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SPIRITO DA BATTAGLIA RISPOLVERATO, GOL COSTRUITI ANCHE DALLA PANCHINA: IL FROSINONE RIMETTE LA SALVEZZA AL CENTRO

“La luce in fondo al tunnel”, “accesa la fiamma della speranza”, “dimostrata la voglia di esserci”, “il gruppo che diventa squadra o viceversa”. Chiamatelo come volete ma il 3-0 del Frosinone al ‘Mazza’ di Ferrara – e non sul campo di una squadra qualunque, giusto per ridare a Cesare quello che è di Cesare – è la vittoria della sintesi cercata e trovata da Moreno Longo. Bravo in questo mese abbondante di ritiro a fare delle scelte anche forzate da problemi fisici, bravo anche a veicolare nei ragazzi gli obiettivi e le intenzioni della Proprietà che evidentemente non erano ancora stati del tutto assimilati. Bravo a tirare fuori dal cilindro e caricare a  molla giocatori che si sono rivelati (alcuni) e sentiti (altri) nuovamente importanti nell’economia dello scacchiere giallazzurro nelle ultime settimane. Prendendo a prestito la famosa frase dall’attuale tecnico dell’OM, Garcia, il Frosinone “ha rimesso la Chiesa al centro del villaggio”. Cioè la salvezza da conquistare con tutte le armi a disposizione. Adesso però bisogna cercare di mantenerla in quel ‘centro’ virtuale il più possibile, resistendo agli attacchi che arriveranno da qui fino alla fine del girone di andata, quando il break farà capire dove il Frosinone sarà arrivato e come vorrà guardare all’altro campionato che scatterà da gennaio a maggio. Nell’immediato, nella scaletta dei giallazzurri e di Longo, c’è la necessità di continuare a dare un significato alla stagione che – ci permettiamo di obiettare – non è iniziata domenica a Ferrara solo perché si è vinto ma già da qualche settimana. E bisognerà farlo a partire dalla prossima sfida di Parma, dove Sportiello & soci troveranno una squadra affatto in disarmo nonostante il 3-0 rimediato a Bergamo se è vero che sullo 0-0 sono stati i ducali a sperperare almeno 3 grandi occasioni da rete.

CAMPBELL COME BONINSEGNA, CIANO COME RIVERA – A Ferrara è piaciuta – prestazione e gol a parte ad una squadra che alla vigilia della 10.a giornata aveva incassato gli stessi gol del Napoli –  la capacità del Frosinone di leggere con attenzione tutte le fasi di gioco e di soffrire, combinazione mostrata soprattutto quando la formazione di Semplici ha pensato in avvio di spingere a folate e affondare nel cuore di una difesa che, lo dicono ancora i numeri di oggi, è tutt’altro che la migliore del campionato. Ma il livello di tutti giallazzurri adesso è cresciuto, non solo perché nelle ultime 4 partite ha realizzato una media 2.2 gol a partita. Non era facile per la difesa tenere a bada un attacco che nonostante gli appena 8 gol siglati (che hanno fruttato però 13 punti, massimo rendimento) può vantare nazionali (Petagna e Lazzari), giocatori che in A hanno in pedigree (Paloschi) e una punta come Antenucci che contro il Frosinone nel suo passato ha avuto sempre un feeling del gol particolare. La squadra di Longo vinto i duelli che bisognava vincere, ha fatto sentire il fiato sul collo dei biancazzurri emiliani, ha raddoppiato e triplicato gli sforzi mandando in tilt e facendo perdere le certezze, con le giocate di Campbell e Ciano e le sportellate di Ciofani, la retroguardia di casa. Prima lavorata ai fianchi, poi incrinata e quindi aperta in mezzo da Chibsah. Il 2-0 di Ciano ha riportato al gol di Rivera in Italia-Germania a Messico ’70 con Campbell nelle ‘vesti’ da Boninsegna, il 3-0 di Pinamonti ancora più bello perché – al di là della prima volta del ragazzo di scuola Inter – ha visto coinvolti due dei tre giocatori entrati in corsa dalla panchina. A proposito di Cassata, ancora bravo Longo a motivarlo alla vigilia con quelle dichiarazioni in conferenza stampa. A conferma che tutti si sentono titolari, a conferma che lo spirito da battaglia del Frosinone, probabilmente unico nel suo genere, è stato finalmente rispolverato dal cassetto.

L’ANTI-JUVE E’ UNA COPPIA – La giornata chiusasi con la larga vittoria dell’Inter su una Lazio troppo condizionata e frenata dalle assenze illustri e presenze poco palpabili, ha proposto un’accoppiata a -6 della Juve versione ‘hannibal’ anche ad Empoli: il Napoli agguantato dai neroazzurri di Spalletti a quota 22. Alla Roma non è riuscito di difendere il vantaggio al San Paolo come non è riuscito alla Samp in casa di un Milan che ha assunto finalmente le sembianze di ‘Ringhio’ Gattuso. Giornata di pareggi in Torino-Fiorentina (1-1, granata a recriminare), Genoa-Udinese (2-2 con De Paul in grande spolvero) e Sassuolo-Bologna (2-2, con fuochi d’artificio all’inizio ed alla fine). Il Chievo infine non regala ancora punti a Ventura, sconfitto nel catino di Cagliari.

Giovanni Lanzi

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