LONGO: “IL FROSINONE È LA MIA GRANDE OCCASIONE”

FERENTINO – Abbronzato, sorridente, eloquio scioltissimo. Ecco Moreno Longo. Che si presenta con i ringraziamenti a raffica, li chiede ma non ci sarebbe nessuno disposto a non concederglieli: “Buonasera a tutti. Vi chiedo la possibilità di fare dei ringraziamenti al presidente Maurizio Stirpe, al direttore dell’Area tecnica Ernesto Salvini e al direttore sportivo Marco Giannitti per avermi dato per avermi dato la possibilità di venire qui al Frosinone. In una società ambiziosa, una società modello per quanto riguarda un campionato ad alto livello come la serie B. Al contempo debbo ringraziare il presidente della Pro Vercelli, Massimo Secondo, il dg Stefano Bordone e il direttore sportivo Massimo Varini che mi hanno concesso la possibilità di venire qui al Frosinone. Debbo dire grazie alla loro disponibilità. Qui ho trovato un grande entusiasmo, un grande senso di responsabilità. La guida tecnica del Frosinone deve farti assumere a tua volta lo stesso livello di responsabilità. E con umiltà dico che non mi piace fare promesse ma mi sento solo di affermare che lavoreremo sodo per portare il Frosinone dove merita”.
E’ una dichiarazione di intenti da veterano, lui così giovane ed emergente. Una bella dichiarazione, fuori dai denti. Che fa capire anche la voglia dell’uomo e del professionista di impattare con l’ambiente nuovo.
Arrivano le domande dei cronisti. Longo risponde senza pause.
Mister, cosa significa sedere sulla panchina del Frosinone alla sua seconda esperienza tra i professionisti?
“Significa avere a disposizione, come ho detto, una grande opportunità, migliorativa per lo step della mia carriera. Opportunità che arriva al 10° anno di allenatore, voglio sottolinearlo. Smisi di giocare presto a causa di un infortunio, ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile che spesso viene considerato meno importante ma che per me è solo differente a livello di gestione a livello generale. A mio avviso questa opportunità di Frosinone arriva per poterla sfruttare nel migliore dei modi”.
E le decisioni di questa scelta, cosa ha trovato in lei il presidente Stirpe per orientarsi sul suo nome?
“Da parte della società credo, anche riprendendo le parole del presidente, abbiano influito le grandi motivazioni. Quando si va un colloquio, la valutazione va fatta a 360° su diversi parametri e la scelta ricaduta sul mio nome non penso che sia stata fatta solo perché io sia convinto che questa squadra non ha bisogno di grandi interventi. Quando si ha un colloquio si entra in empatia, innanzitutto. Io avevo parlato con altre realtà ma il Frosinone c’è stata subito sintonia e un’accelerata dopo il primo colloquio”.
A livello personale di cosa si potrà ritenere soddisfatto al termine della stagione?
“Mi potrò ritenere soddisfatto se alla fine dell’anno questa piazza avrà dato e ricevuto entusiasmo. E’ vero che debbono arrivare i risultati, ma sappiamo che il calcio non è una scienza esatta. Basta vedere l’annata scorsa, io da avversario avevo pronosticato altro finale. Siamo benissimo a conoscenza del fatto che svolgiamo un lavoro nel quale la matematica sposta gli equilibri in un senso o nell’altro senza una logica ben precisa. Credo che se alla fine dell’anno se questa piazza avrà avuto l’entusiasmo di venire a tifare la propria squadra perché si diverte e vede i ragazzi in campo che mettono passione e cuore, allora l’obiettivo di tutti sarà raggiungibile. Senza però restare fossilizzati al risultato”.
Mister, si è fatta già un’idea a livello tattico di come potrà lavorare il Frosinone? E potranno coesistere i tre attaccanti?
