cosa che il presidente Stirpe mi disse con grande delicatezza fu la seguente: quest’anno un po’ di responsabilità te le tolgo per tutelarti. E scelsi un ruolo a metà tra la figura del Direttore e Responsabile delle Risorse umane».

Ecco quindi l’organigramma di vertice dell’Area Tecnica. Senza più dubbi o fraintendimenti: «Questo tipo di operazione è stata fatta anche con Alessandro Frara, che per mio conto ha tutte le carte in regola per diventare un ottimo direttore sportivo. Ha le caratteristiche per ‘sopravvivere’ a me, lui è molto legato al Frosinone. Però è chiaro che come prima stagione sarebbe stato complicato affidargli un ruolo di prima linea. In tanti Club le strategie si decidono in 3-4 persone, ognuno con le proprie specializzazioni, ognuno che mette a disposizione dell’Azienda la propria esperienza. Esattamente è il modo in cui ragiona il Frosinone da otto anni a questa parte. Poi le cose si possono fare bene o meno bene. Nel calcio non si può parlare mai di infallibilità. L’organigramma del Frosinone, ricapitolando, prevede tre figure: la mia come Responsabile dell’Area Tecnica, quella di Alessandro Frara in qualità di collaboratore con delega alla prima squadra e di Emanuele Fanì come collaboratore con delega al Settore Giovanile. Io in sostanza sovrintendo questi due settori, anche per una certa esperienza ed anzianità nel Frosinone che ho acquisito. La prossima sarà la mia 13.a stagione in giallazzurro, spero anche fortunata».

Salvini ha  quindi ribadito un concetto in riferimento a boatos degli ultimi giorni: «Prendendo spunto dal comunicato del Frosinone di domenica scorsa, saranno i legali del Frosinone e il presidente Stirpe a dare tutte le spiegazioni del caso qualora lo ritengano opportuno».

E’ quindi la volta delle domande dei cronisti a Salvini.

Cosa vi ha spinto a scegliere Alessandro Nesta.

«La prima cosa che ci ha portato a lui è stata quella di non andare a fare cose scontate. Il Frosinone aveva optato per un tecnico emergente, è nel mio dna cercare queste soluzioni. Ma se c’è una cosa che mi riesce bene è avere l’intuizione giusta nell’affidare i compiti e sono sicuro che sarà così anche con Alessandro Nesta. Nel Frosinone degli ultimi sei anni molti, nei diversi ruoli nel Frosinone, sono stati assunti da me. C’era questa volontà di aprire un ciclo con un tecnico giovane che aveva dato dimostrazione di unire qualità a capacità di ottenere risultati. C’è stato un problema burocratico (Caserta, ndr) ed abbiamo iniziato questo ‘casting’ come lo chiamate voi: il primo aveva caratteristiche un po’ diverse per il tipo di esperienze, quindi ci sono stati due nomi di allenatori che rispondevano alle caratteristiche più vicine alle nostre. Gente capace, gente che ha tanta voglia e gente che sarebbe venuta a Frosinone per considerarlo un trampolino di lancio. Le qualità umane e tecniche degli allenatori che abbiamo contattato sono di primissimo livello, lo voglio sottolineare. La scelta è caduta su Alessandro perché ci dà le maggiori garanzie ed è quella che ha unito tutti i punti. Il biennale senza condizioni è un punto di partenza importante: ci pare il tecnico e lo staff giusto per aprire un ciclo importante per dare nuova linfa ad una rosa che, tranne alcune situazioni, rimarrà l’ossatura del prossimo Frosinone».

Il 30 giugno termina l’accordo con Capozucca. Con chi ci dovremo relazionare dal 1 luglio?

«Se dal 30 giugno le stagioni terminano, decadono anche i contratti. Stefano credo sia indirizzato verso una piazza importante e io glielo auguro. Ma per evitare che siate condizionati dal mio modo di vivere questo mondo della Comunicazione, cercheremo di trovare il modo di restare sempre informati. Saranno giorni pesanti ma rispettiamo il vostro lavoro».

Giovanni Lanzi

I parte

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