LA CONFERENZA STAMPA DI MISTER GROSSO POST FROSINONE-PARMA

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FROSINONE – Prima i passaggi davanti alle tv, poi le domande dei cronisti. Fabio Grosso è stanco e soddisfatto per la prestazione, un po’ meno per un pari che va stretto ma è rattristato per la notizia della scomparsa del tifoso del Frosinone prima della gara.

Mister Grosso buona sera. Prima del match un tifoso del Frosinone di 46 anni si è sentito male fuori la tribuna est. Vuole mandare un messaggio ai familiari?

“Notizia tristissima, di cui sono venuto a conoscenza prima della gara. Ci stringiamo attorno ai familiari, diamo loro un grandissimo abbraccio per quel poco che potrà servire. E siamo convinti che da oggi il Frosinone avrà un tifoso in più in Cielo, che ci aiuterà dall’alto”.

Risultato che va stretto? Quanto vi è mancato nella ripresa il sostegno della curva che per rispetto a un tifoso morto mentre entrava allo stadio non ha più cantato?

“Questa squadra ha fatto un primo tempo importante, ha messo ritmo e qualità ed abbiamo creato tantissime occasioni. Un peccato grande averla chiusa in pareggio nel momento in cui abbiamo preso gol nel primo tempo dopo aver creato una serie di occasioni nitide per cercare di raddoppiare. Siamo entrati negli spogliatoi sull’1-1 e poi, al rientro, su una ripartenza abbiamo preso il 2-1. Abbiamo barcollato un po’, perdendo un po’ le distanze ma poi siamo stati bravi a ritrovarle, ritornare in partita, a giocarla come abbiamo fatto e nel finale credo meritatamente abbiamo realizzato il gol del pareggio”

Le è piaciuta la reazione dei suoi ragazzi allo svantaggio?

“Questo è un aspetto sul quale mi batto tanto. Mi piacerà creare una mentalità importante perché essere bravi quando le cose vanno bene sanno farlo in tanti ma essere bravi quando la situazione è difficile ti fa fare uno step in più. E noi oggi abbiamo dato dimostrazione di essere capaci a compierlo. Sono felice, i ragazzi hanno impattato la partita molto bene e sono soddisfatto di quei ragazzi che ci hanno sostenuto entrando in corsa”.

Ha pescato anche dalla panchina per riacciuffare il Parma e Charpentier l’ha ripagata. E’ un segnale importante.

“Senza saperlo avevo già risposto. E’ un bel segnale. Io ho questo compito, di dover fare delle scelte, in campo non si può mandare tutti altrimenti perderemmo le partite però è importante che tutti si sentano dentro il progetto. Ci alleniamo tutti i giorni per cercare di migliorare e io sono straconvinto che ci sarà bisogno di tutti, come dico sempre. E non mi piace poi andare dal ragazzo quando se ne presenta la necessità e dirgli che è importante, mi piace dimostrarglielo nel quotidiano. E oggi mi hanno dato una bella risposta perché sono entrati 5 ragazzi motivati e vogliosi di recuperare una partita che sicuramente non meritavamo di perdere”.

Non era semplice ripartire con i tifosi. Che effetto le ha fatto finalmente ritrovare il pubblico dello stadio di Frosinone?

“E’ stato bellissimo, era tanto tempo che non si sentivano tifare. I nostri spero che continueranno ad essere fondamentali per noi come lo sono sempre stati, sono un valore aggiunto. E noi dobbiamo fare in modo che questo stadio, questa nostra casa sia sempre difficile da venirci a giocare per gli avversari di turno. Come abbiamo fatto oggi, al di là del fatto che il risultato di può premiare o meno. Ma è la mentalità che conta, fino alla fine bisogna cercare di dare il massimo”.

Il Frosinone avrebbe meritato anche più del pari. Il Parma ha trovato due reti su altrettante ripartenze. Unico neo la difesa in queste occasioni.

“La difesa è stata molto brava a difendere con questa qualità che avevano loro in avanti. Peccato perché poi al primo errore nel primo tempo, ci hanno punito: eravamo in due su una palla, loro sono stati molto bravi nel trovare tempi e spazi giusti per il pareggio. E nella ripresa anche, quando eravamo ancora a duello su un pallone. Ecco, quello è ancora il margine da colmare. Se esci con i tempi sbagliati bisogna fermarsi e ricominciare l’azione”.

A che punto è la costruzione del nuovo Frosinone targato Grosso?

“A me non piace dare percentuali e tempistiche. La Società è stata chiara. A me piace lavorare con questi ragazzi, tanti stranieri che sono sicuro verranno fuori meglio quando capiranno tante cose in più. Noi in ogni partita vogliamo dare il massimo, questa deve essere la nostra mentalità”.

Nel secondo tempo è passato al 4-2-3-1, è un sistema di gioco che potrà essere utilizzato anche dall’inizio?

“L’ho detto l’anno scorso, lo ripeto anche quest’anno: per me il modulo è relativo. Se andiamo a fermare le immagini durante molte azioni del primo tempo non si riesce nemmeno a capire che modulo stiamo applicando. Senza palla andiamo a cercare gli avversari, siamo aggressivi e invece con la palla ci mettiamo nel modo giusto per entrare nel loro schieramento. Per me il modulo è relativo: si può giocare con due centrocampisti, con uno che si alza o giocare con due attaccanti, con due terzini che spingono. La realtà ò che bisogna occupare bene gli spazi e farlo bene insieme”.

Ufficio Stampa Frosinone Calcio

 

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