“Mi aspettavo la domanda tecnica. Non voglio dare risposte banali o diplomatiche: i numeri lasciano il tempo che trovano. Questo è un organico che può disporsi in diverse modi. L’idea è quella di partire con la difesa a tre. Continuare su quanto avviato dopo il mercato di gennaio scorso. I tre davanti? Ma io escluderei lo stesso Volpe ed altri più giovani come Errico, Obleac, lo stesso Matarese. I tre giocatori esperti (Dionisi, D. Ciofani e Ciano, ndr) sicuramente possono coesistere. E aggiungo un giocatore come Soddimo, bravo ad adeguarsi a più sistemi di gioco”.
Come vede il prossimo campionato di serie B?
“La prossima B non sarà quella dell’anno scorso senza nulla togliere alle squadre che la componevano. Credo sarà una B nella quale le tre retrocesse alzeranno il livello, al di là del paracadute che hanno a disposizione. E poi sono salite squadre con grandi potenzialità. Di questi tempi, un anno fa, si parlava di Spal e Benevento impegnate nella lotta-salvezza, io l’ho giocata davvero la serie B per salvarmi e mi faceva un po’ specie… Ho ragione di credere che ci saranno 7-8 squadre di livello, più la solita sorpresa di turno”.
La squadra attuale è più forte di quella che lo scorso anno fece 74 punti?
“L’obiettivo è sempre quello di migliorarsi, cercheremo di fare il massimo. Ma se 74 punti sono stati ottenuti con quella serie B, può darsi che le quote si abbasseranno visto anche il ranking di altissimo livello. Ma noi dobbiamo pensare partita dopo partita”.
E il modulo del Frosinone di Moreno Longo?
“Come ho detto i numeri lasciano il tempo che trovano. Lo scorso anno la Spal giocò il 3-5-2, credo che alla fine non farà la differenza il 5-3-2 o il 3-5-2 ma l’equilibrio tra le due fasi. Sul fatto di poter giocare a quattro in difesa con un trequartista può essere una opportunità che mi permette questo organico. La ricerca sarà quella del modulo che dia più garanzie ed equilibrio”.
Un occhio ai giovani di belle speranze…
“E’ nell’intento della società ma i ragazzi dovranno meritare di essere all’altezza. Da parte mia ci sarà massima attenzione. Personalmente sono abituato a lavorare con i giovani. Posso accettare l’errore del ragazzo che va poi sostenuto, bisogna dargli il tempo di potersi esprimere. Lo scorso anno con la Pro Vercelli abbiamo superato i 1.000 minuti con i giovani, che per la società rappresenta un introito molto importante, anche se si sono perse partite per errori di alcuni ragazzi: il tutto è stato superato e si è raggiunto anche l’obiettivo”.
E il peso della responsabilità di allenare il Frosinone?
“Anche se sono appena arrivato, queste responsabilità mi inorgogliscono. Ho girato tante società, anche da calciatore: qui ho trovato una società ed una organizzazione perfetta che ci mette nella condizione migliore, quella di lavorare senza problemi con la testa rivolta al campo. Da parte di tutti noi c’è grande entusiasmo”.
Mister, un giocatore che in questa fase la sta stimolando?
“Sono concentrato sul gruppo, credo che sia una delle chiavi dell’annata che verrà. Un gruppo che deve basarsi sulle grandi maturazioni. Starà a me il grande compito di aiutare a superare questo step: la difficoltà di far metabolizzare a tutti il fatto di essere in serie B. La B era vissuto come un sogno. Le difficoltà in questi lavoro non è fare l’annata ma quella di confermarsi e consolidarsi. Per cui bisognerà trovare motivazioni nuove, nessuno regalerà niente al Frosinone, le conquiste andranno fatte metro dopo metro per consolidarsi in una fascia importante del campionato di B”.
Il giudizio sul mercato?
“La squadra è stata rinforzata. Oltre alle conferme, sono arrivati Beghetto e Ciano, ci sono giovani di prospettiva. Grandi soddisfazione per le operazioni della società. Non abbiamo fretta di fare altre operazioni. Sono sicuro di quello che faranno presidente, dg e ds”.
Ufficio Stampa
Frosinone Calcio
II PARTE

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