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STIRPE: “IL 4 DICEMBRE SCATTA LA CAMPAGNA DI MINI-BOND”. TUTTE LE NOVITA’

FROSINONE – Il Frosinone Calcio ha presentato oggi, presso la ‘hall conference’ dello stadio ‘Benito Stirpe’, con il supporto di Tifosy – la prima e unica piattaforma di crowdfunding online interamente specializzata in sport e autorizzata dalla FCA – la prima campagna di crowdfunding di mini bond ma sviluppata per un Club sportivo in Italia.  Una iniziativa che mette i tifosi e la comunità al centro dei progetti della Società, consentendo a tutti di investire sottoscrivendo delle obbligazioni e quindi supportando finanziariamente lo sviluppo di progetti di cui gli stessi tifosi ne possano beneficiare. Gli investitori riceveranno dei vantaggiosi ritorni finanziari quali l’8% di interessi su base annua, suddivisi fra il 5% in contanti e 3% in credito del club. Inoltre vi saranno altri benefici di marketing quali il proprio nome nella “Wall of Fame” allo Stadio Benito Stirpe.  La campagna andrà ‘live’ il prossimo 4 dicembre e consentirà a tutti i tifosi e tutta la comunità di investire e partecipare a questo percorso di crescita insieme alla società. Alla conferenza stampa hanno presenziato il presidente Maurizio Stirpe, il direttore Salvatore Gualtieri e il dottor Nicola Verdun di Tifosy. In sala il direttore Area Finanza, Rosario Zoino. E a conferenza stampa iniziata – trattenuto da impegni inderogabili – è arrivato il vice presidente del club, Vittorio Ficchi.

IL VIDEO IN ANTEPRIMA – Prima degli interventi, luci spente e tutti in silenzio: è stato il momento di un video emozionante ed emozionale che sarà il testimonial della campagna di mini-bond. Scorrono sullo schermo le immagini prodotto da Tifosy: la città di Frosinone, le parole del presidente, la Curva, i tifosi, il nuovo stadio e ancora le parole di Frara, Daniel Ciofani e flash indelebili di questi anni di presidenza Stirpe. La sintesi finale del video arriva sulle parole del presidente Stirpe: “Abbiamo voluto provvedere al finanziamento di una serie di opere complementari al ‘Benito Stirpe’ attraverso questa modalità dei mini-bond per far aumentare l’interesse e il senso di appartenenza dei tifosi. Potevamo scegliere modalità alternativa, abbiamo individuato questa strada attraverso la quale i tifosi debbono sentire questo luogo come se fosse casa loro. Ci sono tante ragioni per sentirsi coinvolti in questo tipo di investimento, la principale è quella di dire che se si ha rispetto ed amore, passione ed entusiasmo verso il territorio e se si vuole non vivere tutte queste vicende da spettatori ma essere a volte dei protagonisti, allora si debbono fare dei sacrifici, sapersi mettere in gioco, saper dare la disponibilità per pretendere. Spesso noi, nel calcio soprattutto, pretendiamo quando non si dà nulla e quando non si dà niente non è possibile pretendere”.

Fin qui il video che farà parte della campagna al via il 4 dicembre, data che ha annunciato lo stesso presidente Stirpe in conferenza.

STIRPE: UN PROGETTO PER ESPRIMERE VICINANZA – “Ci sono poche cose da aggiungere dopo questa proiezione – ha esordito il massimo dirigente giallazzurro -. Come ho già detto, potevamo optare per una modalità di finanziamento differente. Ma non lo abbiamo fatto, per tante buone ragioni. Perché bisogna iniziare a tastare il polso alla gente, per capire se abbiamo iniziato un percorso nuovo con i nostri sostenitori, indipendentemente dagli impulsi che gli azionisti periodicamente potranno dare. La finalità di questa operazione è quella di realizzare le opere che non è stato possibile realizzare. Innanzitutto il completamento di questa parte della pancia della tribuna, con un Centro Medico destinato a coloro che gravitano attorno al mondo del Frosinone. Questa zona specifica sarà soppalcata, nella parte superiore si darà luogo alla realizzazione di un ristorante aperto sette giorni su sette. Sono tutte opere che vengono a completare tutto ciò che insiste su questa parte della tribuna centrale. Nell’area della Tribuna Est – prosegue Stirpe – vorremmo realizzare il Frosinone Village, al quale si aggiungerà il completamento dell’anello che c’è attorno allo Stadio comprensivo di marciapiedi, asfalto, zone nelle quale si potrà correre, quindi ancora il rifacimento dell’illuminazione e la realizzazione di spogliatoi e docce con toilettes per le tante persone che solitamente svolgono attività motoria in questa zona. Naturalmente emerge anche il problema della famosa strada di collegamento, la nostra ambizione è di avere la possibilità di intervenire su questo versante”.

