UNA TARGA NEL RICORDO DEL PROFESSOR MAURIZIO TURRIZIANI

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Cerimonia toccante nella tarda mattinata di venerdi all’Ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ di Frosinone. A due passi dall’ingresso principale del nosocomio cittadino, in uno degli spazi verdi a ridosso della fontana che domina all’interno dell’ampio guardino centrale, è stata scoperta una targa alla memoria del professor Maurizio Turriziani, per decenni Chirurgo e Primario presso l’Ospedale di Anagni, Primario della Divisione di Urologia dell’Ospedale Umberto I e successivamente del ‘Fabrizio Spaziani’ di Frosinone. Sulla targa, scoperta dalla moglie dottoressa Sandra Spaziani e dal figlio Nicola, è stato incisa una frase che racchiude la figura del professor Turriziani: “Una vita dedicata alla salute del territorio, una vita dedicata alla Scienza”.

Il professor Maurizio Turriziani è stato per quasi venti anni al fianco del presidente Maurizio Stirpe nel ruolo di Coordinatore dello Staff medico-sanitario del club giallazzurro. E del presidente Stirpe – presente alla cerimonia con la consorte signora Barbara –  poteva vantare un’amicizia solidissima che andava oltre il calcio.

Alla cerimonia – che ha seguito l’inaugurazione dell’Hub vaccinale della Psc di Torrice messo a disposizione della collettività dall’Azienda del presidente Maurizio Stirpe – hanno preso parte i vertici al completo della Asl di Frosinone con il direttore generale dottoressa Pierpaola D’Alessandro che ha preso la parola anche nella veste di padrona di casa, il sindaco del Capoluogo avv. Nicola Ottaviani e l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, dottor Alessio D’Amato anche loro intervenuti nel breve ma significativo ricordo della figura dell’ex Primario.

Dense di emozione le parole della dottoressa Spaziani nel ricordo del marito: “Quanto è stato organizzato oggi per Maurizio è una cosa che assume un significato enorme: la dottoressa D’Alessandro non ha mai conosciuto Maurizio personalmente, lo ha conosciuto ‘de relato’ attraverso gli aneddoti che gli hanno raccontato. Lui diceva sempre che al nostro territorio non manca nulla e che andava solo valorizzato. E questo è stato il suo credo per tutta la vita. Posso dire a nome mio, dei miei figli e degli amici di mio marito che questa è la cosa più bella che si potesse fare”.

g.l.

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