FROSINONE EXTRALUSSO, ARRIVA ANCHE MATTEO RICCI

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Matteo Ricci, romano, centrocampista centrale classe 1994 (è nato a Roma il 27 maggio), un recentissimo passato con la maglia della Nazionale maggiore (era stato convocato dal ct Mancini a marzo, ndr), artefice della promozione e della salvezza in A dello Spezia proprio ai danni del Frosinone, è un altro colpaccio in entrata del Club giallazzurro. Il direttore Angelozzi in missione a Milano aveva tenuto in canna uno dei missili per il gran finale. E così dalle difficoltà di arrivare al giocatore che si erano prospettate nelle ultime ore per l’inserimento dei petrodollari di un club saudita e per le sirene di due Club di A come il Cagliari e il Bologna mentre a giugno a lui si era interessata la Lazio, si è arrivati alla fumata bianca col Frosinone nella mattinata. Triennale per lui, un progetto a lunga durata per un giocatore di grande spessore che va ad aggiungersi ad una rosa costruita con qualità secondo una logica ben precisa.

A pesare sulla decisione del giocatore, come d’altronde normale in casi del genere, il rapporto con Angelozzi che ne aveva fatto un punto di forza dello Spezia. Matteo Ricci è nel pieno della maturità tecnica e mentale di un calciatore: a 27 anni ha toccato con mano il grande calcio, ha avuto le sue delusioni che sovente esulano da quanto un giocatore riesce a dare in campo ed ora ha accettato la grande sfida: riprendersi quello che gli è stato tolto dopo 29 partite in serie A nello Spezia e dopo, come detto, la convocazione in Nazionale. Il giocatore nei giorni scorsi si era anche sfogato per il suo status da svincolato, lo Spezia del nuovo corso di Thiago Motta infatti lo aveva lasciato libero. Lo scorso campionato solo il Covid ne rallentò una stagione strepitosa.

Calcisticamente Ricci nasce nelle giovanili della Roma ma in carriera ha vestito le maglie del Grosseto, Carpi, Pistoiese, Pisa, Perugia, Salernitana appunto lo Spezia. Un elemento di categoria che comunque era riuscito a dire la sua anche nella massima serie. Si è costruito dal basso e lui non ha mai negato di essere orgoglioso di quel passato. In serie B ha collezionato ben 113 gare della stagione regolare e 7 partite di playoff, mettendo a segno 13 gol. Per lui sempre stagioni condite da una grande regolarità. Ad arricchire il suo curriculum anche 21 presenze nelle nazionali Under 19, Under 19 e Under 20.

Tatticamente (lui è di piede destro) è in grado di giocare da centrocampista centrale ma anche da trequartista. Lo hanno definito un direttore d’orchestra, un play di interpretazione moderna. Un elemento di qualità e quantità, bravo ad abbinare al meglio le due fasi di gioco. Dopo la lunga trafila nelle minori della Roma toccò il cielo con un dito quando l’allora tecnico giallorosso Luis Henrique lo convocò due volte in prima squadra senza però farlo esordire. E Ricci ha sempre ricordato quello che considera un maestro per lui: “Mi vedeva in palestra che facevo pesi per rinforzarmi, mi disse: Matteo devi rinforzare la testa, non i muscoli”. Matteo la testa l’ha rinforzata e tanto. Ha scalato le montagne, è arrivato in alto. Ed ora vuole tornarci con la maglia del Frosinone.

Ufficio Stampa Frosinone Calcio

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