Stirpe dà una stima del progetto: “Abbiamo stimato un costo complessivo di queste opere variante tra un milione e un milione e 300mila euro. Come ho detto potevamo scegliere altre strade di finanziamento: intervenire come azionisti o attraverso il sistema bancario e invece abbiamo scelto la piattaforma di crowdfunding. Per collegare sempre più i stakeholders (portatori di interesse, ndr) e la struttura. Solamente se uno inizia ad avere un senso di appartenenza potrà apprezzarlo, preservarlo e gli vorrà dare quella possibilità di sviluppare che altrimenti non potrebbe avere. E’ importante legare le persone al luogo di appartenenza. E in questa direzione vanno l’inaugurazione dello Store, i progetti Experience e in questa direzione va il crowdfunding. E se questo permette anche di far guadagnare dei soldi alla gente, allora potremmo dire di essere andati oltre il fine ludico. Voglio ringraziare il dottor Verdun di Tifosy e aggiungo che è un fatto non banale che questo sia il primo caso in Italia. Ci sono tutte le incognite e tutte le opportunità per sviluppare insieme il progetto”.

IL ‘FROSINONE VILLAGE’ E LA FINESTRA SUL LAVORO – E’ il momento dell’intervento di Salvatore Gualtieri. Il Frosinone Village – presentato nello scorso mese di agosto a sponsor e stampa – è tra gli elementi di innovazione al centro di questa campagna di mini-bond: “Il Frosinone Village è un progetto innovativo e aggiungerei un altro termine perché il Frosinone Calcio a tutto questo sta aggiungendo anche il termine di unicità, come lo è il crowdfunding. In cosa consiste? Nasce con due obiettivi. In primo luogo l’intento di portare le famiglie allo stadio almeno 3-4 ore prima dell’evento, il Village dovrà essere un vero punto di incontro. E poi chi vorrà entrare nello stadio vedrà la partita, altri avranno a disposizione i servizi del Village. All’interno del quale vi saranno tutti i contenuti del nostro progetto Experience, tutti i contenuti e la mission del Frosinone Calcio. Il Frosinone Village sarà composto da 8 aree: la prima, grande, è quella degli sponsor, con 12 box, 80% composti di food e 20% di servizi. Per stare nel Village bisognerà essere inseriti nel Club Amici. Questo – dettaglia Gualtieri – permetterà promozione e ritorno economici. Ci sarà un’area per i bambini ed area per i giovani, un ‘corner’ dello Store, un’area hospitality, ci sarà a livello più ampio la promozione del territorio. Presenteremo un’area di monitor, una zona cosiddetta ‘emozionale’, nelle quali proietteremo le nostre attività Experience, quelle del settore giovanile e la storia del Frosinone calcio. E un’area temporanea dove gli sponsor potranno presentare i loro prodotti”.

Tutto è studiato, perché il Frosinone permette anche di aprire una finestra sul mondo del lavoro: “Ma la ‘chicca’, fortemente voluta dal presidente Stirpe molto sensibile al tema della formazione, dello sviluppo, giovani e lavoro: sarà l’allestimento di un box doppio, tutto a spese del Frosinone Calcio, nel quale daremo l’opportunità ai giovani di presentare le loro idee, i loro progetti. Saremo l’opportunità di testare nel Village, a nostre spese, il loro progetto: uno per l’imprenditoria femminile e uno maschile, riservato agli under 32. Se quel progetto funzionerà, al termine della stagione, potranno tradurre al di fuori del Village quel test del progetto. La chiameremo Area Idea Lav Giovani”.

DA LONDRA A FROSINONE, VERDUN: GRANDE ATTESA PER IL LANCIO – Tocca al dottor Nicola Verdun, di Tifosy. Cittadino del mondo, come si definisce lui. Italiano trapiantato a Londra: “Ringrazio il presidente e il Frosinone Calcio per averci affidato questa iniziativa. Io vivo a Londra e chiaramente abbiamo avuto la possibilità di vedere diversi stadi in Inghilterra ma quando siamo arrivati a Frosinone per l’inaugurazione del ‘Benito Stirpe’ siamo rimasti colpiti davvero da questo impianto. Voglio ricordare che Tifosy è l’unica piattaforma di finanziamento destinata ai tifosi,  permette loro di supportare finanziariamente i progetti delle società per diventare protagonisti all’interno della stesse attraverso la passione per i colori della propria squadra”.

