UNA PRIMAVERA PER SEMPRE, IL DS FRARA: “ORGANIZZAZIONE DI GIOCO E METODO DI LAVORO I NOSTRI SEGRETI”

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ROSINONE – Tempo di bilanci consuntivi anche per la Primavera del Frosinone, reduce dallo storico successo che ha proiettato la formazione giallazzurra allenata da Giorgio Gorgone nel campionato Primavera 1. E’ il direttore sportivo e responsabile del settore giovanile del Club, Alessandro Frara, a rispondere alle domande dell’Ufficio Stampa. Frara è anche l’ultimo anello di congiunzione tra le tante anime del Frosinone che si sono succedute negli ultimi 10 anni di storia calcistica del Club.

Direttore, prima stagione nella nuova veste di ds della Primavera e subito un successo. Riesce a dare un posto virtuale nella sua bacheca personale a questa promozione a Frosinone?

“Abbiamo iniziato questa avventura il 2 agosto dello scorso anno ma non eravamo partiti con l’obiettivo di vincere. Volevamo far bene, valorizzare i ragazzi essenzialmente e debbo dire che ci siamo riusciti. Era nostra intenzione farli crescere, permettere loro di fare esperienza e chiaramente farla anche noi. E’ stato un crescendo la nostra stagione, tutto indubbiamente molto bello. Ed è una grande soddisfazione personale.  Il fatto che abbiamo vinto, ha dato valore aggiunto al lavoro di tutto l’anno, una gioia incredibile. Nella bacheca dei successi questa vittoria ha un posto particolare. Quando si è calciatori un successo lo si vive in un modo, quando si è nella veste di dirigenti probabilmente si soffre anche di più perché bisogna trasmettere qualcosa anche agli altri. E per fortuna è andata bene, ci godiamo questo momento”.

Cosa ha pensato quando a giugno 2021 il direttore Angelozzi le ha affidato il nuovo incarico?

“Ho pensato che sarebbe stato un incarico di grande responsabilità, che poteva essere per me un trampolino di lancio, un’occasione, una opportunità. In precedenza ero legato di più alla prima squadra, all’inizio ero un po’scettico sul ruolo da ricoprire, poi ho deciso di accettare con grande entusiasmo. L’ho fatto dall’inizio fino ad oggi e continuerò a farlo sempre con grande voglia di mettermi in gioco”.

La scelta di mister Gorgone come nasce?

“Con lui ci siamo sempre sentiti per altri motivi, lo chiamavo per chiedergli delle informazioni magari su giocatori che allenava. Sapevo che avrebbe voluto un giorno provare a vestire il ruolo di primo allenatore. Quando si è presentata l’occasione di poter scegliere un allenatore, mi è venuto in mente lui, l’ho chiamato e mi ha risposto subito sì”.

Promozione figlia di un gruppo granitico: giocatori radicati in Primavera, ragazzi saliti dall’Under 17 e pochi innesti a costo zero. Quindi la ‘sostenibilità’ già esiste nel Frosinone?

“La sostenibilità è una filosofia attuale della Società, nella Primavera c’era già una buona base di ragazzi che abbiamo mantenuto per poi puntellarla con altri elementi di qualità. Abbiamo sicuramente speso poco, puntando sull’organizzazione di gioco, sul metodo di lavoro. Il gruppo all’inizio non era così unito, piano piano strada facendo siamo riusciti a plasmarlo e miglioralo. Merito soprattutto del mister che è stato molto bravo”.

Che tipo di certezze aveva ad inizio stagione? E quando ha capito che questo gruppo poteva osare oltre la conquista dei playoff?

“Di certezze ad inizio stagione ne avevo poche, avevo solo la certezza della professionalità dello staff. Non conoscevo bene il livello del campionato, il livello tecnico dei ragazzi. Ci siamo messi in gioco, credendo che col lavoro si potesse puntare ad obiettivi importanti, è stata inculcata nei ragazzi una certa mentalità e alla fine tutto questo ha pagato”.

Il Frosinone probabilmente una delle poche squadre nel campionato di categoria con appena 2 ragazzi stranieri in organico, Pahic e lo sfortunato Evan. E’ un indirizzo preciso del Club?

“No, non c’è un indirizzo preciso del Club. Solo questione di opportunità. I ragazzi stranieri fanno un po’ di fatica ad ambientarsi, non è semplice. Quando arrivano in Italia non conoscono la lingua, c’è la necessità di comprendere l’allenatore, le nostre abitudini, adeguarsi all’alimentazione e a tante altre cose. Devono per forza di cose abituarsi e in fretta. Ma noi non siamo affatto chiusi agli stranieri, se c’è l’opportunità di prendere lo straniero bravo siamo aperti a prenderlo tranquillamente”.

Guardiamo in prospettiva, al campionato Primavera 1. Che limiti di età ci saranno nella prossima stagione?  

“Nella prossima stagione si possono impiegare 5 fuoriquota nati nel 2003, per il resto la Primavera sarà composta dai 2004 e qualche 2005”.

Quanti ragazzi di questo gruppo possono aspirare a giocare nella massima categoria del campionato Primavera?

“Una buona parte del gruppo lo terremo perché è un giusto premio per il lavoro e il risultato raggiunto. Poi cercheremo di immettere giocatori di qualità che andranno a sostituire i fuori quota che andranno via ed altri ragazzi ancora per alzare il livello. Parliamo di un campionato completamente diverso dal campionato Primavera 2, il livello si alza tantissimo. Ci sono realtà che solo a nominarle fanno paura. Però cercheremo, sempre con le nostre risorse la nostra mentalità, di vendere cara la pelle e fare ancora un buon lavoro”.

Niente riposo, la testa va già al mercato? Con il direttore dell’Area Tecnica, Angelozzi, avete già tracciato l’identikit del Frosinone Primavera che verrà?

“Ancora no, però tra noi parliamo costantemente pur non avendo parlato nello specifico di giocatori. Dalla prossima settimana inizieremo a pensare al futuro”.

Ufficio Stampa Frosinone Calcio

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