UN’ORA DI BUON CALCIO, TANTE MENZIONI MA SOPRATTUTTO AL CORAGGIO. A ROMA CON LA LAZIO UN ESODO COME TRE ANNI FA

 In MAGAZINE - IL PUNTO

Un’ora a viso aperto e senza quell’alone di timore che blocca la testa e le gambe. E da quei 60′ pieni che il Frosinone deve cogliere le note positive del pareggio a reti bianche con il Bologna. Dall’ultimo quarto d’ora del primo tempo a tutto il secondo, nonostante qualche pericolo creato dalla squadra di Inzaghi, si è visto un Frosinone nemmeno lontano parente di quello che aveva esordito a Bergamo. Un Frosinone capace di dialogare, imbastire, costruire azioni pericolose secondo un canovaccio precostituito anche su palla inattiva, leggere senza impaccio le fasi della partita, di muoversi e sovrapporsi senza timori sul fraseggio dell’avversario, sfiorare ripetutamente la vittoria. Anche se… “un’ora sola non ti vorrei” parafrasando la grande Ornella Vanoni, tutto questo può essere una base di partenza verso quella ricerca della condizione fisica e mentale e dell’essere squadra predicate da Moreno Longo dai primi di agosto. Colmare quel ‘gap’ iniziale, quella ‘inibizione’ di mezz’ora che aveva lasciato qualche perplessità anche per l’infortunio patito da Hallfredsson, è però una priorità. In serie A non sono ammesse pause di alcun genere, men che mai di mezz’ora. Nella quale la squadra di Longo ha perso qualche distanza, ha faticato e sofferto ma non si mai sfilacciata tranne nell’occasione colossale capitata a Dzemaili. E si è tenuta aggrappata ad una grande volontà, l’unica ciambella di salvataggio in quei frangenti. 

SOLO PER LA JUVE CLASSIFICA… REALE – Allo stesso tempo,il fatto di  muovere la classifica sommato a quei 60′ interessanti è stato importante per i giallazzurri. Vuol dire morale prima di ogni cosa. Battere gli scettici, dentro e fuori casa. E’ una classifica strana in questo avvio, una classifica che offre una prospettiva quasi surreale. Dove il Frosinone sopravanza ad esempio la Samp, il Chievo, il Milan e la Lazio, prossima avversaria all’Olimpico domenica prossima (ore 20.30) e naviga a braccetto ad esempio con l’Inter. Squadre destinate a recitare altro tipo di torneo, mettiamolo subito in chiaro. Le avversarie-salvezza dei giallazzurri saranno altre. E saranno le prossime giornate a disegnare le griglie. Una classifica comandata dalla Spal che un anno fa da neopromossa aveva ottenuto 4 punti nelle prime due partite, salvo poi salvarsi nel finale tremendo di stagione. Una classifica che per ora non invita nessuno a farsi illusioni di sorta, fatta eccezione della Juventus che, aspettando Cristiano Ronaldo e il reinserimento di Dybala, ha almeno due marce in più delle dirette avversarie. Anche dello stesso Napoli che ha dovuto attendere il crollo del Milan per piazzare la ‘remuntada’.

TANTE MENZIONI MA SOPRATTUTTO AL CORAGGIO – Le note positive in casa giallazzurra riguardano un po’ tutti. Sportiello e Chibsah, nell’ordine, una spanna davanti. Il centrocampista deve però ritrovare il fiuto della rete, soprattutto quando è a due passi. Bravo a farsi trovare pronto, bravo a scuotere le certezze degli emiliani, bravo anche in versione assist-man (su Ciano nella ripresa). I numeri di Campbell non sono in discussione così come le geometrie di Maiello in mezzo al campo. L’uscita di Molinaro probabilmente ha tarpato la possibilità di ingresso per Pinamonti che avrebbe aggiunto freschezza e una variabile al pacchetto avanzato. Due altre menzioni particolari sono ammesse: una per Brighenti, esordiente a 29 anni, che dalla sua parte aveva un certo Djiks e l’altra va indirizzata a Krajnc, nettamente al di sopra degli standard pur ottimi con i quali aveva chiuso i playoff. Segno significativo che il salto di categoria per certi giocatori può rappresentare un valore aggiunto al proprio bagaglio. Ma soprattutto è piaciuto il coraggio con il quale il Frosinone ha saputo cambiare, tutto insieme, marcia alla partita.

LA PRIMA VOLTA DAVANTI AI TIFOSI, A ROMA – E adesso la testa al derby con la Lazio, all’Olimpico. Il 4 ottobre 2015, nella prima sfida ufficiale tra le due squadre, fu un’invasione dei tifosi canarini, l’esodo maggiore nella storia giallazzurra degli ultimi 30 anni. In cinquemila occuparono festosamente uno spicchio del settore tra la Monte Mario e la Sud. Finì 2-0 per la Lazio che passò solo nel finale dopo aver rischiato parecchio. Questo Frosinone domenica sera aspetta di rivedere quello spettacolo dai propri tifosi. Anzi, paradossalmente giocare col sostegno pieno dei supporters giallazzurri sarebbe la prima volta in questo campionato, dopo il viaggio dei soliti 200 intrepidi a Bergamo. Ancora in trasferta. E quel finale stavolta non è affatto scritto.

Giovanni Lanzi

Articoli Recenti