E veniamo al modus operandi, come si aderisce? In maniera semplice, serve un minimo di tecnologia a disposizione: “Attraverso la piattaforma on-line sulla quale viene preparata la pagina della campagna, accessibile a tutti, dove i tifosi potranno accedere a tutte le informazioni introduttive necessarie a questa prima fase introduttiva. I tifosi dovranno successivamente registrarsi e poi definire a quale categoria di investitori appartengono. Successivamente torneranno alla pagina della campagna dove potranno aprire e o scaricare i documenti con tutte le informazioni necessarie (finanziarie, legali, marketing) relative alla campagna. In questa fase l’investitore potrà procedere con il proprio investimento, inserendo il valore nell’apposito riquadro. Dopo di che l’investitore procederà con l’inserimento dei propri dati e la modalità di pagamento che preferisce (carta prepagata o bonifico bancario). Il processo si conclude con la approvazione finale dove l’investitore dovrà dichiarare di aver letto quanto andrà a sottoscrivere. Nel caso specifico del Frosinone, le obbligazioni avranno un termine di 5 anni, l’investimento minimo è di 500 euro e multipli di 500. Sarà un’operazione vantaggiosa a favore degli investitori perché parliamo di una percentuale di ricavo dell’8% totale, di cui 5% ogni anno e 3% in servizi che torneranno a disposizione dei tifosi. Abbiamo pensato anche a dare visibilità: tutti gli investitori avranno un nome su una parete ad hoc posta al di fuori dello stadio ‘Benito Stirpe, l’abbiamo chiamata ‘Wall of Fame’. E ci saranno tante altre iniziative, al di là del ritorno finanziario stesso. Avendo conosciuto meglio il Frosinone in queste settimane siamo convinti che vi siano tutte le premesse per sviluppare una campagna importante e vincente.

LE DOMANDE – E’ anche il momento delle domande dei cronisti. La prima è rivolta allo stesso Verdun.

In sostanza si tratterebbe di una vera e propria operazione di carattere finanziario?

“Si tratta di obbligazioni, il ritorno cash del 5% lordo è una cifra molto importante. Questa è un’operazione puramente finanziaria, certo. Il tetto massimo fissato è 1.5 milioni. E la campagna dura tra le sei-otto settimane. Dobbiamo capire se mettere a disposizione degli investitori una persona che indicherà il percorso da seguire”.

Interviene lo stesso presidente Stirpe: “Se andiamo ad analizzare non è proprio una operazione conveniente dal punto di vista finanziario per noi, lo abbiamo fatto volontariamente perché altrimenti avremmo potuto reperire il denaro ad un costo molto più basso. Proprio, come ho detto, per accrescere il senso di identità delle persone”.

Quando vedremo realizzare l’investimento?

“Dodici mesi – prosegue Verdun – dopo la chiusura della campagna verrà

riconosciuto all’investitore il 5% lordo più il 3% di bonus. Ci tengo a tornare sul processo: sembra complicato ma è molto snello. E ripeto: ci sarà un percorso guidato che coinvolga tutti, dal 19enne alla persona meno esperta”.

E il proprietario chi sarà?

“Detto che daremo una risposta a tutte le categorie di tifosi, ribadisco che il sottoscrittore sarà un finanziatore della società che andrà a realizzare queste opere. E il proprietario sarà la Tis, svincolata dalle vicende del calcio, una garanzia per chi investe. E noi abbiamo voluto collegare i tifosi alla infrastruttura e quindi a me – riprende Stirpe -. Il garante sono io, il fil rouge di questa iniziativa. Ci aspettiamo anche investitori dall’estero. Dal Canada ad esempio, dove c’è l’intenzione di inviare Gualtieri per fare una sorta di road show”.

“E’ la prima volta che si fa una cosa del genere in Italia – ripete Stirpe, prima che inizino le domande dei cronisti -, calibreremo anche la durata della iniziativa. Se ci rendiamo conto che le sei-otto settimane non sono sufficienti, allungheremo il tempo. E poi ci sono delle opere che potranno essere realizzate anche a stadio fermo, altre anche in corsa come il Village, come l’anello, la strada”.

Ufficio Stampa

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